Acqua, stelle ed amaryllis, le opere di Piotr Hanzelewicz

Nello spazio Curva Pura in zona Gasometro, l'artista polacco Hanzelewicz riflette sulla città fondendola con l'elemento vitale per eccellenza: l'acqua. Nove opere come cartine o mappe che ridisegnano i confini includendo quelle periferie che sono fiori emersi con un potenziale in continua espansione

È partito da una lingua antica, una lingua morta, per far parlare l'elemento che forse più di tutti è vivo e dà vita: l'acqua. E, proprio come si fa con una lingua, l'ha utilizzata per spiegare e per leggere tra le righe di una città.

Per aquam ad astra – amaryllis è la personale interpretazione dell'artista polacco Piotr Hanzelewicz  del concept alla base di B Sides 2017, un festival di urban art organizzato da River of Trees e diretto da Vittorio Beltrami e Andreas Romagnoli che dal 10 al 23 luglio si muove tra i quartieri romani: declinare Roma nel suo «lato B» appunto, raccontarla da un punto di vista differente. 

Un'esibizione sgorgata, sarebbe proprio il caso di dire, negli spazi della galleria Curva Pura e curata da Michela Becchis, una mostra che si muove e si ramifica partendo dall'acqua e per mezzo dell'acqua, ma non solo. Dietro la superficie in apparenza tranquilla e immediata di ogni oceano, infatti, si nascondono vortici imprevedibili, tesori sommersi, correnti insospettabili.

L'artista stesso ce ne ha raccontato la genesi:

Ho voluto giocare con due sentenze latine - «per aquam salus» e «per aspera ad astra» - fondendole in un titolo in cui «per aquam ad astra» sembra quasi una follia, un'utopia. Giungere alle stelle attraverso l'acqua.... Ci viene però in aiuto il mito di Narciso che specchia il suo volto e se ne innamora. Ma nello specchiarsi, Narciso non vede solo il proprio volto: dietro di lui, nello specchio dell'acqua, un meraviglioso cielo stellato fa da cornice al suo volto. 

L'acqua intesa come una possibilità, dunque: per guardare bene, guardare meglio se stessi e ciò che c'è attorno, la città che ci avvolge. E poi amaryllis, seconda parte del titolo: tradotto come splendente, è il nome di un fiore bellissimo ma velenoso, «il nome che Poliziano riteneva potesse essere l'appellativo segreto di una città eterna che fonda sulle acque». Un nome che è un bene prezioso da custodire celato, un'identità coperta da un velo di mistero.

Piotr Hanzelewicz, che da sempre basa il suo operare artistico sulla semantica, sulle espressioni idiomatiche e le loro stratificazioni di significato, partendo dalle parole incide una città dalle mille diramazioni, che sono tanti e uno, unici e ripetuti allo stesso tempo. 

Le opere esposte sono nove, e tracciano i contorni arrugginiti di qualcosa che confini non può avere, che vive di un equilibrio precario e costante, una cartina indefinita ma ancestralmente fissata dallo scorrere liquido sulla realtà più prettamente materiale, economica, monetaria. Una sottile lastra di pietra di Vigliano spezzata in tre parti, carte pregiate e carte di uso comune (semplici tovaglioli), una tela di lino che diventa tovaglia di banchetto esclusivo. 

Per aquam ad astra - amaryllis è una mostra in cui lo sporco, il residuo, il superfluo delle monete da un centesimo «degne di oblio - per dirla con Michela Becchis nel suo testo in catalogo - diventa paradigma, diventa un'inutile campionatura elementare della povertà, di una periferia economica che deve essere anche materialmente sottratta allo sguardo e che [...] si presenterà per chiedere un conto astronomico». Le monete ossidate lasciano un'orma, una traccia, il passaggio che diventa un perimetrare, diventa carta topografica, idrogeologica, in segni grezzi, di sapore rupestre. Su tutto, un fiore segnato, disegnato, esposto: Amaryllis Belladonna.

Un fiore emerso, come tutto ciò che è nell'acqua presto o tardi fa. E come farà, e già sta facendo, la periferia romana, che sprezzante della sua condanna al decadimento e all'imbruttimento riscopre il suo vero nome, la sua bellezza, il suo potenziale anche economico. Che abbatte le dighe del pregiudizio sociale, che prova ad affondare i giganti del soldo a colpi di monetine di rame. Che diventa terra di tutti e di nessuno, sede di un nuovo confine fluido, portatore di potenza al tempo stesso distruttiva e creatrice. 

Acqua come vita, acqua come denaro: cara e preziosa, che tutto dà e tutto toglie, che può portare a raccolti rigogliosi così come, nello stesso breve tempo, a siccità distruttive, a morti silenziose. Il percorso rappresentato da Hanzelewicz è al tempo stesso delicato e profondo, concentrato e diluito, estremamente concettuale ma altrettanto tangibile e attaccato al reale. È «una mostra fatta da sinapsi in un equilibrio delicatissimo di forma e contenuto. Un pensiero che fluisce e diventa materia, oggetto» ci spiega Piotr Hanzelewicz.

 

Info pratiche
La mostra sarà aperta al pubblico dal 13 Luglio al 17 Settembre 2017 su appuntamento ed il giovedì dalle 13.00 alle 19.30
Per informazioni: curvapura@gmail.com

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