Buggiani al MLAC [ph] Elisa Muro Pelliconi

Paolo Buggiani: il «fuoco» della strada

Il«padre della Street Art» lancia al MLAC un messaggio per le nuove generazioni: «questa è un’arte che tutti possono vedere. Auguro agli street artist di oggi di riuscire in questo intento»

Il percorso espositivo in mostra fino al 15 giugno al MLAC - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza ripercorre la lunga e stratificata ricerca artistica di Paolo Buggiani, in una linea temporale che lega le prime opere pittoriche informali degli anni Cinquanta alle immagini delle sue più recenti, ribelli e poetiche performance con il fuoco, ospitate in diversi musei o festival, come il MAAM, o l’appena concluso Outdoor, per le quali è considerato uno dei padri della Street Art.

L'esposizione Paolo Buggiani: oltre la Street Art è curata da Giulia Carfora e Ilaria Schiaffini.

Paolo Buggiani: «padre della Street Art» 

«La Street Art, come reazione allo ‘strapotere’ del mercato artistico, partendo dai graffiti ha liberato l’arte dalle gallerie, ricercando per la strada uno spazio espositivo a godimento di tutti, che restituisce all’arte il suo valore reale. L’arte deve provocare, trasmettere un messaggio, per non essere decorativa».

Questa è la provocazione lanciata da Paolo Buggiani agli street artist di oggi in occasione dell’inaugurazione della retrospettiva al MLAC e l’invito a tenere vivo il proposito iniziale in un continuo dialogo con i valori sociali e politici passati e presenti, sollecitando una comunicazione attiva per non rischiare di dimenticarne i contenuti e di praticare soltanto dell’artigianato.

La ribellione è il tema che lega le sue opere ad altri artisti nella mostra che ha concluso il 2017 alla Wunderkammern di Roma, Long Live The Revolution; senza di essa, secondo l’artista, non vi è cambiamento né progresso.

 

Paolo Buggiani

Buggiani al MLAC [ph] Elisa Muro Pelliconi

 

Dalle tele informali alla strada

È a Roma che Paolo Buggiani esordisce nel 1955 con le prime tele informali accanto a Novelli, Accardi, Burri, Capogrossi. Nel 1962 si reca a New York per una personale e qui resta colpito dai ritmi frenetici e dalla vivacità delle strade. La città americana lo conquista e qui decide di restare per sei anni entrando in contatto con il Living Theatre, con fotografi e artisti di primo piano. 

Sbarramento NYC è il primo irrompere della realtà urbana nei suoi lavori, riflesso delle luci intermittenti e dei segnali stradali che affollano la metropoli. Nei successivi lavori del 1963, contemporaneamente allo statunitense Robert Rauschenberg, incorpora residui architettonici dismessi a formare un Uccello Barocco e la Ruota.

Nel 1979 fa ritorno a New York e scopre le strade della città trasformate dai ribelli protagonisti del nascente e poliedrico fenomeno della Street Art, alla ricerca di un diverso linguaggio espressivo nello spazio urbano. Tra i vari artisti conosce Keith Haring. Di lui strappava e conservava diversi Subway Drawings, le affissioni nere sotto la metropolitana che Haring segnava velocemente con un gesetto come su una lavagna.

Il fuoco simbolo della rivoluzione

Il mezzo per arrivare ad un'arte di strada per Buggiani è il fuoco, elemento potente di vita e trasformazione ma - ci tiene a sottolineare - mai di distruzione piuttosto di sovversione, in azioni performative: sputa fuoco in un Attacco alle Torri Gemelle nel 1979, disegna nell’aria fugaci apparizioni con sagome incendiate, come il gruppo della famiglia davanti alle Nazioni Unite. La mitologia e l’uso controllato della forza primaria del fuoco iniziano a imporsi nelle sue opere.

 

Paolo Buggiani

Paolo Buggiani al MLAC [ph] Elisa Muro Pelliconi

 

Afferma Buggiani: «L’artista Jenny Holzer ha scritto: "è un’arte che tutti possono vedere, è un’arte che parla di problemi seri e può dimostrare quanto le cose potrebbero essere meravigliose". Auguro agli street artist di oggi di riuscire in questo intento. L’arte serve ad aprire degli spiragli per continuare a sognare e desiderare perché quando si desidera fortemente una cosa, può diventare realtà».

«Ricerca per l'intuizione del Tempo»

Fotografie incastonate in strutture di plexiglass testimoniano e ricreano a loro volta un’opera d’arte, su cui l’artista, in un ulteriore intervento, disegna linee e contorni, scintille, con tratti di pennello e vernice. Un rapporto con la pittura che non abbandona mai. Il Sole sulla Terra, una fotografia del 1983, cattura i quattro elementi - terra, acqua, aria, e fuoco - in un’azione in cui il fuoco si collega con il sole e su cui l’artista aggiunge un ultimo recente intervento di pittura del 2018. Riunisce in una sintesi di stratificazione espressiva e continuità espositiva il concetto del tempo, del rapporto con la materia, della vitalità degli elementi e del mistero della vita.

Nella linea del tempo, se paragonata alla durata di un’intera giornata, l’uomo appare soltanto due secondi prima della mezzanotte. Quando lavoro, penso al tempo che passa. Nella realtà parallela dell’arte, posso astrarmi dal tempo reale e riunire gli elementi dell’intera storia temporale che precede l’uomo  –aria, acqua, terra e fuoco - in una nuova sintesi, per ricreare il mistero della vita. Non c’è arte senza mistero. Il fuoco è uno di questi elementi essenziali alla vita - dichiara l'artista.

 

Paolo Buggiani

Buggiani al MLAC [ph] Imma Costa

 

Come a fissare diversi attimi che si susseguono nel tempo, le sculture sottovuoto, le Vacuum Forming, realizzate intorno al 1966, imprimono su plexiglass il gesto di un corpo reale, la sottile entità di un momento. E le ombre che proiettano nello spazio circostante ricordano la fuggevolezza dell’istante. Spesso anche le sculture vengono inserite in uno spazio aperto e fotografate, come il ricordo, l’impressione di un passaggio.

Alla trasparenza delle sculture sottovuoto oppone la materialità di sottili lamiere metalliche per costruire le corazze che utilizza per camuffarsi da Minotauro e sfrecciare nella città labirintica, per “armare” una macchina sparafiamme pacifista con cui “attaccare” una vera nave da guerra americana, l’Intrepid, e per sfrecciare a bordo di una barca sull’acqua con la spinta potente del fuoco.

 

Paolo Buggiani

Paolo Buggiani al MLAC [ph] Elisa Muro Pelliconi

 

Corazzati, sostano e volano i suoi rettili come piccoli draghi negli spazi del museo, fino al 15 giugno. Afferma ironicamente Buggiani:

Sembra pericoloso ma è molto simile alla vita: se non lo tratti bene ti brucia!

 

Informazioni

Paolo Buggiani: oltre la Street art. 
a cura di Giulia Carfora e Ilaria Schiaffini
Testi in mostra: Elisa Genovesi e Martina Rossi
Fino al 15 giugno 2018

Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Piazzale Aldo Moro, 5 (Palazzo del Rettorato, Università Sapienza di Roma) 
dal lunedì al sabato, ore 15:00-19:00

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