Artescienza: L'arte con intelligenza artificiale

Arte e scienza sono due parole solo apparentemente lontane: il festival Artescienza è in programma in questi giorni e poi di nuovo a settembre. L'intervista a Laura Bianchini, direttrice del Centro ricerche musicali

Arte e scienza sono due parole che non viene istintivo accostare eppure sono due diverse declinazioni dell’esprimersi umano che possono non essere lontane come appaiono. Il Festival ArteScienza insegna proprio questo e lo fa con un cartellone ricco di eventi e con un percorso di indagine della durata triennale. Il titolo delle iniziative del 2018 è Segni d’arte e identità e su questo fil rouge si snodano proposte innovative e coraggiose volte a sondare i rapporti più inaspettati e interessanti fra l’arte e la scienza.

L'arte per capire l'oggi

Giunto al suo venticinquesimo anno di vita, e trasformatosi nel tempo, il Festival è organizzato dal CRM, il centro ricerca musicale e si snoda tra il Goethe Institute di Roma, l’Accademia spagnola e quella di Francia e il Parco della Musica. Al centro l’arte, certo, ma situata nel mondo d’oggi, quello in cui le relazioni tra attori vanno complicandosi e nella quale assistiamo a continui mutamente. «Ecco che le arti e la musica in particolare, attraverso forme espressive innovative ed integrate, e la valorizzazione di spazi non convenzionali per la fruizione artistica, possono essere elementi propulsivi in grado di veicolare contenuti e suggerire nuovi modi di relazione» spiegano i curatori Michelangelo Lupone e Laura Bianchini che sottolineano anche come la società d’oggi, quella che Bauman ha definito liquida, incida sull’dentità delle persone. Concerti, performance e spettacoli, installazioni sonore d’arte, esposizione di opere scultoreo-musicali che interagiscono con il pubblico, masterclass, stage, e incontri con gli artisti. Il Festival è tutto questo. Le attività proseguono fino al 9 luglio e poi riprendono, dopo la pausa di agosto, dal 10 al 23 settembre.

Codici, viaggio nelle installazioni sonore 

E fino al 30 luglio si potranno scoprire le istallazioni sonore d’arte all’Accademia Reale di Spagna con l’esposizione di tre opere scultoreo-musicali dal titolo Codici di Licia Galizia e Michelangelo Lupone. Sono queste opere che si rinnovano nel tempo grazie alla partecipazione dei visitatori, un luogo di esperienza multisensoriale e interattivo.

codici arte scienza

Al Goethe, il pubblico potrà muoversi liberamente, scegliendo l’iniziativa da seguire e intrattenendosi negli ambienti dove sono proiettati video d’autore, allestite installazioni sonore d’arte interattive e realizzate performance di musica-danza. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera, l’impiego degli Olofoni, sofisticati  sistemi di diffusione del suono a forma di parabola realizzati nei laboratori del CRM, in grado di proiettare il suono in maniera concentrata, paragonabile ad un fascio di luce, senza degrado dell’energia, per oltre 100 metri. 

codici artescienza

Intervista a Laura Bianchini, direttrice del CRM

Abbiamo raggiunto Laura Bianchini, direttrice del CRM per chiederle qualcosa di più sul Festival e sulla sua storia.

Qual è la storia del Festival, come si è evoluto nel tempo?

«Artescienza ha compiuto 25 anni! Dal ’93 al 2003 si chiamava Musica Scienza ma aveva già il carattere interdisciplinare che lo contraddistingue. Poi in accordo con l’allora direttore del, Goethe-Institut lo abbiamo rinominato Artescienza per sottolineare le relazioni con discipline scientifiche che caratterizzano le attività proposte nel festival. Ogni anno viene affrontata una tematica attorno alla quale ruotano le scelte artistiche. Dal 2017, il festival, che rientra nelle manifestazioni dell’Estate Romana, propone una programmazione triennale. L’anno scorso abbiamo lavorato sul tema “Inventare il futuro” ed è stato dedicato prevalentemente alla creazione giovanile, quest’anno con “Segni d’arte e identità” proponiamo una riflessione su questo tema e presentiamo, attraverso forme espressive innovative, il nuovo concetto di  “spazio sociale” della fruizione artistica (Performance-Installazione interattiva – Installazione sonora d’arte, Opera scultoreo-musicale adattiva) in grado di sollecitare l’aggregazione tra gli individui, la condivisione di elementi simbolici, la partecipazione attiva e di stimolare il riconoscimento dei valori comuni attraverso l’emozione e modi di relazione con l’opera d’arte e la musica. Il 2019 sarà da scoprire».

 

Che legame c’è tra arte e scienza? Sono due sfere dell’esprimersi umano che non viene istintivo mettere vicine…

«Artescienza si propone di svelare e rendere emergenti quelle idee e quei metodi coincidenti tra i due territori dell’Arte e della Scienza, poiché da essi derivano sia il diverso modo di fruizione delle opere d’arte contemporanee più avanzate, sia quei criteri che rifondano per la scienza le categorie spazio-temporali di osservazione del reale. 

Le forme d’arte innovative del CRM che propongono nuovo approcci alla fruizione, sono forme d’arte che integrano la musica alla forma plastica ai mezzi di diffusione del suono e allo spazio che le ospita. Nel caso della mostra Codici, parliamo di sculture musicali adattive. Galizia ha realizzato, le sculture  tenendo conto delle indicazioni fornite dal compositore Michelangelo Lupone riguardanti le caratteristiche formali delle superfici da mettere in vibrazione attraverso speciali dispositivi che influenzano e caratterizzano le scelte musicali. Le sculture sono interattive e si adattano nel tempo. Quando il pubblico le sfiora si attiva la musica e ogni successiva azione provoca diverse reazioni. La musica cambia in relazione ai modi di interazione. L’opera è guidata da una piccola intelligenza che controlla l’interattività e l’adattamento all’ambiente. Alla base di questo processo c’è un lavoro di ricerca scientifico- tecnologico impegnativo e uno studio accurato dei materiali, una ricerca artistico-scientifica che il CRM svolge dalla fine degli anni Novanta e che coinvolge diverse professionalità: artisti visivi, compositori, fisici, ingegneri elettronici, architetti...».

Sono opere dotate di un’intelligenza artificiale quindi?

«C’è un grande lavoro algoritmico. Sì, una sorta  d’intelligenza che controlla tutte le fasi, generazione musicale, diffusione e interattività. Le tecnologie legate a queste opere sono progettate e realizzate al CRM, in particolare quelle sviluppate per le opere scultoreo-musicali definite Planofoni® (superfici vibranti che trasmettono il suono) sono state concepite proprio per la realizzazione di opere integrate (prima funzionali, poi d’arte), coerenti e con una musica caratterizzante. Infatti il timbro musicale varia in relazione alla forma plastica, alle dimensioni dell’opera, ai materiali utilizzati: il legno ha caratteristiche vibrazionali diverse dal metallo, quindi diverse caratteristiche timbriche».

 

Mentre al Goethe ci sono delle installazioni sonore…

«Sì, installazioni sonore di diverso tipo: gli Olofoni – sempre realizzati al CRM, diffondono brani di autori internazionali. Sistemi multifonici a forma di parabola si basano su un principio d’irradiazione riflessa, diversamente dai tradizionali altoparlanti, proiettano il suono in modo controllato come un fascio di luce, senza degrado dell’energia, per oltre 100 mt. Questa caratteristica permette di disegnare lo spazio acustico con precisione e modellare indipendentemente e simultaneamente più aree d’ascolto. Sono sistemi molto direzionali e dettagliati anche in condizioni acustiche critiche, come ad esempio all’aperto. 

Altre installazioni sonore interattive sono state realizzate da giovanissimi compositori  appositamente per Artescienza. Il festival ha tra i suoi obiettivi quello di dare spazio alla creatività giovanile e alla formazione, sia di alto perfezionamento (creazione musicale, masterclass) ma anche rivolta alla fascia scolastica di secondo grado. Con il Liceo Teresa Gullace, ad esempio, abbiamo un progetto in corso di alternanza scuola lavoro che riguarda proprio le installazioni sonore. Gli studenti hanno seguito le diverse fasi di costruzione assieme ai compositori e durante il festival spiegano al pubblico le loro caratteristiche di funzionamento  guidandolo nel percorso di visita». 

 

C’è anche una parte di divulgazione diretta in cui spiegate al pubblico cosa fate, qual è il vostro lavoro?

«Proponiamo iniziative per il pubblico per far conoscere il nostro lavoro anche nelle fasi di preparazione attraverso Colloqui, incontri con artisti o visite nei nostri laboratori. Abbiamo uno spazio d’intervento per persone con disagio psichico: Musica Emozioni, un progetto a carattere sociale in collaborazione con il Policlinico di Torvergata U.O. Psichiatrica e il Centro Psichiatrico Romano. Uno studio condotto dai medici dell’Università ha confermato stage di lavoro con i nostri strumenti “aumentati” e opere adattive, hanno facilitato l’interazione e le capacità relazionali dei pazienti. Quest'anno per la prima volta uno degli stage sarà realizzato nell’area di spettacolo, in forma riservata».

In copertina air machine

Informazioni

Il programma completo sul sito Artescienza

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