La nuova vita di Palazzo Merulana

Un recupero, una scommessa per l'amore dell'arte e un nuovo spazio che dialoga con il quartiere. Palazzo Merulana ha aperto le sue porte proponendosi come luogo da vivere quotidianamente. Ecco cosa ci trovate

A Roma qualcuno inizia a togliere la polvere da sotto il tappeto, dove per anni era stato nascosto tutto ciò che era innovativo, forse perché considerato rischioso. Finalmente, progetti approvati da anni – in questo caso, dal 2004 – hanno ultimato il lungo ed estenuante iter burocratico, e si sono aperti a quella che è la loro vocazione iniziale, cioè al pubblico. 

Merulana

Da Ufficio d'igiene a Museo

Da pochi giorni ha aperto le sue porte Palazzo Merulana, dal nome della famosa, caotica e trafficata via sulla quale l’edificio si staglia e impone la sua presenza, a pochi passi dalla Basilica di San Clemente; il vecchio Ufficio d’igiene del quartiere Esquilino ha attraversato il secolo scorso, dalla costruzione nell’ottobre 1929 fino alla demolizione negli anni ‘60, alla quale è sopravvissuto però uno scheletro al centro di dicerie popolari su bombardamenti ed altre leggende.

Il recupero della Fondazione Cerasi

Cinquanta lunghi anni di abbandono quindi, fino all’arrivo della Fondazione Cerasi, che ha recuperato e ricostruito filologicamente l’edificio grazie ad un project financing con la SAC spa, società dietro al MAXXI e al Teatro dell’Opera di Firenze. La gestione è affidata CoopCulture. «Palazzo Merulana rappresenta un esempio virtuoso di come pubblico e privato possano lavorare bene insieme (...) questo palazzo storico, un luogo che saprà attrarre tanti romani e turisti, e sarà un polo culturale del quartiere Esquilino» ha dichiarato l'assessore ai Lavori Pubblici di Roma Capitale Margherita Gatta.

Capogrossi

Giuseppe Capogrossi

Uno sguardo alla collezione

La Collezione è nata dall’amore per l’arte di Claudio ed Elena Cerasi, che accolgono il visitatore all’ingresso del percorso espositivo grazie a due ritratti della coppia, opere di Stefano di Stasio e Bernardo Siciliano; un centinaio di opere del Novecento italiano, tutte provenienti da casa loro e tutte legate alla poetica del figurativo. Dal realismo magico di Donghi, passando per il primo Capogrossi figurativo, fino alla sorpresa del Carnera di Balla, opera particolarissima, sotto una rete metallica, che sul retro ha svelato un bellissimo FuturBalla con uno Studio di una bottiglia di profumo. Non mancano poi alcune incursioni ancora più contemporanee, come Luigi Ontani, Giuseppe Penone e Jan Fabre, con il suo bellissimo Uomo che dirige le stelle. Questo il nucleo centrale e permanente della collezione, che di volta in volta farà spazio e accoglierà le esposizioni temporanee, sempre attente ai temi del contemporaneo: si parte con I Bagni misteriosi di Giorgio de Chirico a settembre prossimo, per continuare con William Kentridge ad ottobre.

Analisi di una scelta museale: uno spazio a misura d'uomo

Una nota a parte va fatta per le scelte museali: in un momento storico di grande affaticamento per il settore culturale, sempre alla ricerca di strategie efficaci per attirare il pubblico e i visitatori, la scelta di una grande vetrata su strada si rivela una scelta sicuramente vincente: non c’è un grande e monumentale ingresso da varcare, l’istituzione solitamente arroccata su grandi scalinate e ingombranti portoni è in questo caso a misura d’uomo, e si fa trasparente per permettere al passante di sbirciare, capire, incuriosirsi. Una volta dentro, l’ingresso gratuito permette ai curiosi di girovagare nella sala delle sculture, tra grandi sculture e comodi pouf, di fare colazione o bere un bicchiere di vino in un cortiletto ombreggiato a pochi passi ma allo stesso tempo lontano quanto basta dal caos di via Merulana.

Una volta entrati nell’atmosfera del Palazzo, accedere ai piani superiori viene da sé: grandi e luminose sale ospitano la collezione, tra il Salone e la Galleria, dove strategici divani permettono tanto il riposo quanto la piacevole condivisione dell’esperienza. Tutto in questo edificio racconta il progetto portato avanti: non si tratta di spazi da attraversare, da visitare distrattamente o per dovere civico, ma di spazi da vivere quotidianamente, tanto da voler creare un rapporto quasi di fiducia tra il pubblico e la collezione.

Il dialogo con il quartiere

Importante è stata sicuramente anche la fase primordiale del progetto, in cui lo staff del Palazzo si è confrontato con scuole, associazioni, comitati e tutte le altre realtà del quartiere. Dopo anni di assenza, catapultare una struttura nuova in un contesto abitativo preesistente sarebbe stato un grande errore e il "rischio di rigetto” sarebbe stato altissimo. L’intento era qui invece costruire la nuova identità negoziando significati e aspettative, interrogando chi lotta ogni giorno per portare avanti iniziative importanti per le strade del quartiere: un dialogo con un tessuto sociale forte e coeso, con cui lavorare congiuntamente per ottenere risultati di qualità e per cui garantire un’offerta valida. 

Oggi più che mai, lo sviluppo culturale non può prescindere dall’attivazione di processi innovativi e virtuosi, che garantiscano la presa in considerazione del pubblico, anzi, dei pubblici, stanchi di essere contati come numeri statistici o semplici fruitori di un prodotto finito e preconfezionato. 

Non ci si può che augurare che la retta via che sembra sia stata faticosamente aperta venga portata avanti e che l’innovazione non si traduca solo in nuovi spazi fisici, seppur esteticamente accattivanti, ma in spazi nuovi dove rimescolare le carte della cultura e rinegoziare offerte e desideri.

Foto dal sito di Palazzo Merulana

 

 

Informazioni

Orari

Maggio 2018, aperto dalle 09.00 alle 20.00

Da giugno 2018, lunedì-mercoledì- giovedì e venerdì dalle 14.00 alle 20.00

sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00

Biglietti

promozione opening dall'11 maggio fino al 30 settembre 
intero €4.00
ridotto €3.00

Dopo la promozione: intero € € 5.00, ridotto € € 4.00

 

Gratuito per bambini under 7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone



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Laureata in critica d’arte, specializzanda in arte contemporanea, con il cuore diviso tra il fascino per la storia e il presente; amante del vintage e dell’odore dei libri vecchi, tanto quanto dell’arte urbana in tutte le sue forme. Dedita alla scoperta degli angoli nascosti della città e dell’anima, convinta che ci sia il Bello in ogni cosa.

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