Quer pasticciaccio brutto del Circolo Dal Verme

Il Circolo Dal Verme è stato chiuso, al di là degli schieramenti, che in questa sede non ci competono, sarà forse più eloquente sottolineare il buon lavoro svolto dall’associazione in questi anni in termini culturali e condividere qualche suggerimento musicale di artisti che sono passati dal circolo.

Da qualche settimana circola sul web l’hashtag #riapriamoildalverme in riferimento a un fattaccio accaduto lo scorso 6 maggio a Roma. Ci troviamo precisamente nel quartiere Pigneto quando si abbatte sul V Municipio un dispositivo della Questura di Roma a imporre la chiusura immediata del Circolo Dal Verme ai sensi dell’articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza). Questioni di tutela sociale e ordine pubblico. Secondo l’articolo 100, infatti, «il Questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini». Ma cos’è questo luogo apparentemente tanto torbido e così poco raccomandabile da meritarsi un simile intervento?

A detta di molti, dalla sua nascita nel 2009 il circolo è un punto di riferimento culturale dove si tengono rassegne teatrali e cinematografiche, un luogo di aggregazione che svolge attività varie di promozione sociale di prodotti locali (cioè birre artigianali), un laboratorio di forme creative dal respiro internazionale. Il lavoro svolto sulla scena musicale underground è senza dubbio il suo cavallo di battaglia. In questo campo l’offerta del Dal Verme è sempre stata pionieristica e selezionata, con un occhio di riguardo per l’elettronica di avanguardia e particolare attenzione al noise e alla psichedelia. Proprio per quanto riguarda la psichedelia, nella persona di Toni Cutrone il circolo ha dato vita al Thalassa Festival – Italian Occult Psycheledia Festival – promosso dall’etichetta indipendente di Treviso Boring Machine. La rassegna ha messo in scena l’ampio spettro di sonorità di partecipanti che di psichedelico hanno soprattutto lo stesso approccio esoterico alle scelte artistiche. Nei suoi quattro anni di vita ha ospitato musicisti come Lino Capra Vaccina, Father Murphy, Bachi da Pietra, Heroin in Thaiti, Squadra Omega e non ultimo Mai Mai Mai Mai, progetto dello stesso Cutrone.

Per farla breve, il Dal Verme è un posto seguito e amato.
Sul web si è scatenata una mobilitazione che ha prodotto numerosi sostenitori e migliaia di condivisioni. Altri circoli e club come il Monk, il Traffic, il Trenta Formiche e il Fanfulla di Roma ma anche la Cascina Torchiera a Milano hanno prestato i propri spazi per consentire il proseguimento della programmazione prevista e raccogliere fondi.
Ma dato che non c’è mobilitazione in rete che si rispetti senza polemiche, per non perdersi nei botta e risposta di difensori e detrattori ci si può fare un’idea della situazione consultando direttamente i social del Circolo Dal Verme, incluso il comunicato del 6 maggio su Facebook.

Al di là degli schieramenti, in questa sede non ci compete giudicare e scendere nei dettagli di questioni giuridiche. Sarà forse più eloquente sottolineare il buon lavoro svolto dall’associazione in questi anni in termini culturali e condividere qualche suggerimento musicale di artisti che sono passati dal circolo.

I romani WOW hanno appena pubblicato Millanta Tamanta – espressione nonsense tratta da una favola di Gianni Rodari – il loro secondo album con la 42 Records. Garage in chiave beat e testi in italiano. Da aggiungere alla playlist estiva: Il caldo e Il mondo

Fabio Orsi è il portavoce pugliese nel panorama internazionale del genere ambient drone.
Ascoltare la sua musica è come avere un posto in prima fila su un tappeto volante che viaggia verso scenari cristallini.

Se dopo il giro per aria vi siete ricaricati a sufficienza forse siete pronti per un’esperienza stoner con la Fuzz Orchestra, made in Milano. Suoni metallari al cardiopalmo da colonna sonora politica anni settanta, con la collaborazione dell’ubiquo Enrico Gabrielli (Calibro 35).

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Per approfondire

Circolo Arci Dal Verme


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Si occupa di editoria da tanto e ascolta musica da sempre. Ha lasciato Roma per Milano per dire che vive tra due città. Una canzone: Edge of Seventeen di Stevie Nicks. Una parola: pizza. Il suo blog personale è 6 canzoni prima di colazione.