La “battle” a colpi di racconti, 8×8 porta gli scrittori sul palco

“Ho creato un circuito alternativo ai manoscritti per conoscere nuove penne” spiega Leonardo Luccone di Oblique studio. Otto minuti per otto mila battute, il pubblico e una giuria di esperti votano il racconto migliore.

 


Correva l’ormai lontano 2010 quando Leonardo Luccone, proprietario dell’agenzia letteraria Oblique Studio di Roma, diede vita all’embrione del concorso letterario 8×8.

«Volevo creare un sistema per incontrare tantissimi scrittori, un circuito alternativo al giro dei manoscritti»

dice a Ril. E ci è riuscito: sono circa dieci anni infatti che il suo 8×8 propone una valida alternativa ai comuni concorsi su scala locale e nazionale. La filosofia alla base del progetto è molto semplice: tutto si fonda sul confronto, sull’esigenza di esprimersi e trovare riscontri, sul desiderio di ricevere opinioni, sulla possibilità di conoscere, conoscersi e migliorare.

L’impasto realizzato è altrettanto immediato: otto scrittori, esordienti e non, in otto minuti ciascuno per serata devono recitare la loro opera, ottomila battute massime di componimento. A questo si aggiungono pochi altri ingredienti: una casa editrice madrina diversa per ogni serata e un montepremi di carta stampata della stessa. Un modo per gli scriventi di esporsi in prima persona e un mezzo per svelare il troppo spesso misterioso e appannato mondo dell’editoria agli spettatori.

Ad ogni round è una doppia giuria a decretare un vincitore: quella popolare – il pubblico in sala- e quella di qualità composta da esperti del settore editoriale. «Mi piace ragionare sulle differenze di percezione. È bellissimo constatare, specie quando un racconto funziona, come in sala si crei un silenzio intensissimo» spiega Luccone. Che poi sottolinea anche la sua volontà di diffondere la gara fuori Roma: ogni anno uno degli appuntamenti è in un’altra città italiana – quest’anno tocca a Torino:

«Le trasferte sono necessarie perché ci permettono di confrontarci con editori che non possono venire a Roma. E poi i partecipanti a 8×8 sono uniformemente distribuiti in tutta Italia, con punte a Torino e a Milano».

I vincitori di ogni serata infine, dopo essere stati affiancati da un editor, si “sfidano” a colpi di punto e virgola in una finale che decreta il trionfatore definitivo.

Simone Traversa è il Muhammad Ali della scorsa stagione e racconta:

«8×8 è un’esperienza che consiglio, sapendo a cosa si va incontro. Il motivo non saprei spiegarlo, però è certamente un modo per misurare l’efficacia della propria scrittura. Non scrivo molto, no. E scrivo perché leggo e quando leggi ti viene voglia di scrivere, perché ci sono delle situazioni che credo meritino di essere raccontate e perché sono narcisista, anche se ho un rapporto conflittuale col mio narcisismo: un po’ me ne vergogno, un po’ lo vezzeggio». 

Il suo Se non avesse preso il furgone è un piccolo “collier” di proposizioni, che lui definisce un “esercizio di stile” che «parla di un doppio incidente automobilistico che coinvolge una famiglia raccontato dal punto di vista della madre. Per quel che mi riguarda, ma si può dissentire, il racconto è un pretesto per mettere in scena un conflitto familiare. L’incidente è la drammatizzazione di dinamiche familiari che si erano già guastate».

8×8 è una boccata d’aria fresca in un panorama letterario ed editoriale sempre più soffocato e soffocante, troppo spesso privato dei mezzi per sostentarsi ed evolversi. Lo conferma Luccone stesso: «Negli ultimi anni la capacità creativa complessiva si è affievolita. Alcune case editrici guida si sono ripiegate su sé stesse, altre sono scoppiate o si sono sputtanate».

Ma, per chi come lui fa, anzi ha scelto, questo mestiere, e lo fa con passione, amore e intensità, il barlume della speranza non può  e non deve  morire: «Spero che i nuovi fermenti – L’orma, Racconti edizioni, Sur – sappiano dare slancio e incentivare nuove iniziative».

Il mestiere della scrittura non è facile e ancora meno lo è portarlo sulla pubblica piazza. «È molto faticoso, psicologicamente, perché ti devi esporre e insomma, non è mai facile rimettersi al giudizio altrui quando hai qualcosa su cui hai investito buona parte del tuo narcisismo» conferma Traversa. «E non c’è nessuna redenzione nel farlo, sia che vada bene sia che vada male, hai comunque l’impressione di aver messo a nudo parti di te che sarebbero dovute rimanere coperte».

E un nudo artistico è sempre difficile da fare accettare, da rendere una realizzazione materiale e sociale.

Eppure, 8×8 prova a dargli una veste, senza coprire con foglie di fico. Ma anzi, abbatte gli stereotipi e le costrizioni mentali che ce li rendevano così inaccessibili e incomprensibili, senza spegnere fiamme difficoltosamente accese ma tentando di distribuirne le ceneri per fertilizzare la vita culturale di tutta la città. E di cortecce cerebrali troppo spesso lasciate a maggese.

Le date dell’edizione 2017:

– martedì 14 febbraio, Fazi Editore, Roma, Le Mura 
– martedì 28 febbraio, minimum fax, Roma, Le Mura
– martedì 14 marzo, Giulio Einaudi Editore, Torino, Scuola Holden 
– martedì 28 marzo; Elliot Edizioni, Roma, Le Mura
– martedì 11 aprile, Racconti edizioni, Roma, Le Mura

 

La deadline per l’invio dei racconti è il 25 marzo 2017

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