A come arte, A come amore: Roma incontra l’amore

[ph] Cecilia Cicci

L’Amore arriva a Roma, niente di sorprendente per la città più bella del mondo, dove ogni angolo genera Amore, come ognuno di noi lo può percepire, l’Amore è in ogni cosa e se genera in noi un sentimento allora è ‘Vero Amore’. Già, perché esso è il più grande dei sentimenti, è il capo banda delle emozioni, belle e brutte, gioiose e sofferenti. È inevitabile, amare vuol dire soffrire e se si soffre è perché si ama. E tutto questo è disegnato da sempre nella nostra mente con un solo colore, il rosso.

Da sempre questo sentimento viene rappresentato e interpretato dall’arte, sì, perché gli artisti più di tutti sono condannati ad una sensibilità che li fa vivere i sentimenti in modo viscerale, estremo e tormentato. Giusto per citarne alcuni: Gustav Klimt nel suo Bacio in stile liberty, rappresenta sensualità e romanticismo; Marc Chagall, la tenerezza vissuta giorno dopo giorno accanto a sua moglie Bella è raccontata nei suoi dipinti; Amore e Psiche di Antonio Canova, la perfezione scultorea, fatta di armonia, equilibrio mostra l’eternità dell’Amore; Frida, una donna e pittrice pazzesca, dove ogni sua tela è il diario dell’Amore tormentato e passionale con Diego, suo marito.

Di Amore, ovvero di “Love” se ne parla in questi giorni in una mostra di Arte Contemporanea al Chiostro del Bramante: Love: l’arte contemporanea incontra l’amore a cura di Danilo Eccher.

Il chiostro è stato progettato da un grandissimo architetto Donato Bramante da cui tutto lo spazio museale prende il nome, esempio di architettura rinascimentale nel cuore di Roma, ospita nei suoi spazi espositivi delle mostre di grande prestigio. Questa volta è il tema dell’Amore che prende posto, raccontato in tutte le sue declinazioni, sia sentimentali che artistiche.

Le “porte di casa” le apre Robert Indiana, con l’opera Love da cui la mostra ne prende il titolo; realizzata negli anni Sessanta, il sentimento diventa parola, la più usata, scolpita in un quadrato, dove quattro lettere – due per due – formano essenzialmente questo sentimento.



Marc Quinn, artista britannico, presente con più opere, da sempre la sua ricerca è basata sulla relazione tra arte e scienza, di come il corpo umano affronta cambiamenti e di come la bellezza si ferma nell’istante prima della morte.



Vanessa Beecroft, artista performativa, sceglie i corpi reali di modelli da incorniciare nelle sue scene. Qui, in una fotografia, il tema della maternità, un Amore senza compromessi e pregiudizi, forte e coraggioso, che si realizza in tutta la bellezza possibile.



Yayoi Kusama, All the Eternal Love I Have for the Pumpkins, del 2016. Un’opera introspettiva e psichedelica; nel momento in cui singolarmente si entra nella Infinity Mirrored room ci si trova in una dimensione che non ha confini, di caos, quasi a perdere il fiato; il senso di spaesamento, di confusione e allo stesso tempo di consapevolezza. Qui siamo soli con noi stessi, tutto quello di cui abbiamo bisogno per amare.



Queste solo alcune delle opere presenti nella mostra, la quale è pensata come momento di interazione con i suoi visitatori; tutte le opere infatti possono essere fotografate e per la gioia dei più giovani si può l’hastagh #chiostrolove per entrare in quello che ormai è il circuito della nostra comunità social. Alcune pareti dei corridoi sono come tele bianche sulle quali ognuno, con dei pennarelli messi a disposizione, può scrivere del proprio Amore…

Il linguaggio dell’arte è identificazione, ognuno di noi è raccontato in qualche opera. Questo Amore viene via con noi, ce lo portiamo dietro almeno per un po’, giusto il tempo di percorrere il loggiato del Chiostro e prendere consapevolezza e andare via con quella macchia di rosso che rimane incisa nella mente e nel cuore.

 

La mostra LOVE. L’arte contemporanea incontra l’amore, a cura di Danilo Eccher durerà fino al 19 febbraio 2017 presso il  Chiostro del Bramante di Roma.

Artisti presenti: Vanessa Beecroft, Francesco Clemente, Nathalie Djurberg e Hans Berg, Tracey Emin, Gilbert & George, Robert Indiana, Ragnar Kjartansson, Yayoi Kusama, Mark Manders, Ursula Mayer, Tracey Moffatt, Marc Quinn, Joana Vasconcelos, Francesco Vezzoli,  Andy Warhol, Tom Wesselmann.

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