Aperti di notte, la luce dell'arte nel buio

Fino al 28 gennaio a Villa Medici si può compiere un'esplorazione, una ricerca dell'arte che emerge dal buio. Muniti di mappa ci si imbatterà nelle opere di Cattelan, Boltanski, Durham, Morellet e molti altri

Fino al 28 gennaio 2018 i giardini di Villa Medici sono visitabili per la prima volta in notturna, in occasione della mostra Ouvert la Nuit, la prima di un ciclo di esposizioni luminose a cielo aperto previste dal nuovo Festival des Lumières, ideato dalla direttrice dell'accademia Muryel Mayette-Holtz. La mostra, curata da Chiara Parisi, gioca con luce e oscurità per trasformare lo spazio esterno della villa e restituirlo al pubblico in un'esperienza interattiva e coinvolgente. Il visitatore, infatti, è invitato a districarsi nel labirinto di siepi dei giardini totalmente al buio, armato solo di una torcia e una mappa fornite all'ingresso, attraverso cui orientarsi e rintracciare le opere che emergono a tratti dall'oscurità della notte. Luci, ombre, suoni e odori lo conducono in una vera e propria avventura, alla presenza di alcuni dei più grandi nomi dell'arte contemporanea, quali Maurizio Cattelan, Joan Jonas, Rosa Barba, Camille Blatrix, Christian Boltanski, Nina Canell & Robin Watkins, Trisha Donnelly, Jimmie Durham, Félix González-Torres, Hassan Khan, Lee Mingwei, François Morellet, Otobong Nkanga, Elmgreen & Dragset e Douglas Gordon.

Le opere in mostra interagiscono e creano contrasti con la splendida decorazione classica dei giardini. Due in particolare producono un forte impatto estetico: Untitled (America) di Félix González-Torres, che con le sue celebri ghirlande di luci illumina la loggia di Cleopatra, e Lamentable di Francois Morellet, che abbina il neon blu alla maestosa statua della Dea Roma. Molto interessanti poi le opere di Boltanski, che tra campanelle, ombre cinesi e lampadine trasforma il contesto di Villa Medici in un saggio della sua poetica. A rendere l'atmosfera misteriosa contribuiscono poi la nebbia e le evocative installazioni sonore di Boltanski e Kalman, insieme a quelle di Lee Mingwei nell'Agrumeto e di Nina Canell e Robin Watkins nel giardino dei Niobidi. Come sempre fuori dagli schemi invece l'opera di Cattelan, una sciarpa da tifoso con l’effigie di Villa Medici che il visitatore può acquistare all'ingresso della villa per proteggersi dal freddo.

Questo primo appuntamento del «Festival delle luci» di Villa Medici offre l'occasione per un'insolita escursione notturna alla scoperta di un volto inedito di Roma, oltre che di importanti esempi della creatività contemporanea.

Aperta solo nel weekend, la mostra è a ingresso gratuito.

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