Urbani, ma solo per amore

Barbara con Mabel, Trilla e Aki al Pigneto
[ph] Alessandra Ascrizzi Barbara con Mabel, Trilla e Aki al Pigneto

Sono numerosi gli animali che convivono con noi in città e non sono tutti simpatici e affettuosi come i cani. Questi cittadini a quattro zampe sono davvero felici? A cosa rinunciano solo per amore?

Sono tantissimi in città e sono di tutte le taglie, di (quasi) tutte le razze. I cani sono certamente gli animali più urbani, o forse sono a pari merito con i loro amici/nemici gatti.
Quello che è universalmente riconosciuto come il migliore amico dell’uomo ha un proprio posto di rilievo nell’equilibrio cittadino. Il Comune di Roma, per esempio, ha adottato e pubblicato diversi regolamenti dedicati ai diritti dei cani (e di altri animali addomesticati e non) e ai diritti e doveri dei proprietari dei cani e di tutta la comunità.
Uno dei passaggi più belli e rilevanti dello Statuto sugli animali recita: «il Comune di Roma riconosce agli individui ed alle specie animali non umane il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche…».
E ci sono altri concetti importanti: i cani hanno il pieno diritto a trascorrere un’esistenza felice e appagante; devono trascorrere un certo numero di ore all’aria aperta; devono avere la possibilità di giocare e di socializzare con altri cani e con altri esseri umani.
Sono animali intelligenti e sensibili e in molti casi particolarmente vulnerabili, devono essere rispettati, curati, accuditi, protetti.

Nella città eterna possiamo portare il nostro amico quasi ovunque. Le limitazioni sono pochissime e in molti casi si lascia libero arbitrio ai titolari di negozi, hotel e altri luoghi pubblici cittadini. Ho trovato interessante la regola che richiede ad alcuni esercenti di fare esplicita richiesta alla Polizia per la non ammissione dei cani nel loro negozio. Quindi non basta un cartello o predisporre all’ingresso del negozio quei ganci poco simpatici con la targhetta ancora più antipatica di “Dog Parking”, il nostro amico più caro non è mica una bicicletta!

È fondamentale che l’animale possa anche avere un po’ di libertà ed è per questo che in aree dedicate si può lasciare libero dal guinzaglio e da eventuale museruola. Le eccezioni in questo caso riguardano alcune razze considerate oggettivamente aggressive, tra le quali «pitbull, bull mastiff, bull terrier, rottweiler, american staffordshire, dogo argentino, american bulldog, mastino dei Pirenei, cane corso, mastino napoletano, fila brasilero, perro de ganado majorero, doberman, cane da presa canario, staffordshire bull terrier, bandog e meticci da incroci di queste razze».
Probabilmente non solo hanno un’indole più aggressiva (anche se questo aspetto meriterebbe forse un approfondimento), ma sono anche meno plasmabili e adattabili in un ambiente fatto di cemento, asfalto, spazi angusti e poche ore di libertà (sono sempre troppo poche) nell’arco della loro giornata e delle loro vite.

La maggior parte dei cani vivono, speriamo felicemente, in spazi comunque ristretti che possono variare (appartamenti, monolocali, villette con giardino o attici con terrazza), ma difficilmente saranno i loro veri habitat. Hanno perso la loro autonomia nel cibarsi (possono avere quasi la stessa dieta di un umano e questo nel rapporto uomo/cane è un aspetto da non sottovalutare), nel difendersi da eventuali attacchi e hanno modificato il loro rapporto con i propri cuccioli, ai quali sono costretti a rinunciare molte volte durante la loro vita, troppe volte. Questi animali sono stati talmente influenzati, educati, modificati dal loro “amico” umano da avere perso quasi tutta la loro “selvaticità”, infatti la loro differenza con il cugino biologicamente più vicino, il lupo, è diventata abissale, tema che potrete approfondire grazie agli studi di Luigi Boitani.
I romani hanno un debole per questi animali selvaggi, proprio una lupa è il simbolo della nostra città, ma chi penserebbe mai di far vivere un bellissimo e possente lupo in un loft al Pigneto?

In verità l’animale urbano per eccellenza (non l’unico, per carità) non lo è affatto, non vorrebbe vivere nelle nostre città. Ma ci resta e, a modo suo, ricerca insieme a noi la felicità.
Spesso la trova pure, grazie all’interazione con gli uomini che gli sono vicino e agli altri amici. Ebbene sì, i cani hanno anche amici cani.
I cani restano qui con noi, facendo a volte enormi sacrifici e rinunce, ma senza farcelo pesare mai. Perché? Per amore, solo per amore.

 

 

 

 

© Riproduzione riservata
Condividi questo contenuto
Share on FacebookShare on LinkedInShare on Google+Pin on PinterestTweet about this on Twitter

787 visualizzazioni

Creativo nel lavoro e anche nelle piccole cose della vita. Disegna da sempre, scrive in ogni momento libero per dare sfogo alla curiosità. Se avesse la bacchetta magica renderebbe il mondo un po’ più queer.