Microstorie in bottiglie (pronte a viaggiare)

170 bottiglie fluttuano nell'aria di spazio cerere: non si tratta solo di una mostra d'arte ma di un progetto educativo per le scuole che ci fa riflettere su questi contenitori di messaggi urgenti che come i migranti solcano i mari

L'unico vero viaggio, l'unico bagno di giovinezza, sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l'universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è.

Questa frase di Marcel Proust descrive perfettamente la mostra 170 racconti in bottiglia, inaugurata  presso lo Spazio Cerere di via degli Ausoni a San Lorenzo. Le opere esposte, delle microistallazioni realizzate degli studenti del Liceo Artistico Modigliani di Padova, ci mostrano infatti delle storie, quelle raccontate da Claudio Magris in Danubio, viste attraverso gli occhi di «cento altri», anzi esattamente di 170 altri, e tradotte attraverso il linguaggio universale dell'arte.

170 racconti in bottiglia

Mostra d'arte e progetto educativo a Spazio Cerere

170 racconti in bottiglia è un progetto ideato e curato da Paolo Marcolongo, scultore, maestro orafo e insegnante di arti plastiche al liceo artistico. Realizzata nell'ambito del programma di formazione Curare l'Educazione? - ideato nel 2011 dal direttore artistico della Fondazione Pastificio Cerere Marcello Smarrelli - e parte della seconda edizione della Biennale dei Licei artistici italiani, 170 racconti in bottiglia non è solo una mostra d'arte, ma un vero e proprio progetto educativo. Non solo infatti è stato realizzato da studenti ma durante tutto il periodo di apertura verranno realizzati laboratori didattici rivolti alle scuole.

Attraverso un lavoro interdisciplinare (che abbraccia diverse materie dalle discipline plastiche e figurative a italiano, filosofia, storia, architettura e storia dell’arte) e una grande creatività, gli studenti hanno ripercorso il racconto di Magris, traducendo le parole in immagini tridimensionali, utilizzando le tecniche e i materiali più diversi. Sono arrivati così alla creazione delle 170 piccole opere in mostra, inserite in bottiglie bordolesi trasparenti e allestite in un'unica scenografica installazione, lungo un percorso di oltre 60 metri.

Raccontare una storia con le bottiglie-micromondo

Le bottiglie sono esposte in sequenza, sospese ad altezza d'uomo all'interno di strutture metalliche, e allineate quasi come se fossero 170 fotogrammi dello stesso filmato che si compone sotto gli occhi dello spettatore lungo il percorso prestabilito. Il percorso è unico, ma diviso in nove sezioni che ricalcano quelle del libro, ognuna delle quali suddivisa a sua volta in diversi paragrafi, ovvero i singoli racconti rappresentati nelle bottiglie. Per ognuno dei racconti sono inoltre esposte delle schede grafiche che ne sintetizzano il contenuto, redatte dai ragazzi secondo le loro interpretazioni personali e dei bozzetti preparatori.

Il percorso espositivo, insomma, si configura come un vero e proprio racconto per immagini, interessante sia nella sua visione d'insieme che nelle singole visioni particolari, ognuna delle quali merita di soffermarsi a lungo, per non perdere tutti i dettagli, le tecniche e le soluzioni rappresentative messe in atto da ogni autore.

bottiglia pastificio cedere

La bottiglia oggetto simbolico e contemporaneo

«La bottiglia è carica di significati metaforici: contenitore di messaggi urgenti e lontani, che viaggia sull'acqua da terre remote, l'affidarsi al caso e alla speranza del mittente, per far pervenire il proprio messaggio» scrive Marcolongo nel testo in catalogo. Sia l'idea del messaggio in bottiglia, sia il contenuto del libro a cui la mostra è ispirata (che attraverso il tema del Danubio - un crogiolo di genti, razze, lingue e usanze diverse - parla della necessità di affrontare le frontiere fisiche e culturali), conferiscono al progetto un forte messaggio positivo, di alto valore etico ed educativo, quanto mai attuale nell'epoca di grandi migrazioni in cui viviamo. Il lancio fiducioso di una bottiglia in mare, che presuppone la ferma speranza che essa possa raggiungere una nuova terra, un approdo accogliente, è infatti paragonabile al viaggio oggi affrontato quotidianamente nello stesso mare da migliaia di migranti. Il messaggio, allora, è da raccogliere al più presto, prima che della civiltà, come delle bottiglie, restino solo i cocci rotti.

A migrare è anche la mostra, giunta alla sua terza tappa dopo quelle di Padova e Barcellona. Effettivamente bottiglie di questo tipo sono fatte per viaggiare e raggiungere persone, in sostanza per comunicare. In questo caso il messaggio che si vuole trasmettere è di apertura, di collaborazione e di rifiuto delle discriminazioni: messaggio alla base di tutto il programma Curare l'Educazione? di cui la mostra fa parte (il cui scopo dichiarato è infatti proprio quello di «sviluppare un livello più consapevole di comprensione e integrazione» attraverso l'arte come strumento di didattica). Del resto, come ci suggerisce la mostra, e prima ancora il libro a cui è ispirata (e addirittura lo stesso luogo che la ospita, che dell'accoglienza ha fatto, da anni, la propria mission), non ha senso fare distinzioni, tanto in fondo siamo tutti sulla stessa barca... Anzi, data l'occasione, nella stessa bottiglia.

170 racconti in bottiglia Magris

 

Informazioni

Fino al 29 maggio 2018

Spazio Cerere 

via degli Ausoni, 3

Orari di apertura: Lunedì – Venerdì 15.00-19.00 Sabato 16.00-20.00

Ingresso gratuito 

ARTICOLI CORRELATI

avatar

Storica dell'arte contemporanea e della fotografia, romana, classe 1991. Curiosa e confusa, da grande vorrei fare la giornalista, o il critico d'arte, o forse invece l'addestratrice di delfini. Vi farò sapere.

Roma Italia lab srl

Autorizzazione Tribunale di Roma n.60 del 23 marzo 2017

Sede legale: Via Festo Avieno 59, 00136

Sede operativa: Viale Castro Pretorio 25, 00185

Tel. 06 85352463

P.I. e C.F. 11448611001

Direttore Responsabile: Caterina Grignani

Redazione: Simona Pandolfi & Allegra Mondello

newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione