Lorenzo Senni sbarca all’Alien, l’enfant prodige dell’elettronica apre una nuova stagione dello storico locale

«L’Alien Club diventerà scenario di prestazioni di antiche leggende della techno di Detroit e i nuovi volti della house moderna, ma non solo, il club ospiterà anche live ska, dub ed indie» raccontano a RIL gli organizzatori del club di via Velletri.


C’è un italiano che pubblica su Warp Records, una cosa non da poco dato che la Warp è la casa discografica di musica elettronica che ha pubblicato Aphex Twin, gli Autechre, i Boards of Canada e Squarepusher. È una tra le etichette di punta della musica elettronica mondiale. Questo italiano, inserito nella playlist di Natale del 2015 da Thom Yorke, suonerà a Roma venerdì 10 febbraio all’Alien Club. RIL vi presenta la musica cervellotica di Lorenzo Senni.

Nato a Cesena nel 1983, è iniziato in quel mondo che idealmente si ritiene il più lontano da quello della musica elettronica e delle discoteche: la chitarra in gruppi hardcore punk e di noise sperimentale. I primi lavori nell’elettronica sono l’ironico Early Works e il regno digitale di Dunno in cui la sintesi computerizzata dei suoni la fa da padrona. I suoi detrattori parlano della musica di Senni come di una “trance senza cassa”. E si intende esattamente quella trance là, la derivata dalla techno, molto in voga negli anni ‘90 e primi anni 2000; che senso avrebbe fare della trance dopo il 2010, privandola tra l’altro del suo elemento ritmico fondante? 

È il lavoro stesso di Senni a spiegarlo con una dissezione del genere trance nei suoi elementi minimi. Prima di tutto il producer si è procurato un Roland JP8000, sintetizzatore virtuale analogico (in cui i chip simulano il comportamento analogico dei primi sintetizzatori) simbolo del genere. Poi l’ha programmato con SuperCollider, un ambiente di lavoro astruso per la manipolazione audio in tempo reale, e ci ha sequenziato il sintetizzatore. Senni ha il piglio dello scienziato, o perlomeno dello studioso, nei suoi lavori. In Quantum Jelly isola e ispeziona minuziosamente gli arpeggi dei buildup (le parti melodiche che preludono il drop, il “ritorno” degli elementi ritmici) delle tracce trance. Ma senza raggiungere mai il climax atteso e anzi modificando e modulando il suono per minuti interminabili in una concezione un po’ snervante ma anche vagamente tantrica della musica elettronica. 

Non contento, di due anni dopo è l’album Superimpositions che segue e espande il solco tracciato da Quantum Jelly avvicinandosi però a forme musicali più note al pubblico delle piste da ballo; nondimeno il drop ancora non arriva e non si riesce comunque a godere superficialmente, a sentire risoluzione nelle tracce e tra i tappeti del sintetizzatore di Senni, sospesi tra i punti affiancati della cosiddettapointilistic trance” del compositore emiliano. I pezzi si caricano di tensione e salgono ma senza aprirsi mai, senza dare soddisfazione estetica.

Senni è ora in tour per promuovere il suo primo EP con la Warp Records dal titolo Persona. L’ultimo lavoro è anche quello più ascoltabile, in qualche modo, ma non è un cambiamento legato all’ascoltatore quanto al focus di studio del momento: dagli arpeggi Senni è passato allo studio sugli accordi della trance, e quindi le progressioni armoniche, che per forza di cosa restituiscono più forme-canzone tipiche, o almeno riconoscibili. Alcune tracce, come la prima “Win in The Flat World”, tornano con tempi scattanti al passato glitch e suonano come un Flying Lotus più eurocentrico. Ma più in generale non c’è una parte ritmica che funga da messa a terra mentale per l’ascoltatore, che si ritrova ancora disorientato tra i suoni lucidi e stranianti dei sintetizzatori di Senni.

Ecco, Persona verrà presentato venerdì 10 febbraio al rinato Alien Club di Roma, in via Velletri, zona Porta Pia. Non accade tutti i giorni di poter sentire un compositore di musica elettronica che fa anche ricerca musicale, che è italiano ed è inserito tra gli avanguardisti di un movimento artistico e musicale che può essere affiancato all’accelerazionismo insieme a James Ferraro, Fatima Al Qadira, Oneohtrix Point Never e altri. RIL ha fatto due chiacchiere con Valerio dell’Alien Club.

A poche settimane dalla riapertura di  un pezzo di storia del clubbing romano – l’Alien – punta in alto e porta nella capitale uno dei wonder boy della scena elettronica mondiale.

«Questo nuovo progetto darà nuova linfa vitale a un club storico, dimenticato dalle nuove generazioni. La serata di venerdì nasce dall’unione di due vecchie conoscenze come Rebel Rebel ed Lshwr e la voglia di intraprendere un percorso musicale più maturo e trasversale , cercando di europeizzare la scena club romana che alle volte risulta uno ferma e stantia. La data di Roma fa parte del suo tour Persona che toccherà le maggiori città italiane come Torino, Venezia e Firenze e molte altre».

Qual è la ricetta per far ripartire l’Alien? 

«Il nostro intento è di avere una programmazione che possa dare al pubblico una possibilità di scelta a 360 gradi: uniremo infatti i nomi più blasonati della scena elettronica mondiale alla ricerca di nuove sonorità e di nuovi personaggi, che rappresentano il futuro di questo movimento. Non abbiamo paura di sperimentare».

Possiamo aspettarci altri grandi nomi dall’Alien?

 «L’Alien Club diventerà scenario di prestazioni di antiche leggende della techno di Detroit e i nuovi volti della house moderna, ma non solo, il club ospiterà anche live ska, dub ed indie».

Credi che la musica di ricerca e quella da club che si ritrovano insieme nelle piste da ballo per artisti come Senni sono casi unici o esiste un filone di musica elettronica d’avanguardia e da club al tempo stesso?

«Devo dire che stiamo vivendo un’epoca musicalmente parlando estremamente florida ed interessante. Nell’ultimo decennio la musica elettronica è diventata alla portata di tutti, questo oltre ad inflazionare negativamente il mercato ha anche aiutato la ricerca e la sperimentazione di nuove sonorità. Il voler differenziarsi dalla massa ha dato vita a nuovi interessantissimi artisti. Dal canto suo, Lorenzo Senni rappresenta un’eccellenza ed è impossibile non considerarlo un nuovo fenomeno della musica d’avanguardia».

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Per approfondire

Lorenzo senni

Warp records


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