Lo scrittore disconnesso

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Emma Cline si è chiusa in una stanza di pochi metri quadri a Brooklyn per scrivere The Girls (in Italia Le ragazze, Einaudi), caso editoriale ai piani alti delle classifiche in 35 lingue diverse. Per mettere un punto alla storia ispirata alla setta di Charles Manson e di Evie, adolescente annoiata che si ritrova a un passo dagli omicidi più efferati dell’America anni ’60, l’autrice ha staccato Internet. «Schiacciavo un pisolino, ascoltavo la radio o leggevo ma queste cose non mi distraevano e non mi portavano via l’ispirazione come controllare l’e-mail» racconta l’autrice 27enne al New York Times che ne ha spiato la tana segreta. Se il web veniva chiamato, agli albori, la finestra sul mondo, oggi è sempre più frequente la voglia di chiudere le persiane, attutire luce e rumore e ritrovare la concentrazione del tempo disconnesso.

E sempre a Brooklyn, un temerario scrittore di nome Joshua Cohen ha al contrario scelto di scrivere un racconto in cinque giorni di diretta streaming da uno scantinato. E non solo: i followers potevano commentare in diretta, come in un documento di Google drive.

La letteratura e il web si incontrano in modi diversi e applicandovi le suggestioni di parole come connessione o disconnessione si aprono molte vie e campi di ricerca ancora poco frequentati. Esiste un mondo di iper connessi lettori e aspiranti scrittori che sul web ha trovato un luogo nuovo, una scrivania ideale o un club dei libri via chat. Dagli inglesi Libboo a Book Country, si moltiplicano le piattaforme per consigliarsi titoli e autori ma anche per sottoporre il proprio lavoro a un pubblico. O ancora Wattpad, anche in italiano. E la dimensione letteraria si amplia ancora nelle fan fiction, accolte in labirintici forum sul web, che ampliano, resuscitano e inventano nuovi sviluppi a partire da personaggi o sottotrame di best seller; da Harry Potter agli apocrifi di Sherlock Holmes.

Se ci si avvicina di più ai romanzi, procedendo in ordine sparso – e magari dimenticando qualcosa – alla ricerca di connessioni o disconnessioni, si incontrano in prima linea i libri dal sapore distopico o fantascientifico: La cresta dell’onda di Pynchon, per non andare troppo indietro nel tempo, che spazia dalla sicurezza informatica alla “Second Life” o “The Sims” in cui il giocatore muove il suo avatar in un mondo virtuale. Ma rimanendo a narrazioni più ancorate alla realtà – realistiche possiamo dire – dove sono i social network o Internet in genere? Ci sono poco, così poco da far constatare un’assenza che stride con la presenza e il peso che al contrario hanno nella nostra vita. Pescando a caso nelle ultime letture, Safran Foer in Eccomi consegna ai vecchi sms il compito di veicolare le voglie sessuali extra- matrimoniali del protagonista. Forse sarebbe stato più attuale chiuderle in una chat di Whatsapp o affidarle ad un social magari sotto pseudonimo.

Flavia Perina, che ha esordito con Le lupe una storia di donne e vendetta, fa usare Facebook alla sua protagonista in modo realistico e la trama decolla proprio grazie a una scoperta fatta sfruttando l’ingenuità di un uomo di mezza età che non “smanetta” con le impostazioni sulla privacy.

Al confine del realismo c’è uno dei libri migliori degli ultimi anni: Panorama di Tommaso Pincio, il titolo è il nome stesso del social che prevede una connessione in web cam 24 ore su 24. Il protagonista spia senza essere visto e intrattiene una chat-corrispondenza con la bella Ligeia Tissot. I legami della letteratura con il mondo, che oggi è anche Internet, si stringono – e il nodo sarà sempre più stretto, ce lo dicono le trame dei libri young adult in cui il web è molto più presente. Si può anche pensare di lanciare un libro creando la pagina social di un personaggio come ha fatto Michela Murgia con il suo musicista sbarbato di nome Chirù. Si attende insomma un aggiornamento dei mezzi di comunicazione dei personaggi, in una qualche storia avvincente e magari un po’ critica, il paradosso è che per far ciò lo scrittore dovrà chiudersi in un bunker senza la distrazione dei trilli di whatsapp e la tentazione di una scrollata su Twitter.

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