Klement Zoraqi, Roma vista da Tirana

Inaugura il 13 ottobre la mostra Archi/Nature al Micro, Zoraqi ci racconta come è nato il suo amore per la Capitale, unica modella della sua pittura

Roma è una modella molto ricercata, rimane in posa e fa poche storie e dà il meglio di sé in alcune ore del giorno. Lo sanno bene gli artisti e forse ancor più chi viene da un altro Paese e la vede con occhi già carichi d’aspettativa. E lo sa bene Klement Zoraqi, artista albanese che dal 13 ottobre esporrà le sue opere per la mostra Roma. Archi/Nature al Micro, uno spazio espositivo alle spalle di piazza Mazzini, un’esposizione che rientra nell’ambito delle iniziative della Rome Art Week.

«Sono nato a Tirana, il 9 marzo 1960 da una famiglia di una lunga tradizione artistica e culturale. Dai 14 anni mi sono iniziato a dedicare esclusivamente alla pittura» ci racconta Zoraqi che poi si è laureato all’Accademia di Tirana come pittore da cavalletto. Ma il legame artistico tra Italia e Albania era già saldo: «la scena artistica albanese era dominata da  artisti che avevano studiato nelle accademie italiane prima della seconda Guerra Mondiale poi anche la mia generazione ha ricevuto la prima formazione in questa clima artistico, in Accademia il punto di riferimento degli studi era il Rinascimento italiano». Fino ad arrivare all’oggi «sono molti gli artisti albanesi che debuttano con successo, con diversi linguaggi artistici, e sono integrati da tempo nella vita artistica italiana».

Il primo incontro di Zoraqi con l’Italia è stato nel 1992; suo fratello, ricercatore in biologia alla Sapienza gli ha dato l’occasione «di esplorare la città nelle veste di artista»Gli scorci e i paesaggi romani di Zoraqi pescano da celebri stili e dalla tradizione pittorica della Scuola romana; la catalogazione più convincente secondo l’artista è la somiglianza con i Nabis: artisti parigini dell’avanguardia post impressionista riuniti intorno a Paul Sérusier. Anche se, ci dice Zoraqi «io ai tempi adoravo ben altri pittori da Velazquez a Manet, Rembrandt, Courbet. E il mio maestro, il noto paesaggista albanese Aristotel Papa»

«Questa mostra vuole ricostruire la storia di un artista profondamente legato con l’humus della nostra città» aggiunge Paola Valori curatrice del progetto. «E la missione di Micro è anche quella di sostenere e promuovere la conoscenza di artisti stranieri, con eventi e appuntamenti dalla lettura comprensibile, e godibili da un pubblico vasto».

Questa mostra è il risultato di venti anni di esplorazione tra vie, piazze, luci e prospettive «adesso ho voglia di ricominciare l’esplorazione, Roma è una città che ha il pregio di svelarti sempre cose nuove».

 

Informazioni

La mostra inaugura il 13 ottobre 2017 alle ore 18,30 alla presenza dell’artista, resterà alperta fino al 20 ottobre negli orari della galleria

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