#Musician, uno scatto per ogni artista

[ph] Lucio Leoni © Matteo Casilli

Tutte le diverse sfumature dei volti e delle espressioni della musica italiana contemporanea.


Matteo è un fotografo romano, ha trentatré anni e ha avuto una grande, semplice idea: legare la sua passione, quella per la fotografia, a un’altra condivisa da tanti, quella per la musica. Così, ha iniziato a fermare in scatti in bianco e nero le diverse sfumature dei volti e delle espressioni della musica italiana contemporanea: e, ritratto dopo ritratto, #Musician ha preso vita. Come diceva Man Ray “il desiderio più profondo di ogni artista è quello di confondere o di fondere tutte le arti, così come le cose si fondono nella vita reale” ed è questo è l’intento di #Musician, il progetto creato da Matteo Casilli che per Ril ha risposto a qualche curiosità.

Come nasce la tua passione per la fotografia?

«Nasce fin da bambino: sono cresciuto in mezzo alle fotografie, mia madre era fotografa e quindi per me era la norma trovarmi circondato da flash, cavalletti e obbiettivi. Poi grazie agli studi sono arrivato a maturare la consapevolezza della sua importanza: mi sono appassionato prima alla pittura, poi al cinema, e infine ho capito che era proprio con la fotografia che riuscivo a descrivere e fermare meglio le mie emozioni, a trasformarle in immagini fisse».

Com’è nato il progetto #Musician?

«Per caso, lo scorso ottobre. Mi ero trasferito da poco e avevo deciso di fare una festa di inaugurazione nella mia nuova casa con i miei coinquilini e altri amici, tra cui anche alcuni musicisti. Le pareti erano ancora pulite, bianche, e così avevo creato una specie di set dove facevo le foto a tutti i presenti, per gioco».

E poi?

«Dopo qualche giorno, qualcuno di loro ha messo la foto che gli avevo scattato su Internet, sui Social, e ho visto che erano diventate virali, erano state molto apprezzate. Quindi mi sono detto, perché non provare ad ampliare questa idea? E ho deciso di sviluppare questo progetto. Così ho iniziato a cercare e coinvolgere vari musicisti, e sono molto contento di come sta andando e dell’incredibile riscontro che ha avuto. A oggi ne ho immortalati più di 130! Sono riuscito a raggiungere artisti romani (o romani d’adozione) e non, ad accostare nomi emergenti ad altri già più affermati, come Ron ad esempio».

Ma è un’avventura ormai conclusa?

«No, ancora no, credo andrò avanti ancora per due o tre mesi. Sto anche trasformando tutto in un libro, che uscirà per Marvis LabL».

Qual è lo scatto che per te è stato più significativo?

«Ogni “seduta” è stata un’esperienza unica, avere la possibilità di avere artisti a casa mia, parlarci, conoscerli…ma forse tra tutti direi il primo, quello che ha fatto partire tutto il progetto. Il primo scatto l’ho fatto a Gianluca Gabrieli (Astenia)».

C’è un artista che ti manca e assolutamente vorresti immortalare?

«Sì. Francesco De Gregori. Ci sto lavorando…».

Cosa ne pensi della scena romana a livello musicale oggi?

«Credo che ci sia un livello molto alto. C’è tutta questa generazione nata tra il ‘72 e il ‘95/’96, che è davvero brava. Bisogna poi dire che i locali che danno spazio alla musica live sono sempre di più, dal Lanificio a Na Cosetta, il Monk, Le Mura e tanti altri…e quindi questi ragazzi riescono a farsi vedere e sentire con più facilità rispetto a prima. Finalmente c’è uno spazio per questo genere musicale un po’ cantautoriale che ci regala belle voci, bei testi e anche un certo impegno sociale».

E a livello culturale e artistico più in generale invece?

«Credo che a Roma, ma non solo a Roma, ci siamo finalmente svegliati. Veniamo da una decina di anni, dal 2000 al 2010 circa, in cui non succedeva niente, o perlomeno niente di significativo… se io provo a ripensare a quel periodo non mi ricordo nulla, sono anni che non mi hanno lasciato niente. A un certo punto, secondo me, la nostra generazione si dev’essere guardata allo specchio e deve aver detto: “Che facciamo ora? Stiamo ancora fermi o ci muoviamo?” e abbiamo deciso di fare qualcosa, di riprenderci uno spazio».

Per finire, nuovi progetti in vista?

«Sì, ho qualche altra idea in testa…lo vedrete presto, speriamo!».

 

Nelle foto: Francesco Megha, Tommaso Paradiso (The Giornalisti), Gianmarco Dottori, Tahnee, Giorgio Poi, Giancane, Galeffi, Dente, Andrea Imperi Purpura (Le Mura), Alessandro Pieravanti (Il Muro del Canto), Alberto Laruccia (La Scala Shepard), Giovanni Truppi, Lucio Leoni (anche in copertina), Rob Von Datty, Margherita Vicario, Roberto Mobrici (Canova), Simone Avincola.

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