SYNCHRONISATIONS – SYNCOPATIONS LONDON BIENNALE IN ROME

La London Biennale Artists, che quest'anno si inaugura a Roma, è un’esperienza unica, nata e fondata dallo spirito indipendente, libero, nomade dell’artista filippino David Medalla, in collaborazione con l’artista australiano Adam Nankervis.

La rete della London Biennale Artists (Lbas) quest’anno sarà lanciata a Roma, a partire dall’inaugurazione dal 1 al 3 maggio e in perfetta “sincronia” con il decimo anniversario di Studio.Ra. Si aprirà così una stagione di eventi artistici, dislocati per tutta la città fino alla fine del mese, che proseguirà poi a Londra dove terminerà a luglio. Nel frattempo l’“impollinazione” prevista dagli ideatori avrà creato terreno fertile per l’espansione della rete in altre città del mondo.

Per entrare nello spirito della Lbas occorre però “connettersi” ai due fondatori David Medalla e Adam Nankervis. Definirli artisti è riduttivo poiché il loro raggio d’azione sconfina nella curatela, incorpora la critica, l’attività galleristica e l’editoria. Ma non è solo questa poliedricità a unirli, esiste anche un’affinità di pensiero che probabilmente li ha portati ad incrociarsi. Entrambi infatti pensano e vivono l’arte in maniera “allargata” rispetto ai confini  ristretti che comunemente le vengono assegnati: “decentrata” rispetto ai circuiti commerciali, “mezzo” per ri-pensare e ri-vitalizzare, “spazio” di incontri e contaminazioni, “flusso” coinvolgente e liberatorio. Questa comune e particolare “disposizione antropologica”, che li ha portati a lavorare in tandem già dal 1992 con la creazione del Mondrian fans club, li ha spinti, nel 1997, a condividere l’esperienza della Lbas.

Ma per comprendere in modo più approfondito l’evento abbiamo intervistato Vittoria Biasi, critica e storica dell’arte, che collabora con Studio.Ra e Ro.Mi, conosce da vicino David Medalla a cui ha dedicato particolari studi ed è presente dietro le quinte di questo evento.

La London Biennale è particolare perché a differenza delle sue omonime presenta delle “anomalie”, innanzitutto non esistono“barriere” alla partecipazione degli artisti e non è previsto alcun vincitore né premio. Questa scelta sicuramente legata alla visione artistica del fondatore ha però un preciso obiettivo?

La London Biennale è un’esperienza unica, nata e fondata dallo spirito indipendente, libero, nomade dell’artista filippino David Medalla, in collaborazione con l’artista australiano Adam Nankervis. Se il luogo di origine influenza il linguaggio dell’artista, è possibile pensare che il rapporto di Medalla con il mare, con il porto della sua Manila, con il grande movimento di navi mercantili e di differenti umanità, sia all’origine di una poetica che non conosce confini. Inoltre, per meravigliosa congiunzione, Medalla si forma negli anni dell’Astrazione in movimento (Yves Alain Bois): è tra i precursori dell‘Arte Cinetica. La London Biennale poteva essere concepita solo dall’indipendente Medalla, artista nomade padrone della terra, delle stelle, dello spazio. L’evento è occasione d’incontro tra artisti multimediali: la sua ideazione testimonia e prosegue la poetica del “Buble Machine”, dell’“ExplodingGalaxy” del 1967, dello “Yin e Yang”, forma che Medalla aveva ritagliato tra i suoi capelli.  L’obiettivo della London Biennale è all’interno dell’arte stessa per scrivere una storia altra dell’arte, legata alla sua sacralità.

L’unico requisito per l’ammissione” è stata la richiesta di una foto del partecipante con la statua londinese dell’ Eros in Piccadilly Circus. Un atto dalle valenze simboliche?

Il requisito è la creazione della propria carta d’identità, del passaporto per entrare a far parte di un evento intessuto attorno al sentimento comune dell’arte come amore, excitation all’origine del tutto, secondo il pensiero di Malevich. La biennale terminerà il 1° luglio a Londra ai piedi della statua. Il giro del mondo e dell’umanità si conclude lì dove è iniziato, impaginando gli eventi, tracciando un sentiero costituito da diversità, una sorta di Via Lattea dell’arte attorno a un tema preciso.

Altra “anomalia” sono gli spazi espositivi. Parte dell’opening si svolgerà nella Valle della Caffarella, il “contenitore” perde i suoi confini “deputati” e si apre al territorio, esiste un rapporto particolare con questo luogo?

La proposta dei luoghi riflette la concezione del direttore. La storia di Roma e della romanità espressa dalla Valle della Caffarella sull’Appia Antica incontra l’intento della Biennale di radicarsi nel territorio, respirarne i luoghi. E’ un centro diverso, storico su cui affaccia anche lo studio Ro.Mi di Vincenzo Ceccato, che collabora negli eventi più importanti con Studio.Ra. Le performance sono accomunate da una particolare poetica, dal bisogno di una mise en conjonction de lumière!!

Parte invece si svolgerà nella sede di Studio.Ra, in omaggio ai dieci anni di attività. Si tratta di un’associazione no-profit per incontri ed eventi d’arte fondata da un’artista, Raffaella Losapio. Un modo per sfuggire alle leggi del “mercato”? Che legame esiste fra lo studio e la Biennale?

Raffaella Losapio dirige Studio.Ra, ha fondato negli anni precedenti la rivista online Art a part, da cui si è poi allontanata per fondare 1fmediaproject, magazine internazionale, con cui collaboro. Ovunque nel mondo esistono forme associative di promozione culturale, di ricerca, sperimentazione: sono luoghi in cui si capovolge la clessidra! Il mercato è importante, interessante studiarne l’influenza o la capacità dell’arte di orientarlo. I tempi possono essere avversari o complici, ma esiste anche il percorso inatteso, insospettabile, invisibile che gabba la razionalità organizzativa. Non sappiamo dove può risiedere.

Anche Ro.Mi., altro spazio culturale non profit metterà a disposizione la propria sede per ospitare alcuni eventi della Lbas. Si tratta di un altro “ponte” di collegamento?

Non si può definire spazio di collegamento. Le manifestazioni dell’opening sono distribuite nei primi tre giorni di maggio e in tre spazi differenti per specificità. Mi farebbe piacere accludere la programmazione. La Valle della Caffarella sarà il luogo delle performances, Ro.Mi. proietterà i video degli artisti partecipanti alla London Biennale. 

Esistono artisti “storici” della Lbas? Cosa li accomuna?

Anche in questo caso c’è da capovolgere la clessidra! La maggior parte degli artisti partecipanti sono storici, internazionali. Alcuni hanno già creato eventi nella Valle della Caffarella, come Jill Rock, Reynolds. Sono tutti artisti legati alla ricerca, potrei ricordare quella di Irina Danilova  legata alla numerologia. Tra i giovani abbiamo Daniel Kupferberg, Valentina Colella, QinggangXiang, che sono espressione di tre percorsi artistici, differenti e profondamente collegati.  

Per tutto il mese di maggio una fitta rete di eventi coinvolgerà tutta la città per poi spostarsi oltremanica e “impollinare” infine altri luoghi ancora. Questa “sensazione” di contaminazione “rizomatica” si lega all’idea di nomadismo artistico del fondatore o i luoghi coinvolti riguardano scelte ben precise?

La London Biennale nasce dalla poetica di David Medalla, che ha sempre sentito la vita come arte. Il connubio in lui è stato qualcosa di spontaneo, ispirato dal grande amore per le letterature, per le mitologie, per il teatro. I confini si sono dileguati e tutto scorre sul senso, sul piacere della bellezza. Pollination continua ad essere un tema della London Biennale ed è compagno dell’altro titolo Cosmic Propulsion. Le differenti tematiche sono momenti dello stesso discorso sulla visione della molteplicità, presente in ognuno di noi e che trova nell’amore la forza coagulante e di trasformazione.

Il tema di questa edizione, SYNCHRONISATIONS – SYNCOPATIONS, ha a che vedere con il gergo musicale e video o in generale con il tempo e la perdita di coscienza temporanea?

SYNCHRONISATIONS –SYNCOPATION è un riferimento alla performance realizzata da David Medalla con il tenore Nikola Matusic al Performance Festival di Goteborg. Nel suo andare sembra che Medalla non colga la trasformazione del mondo in atto. Non costruisce elenchi di moralità. Prosegue nella sua strada. La London Biennale trae la sua ispirazione da un evento particolare. Nel ’97 David Medalla e Adam Nankervis sono invitati a partecipare alla Biennale di Johannesburg, curata da Okwwi Enwezor. Non distante vi è la famosa isola di Robben Island, un tempo lebbrosario e poi luogo di detenzione dei prigionieri dell’apartheid, tra cui Nelson Mandela, Robert Sobukwe. Dal sentimento di negazione totale provato nasce l’idea di Medalla e di Narkrvis di creare una biennale aperta a tutti, senza distinzione di razza, di cultura. La prima biennale è nel 2000 e si ripete ogni due anni senza mai smentire l’emozione, il messaggio, l’energia verso il mondo da cui è nata.  

Dunque questa rete di eventi che si espanderà a livello planetario ha il sapore di una comunione ideale fra tutte le persone coinvolte, dagli artisti, ai coordinatori fino ai fruitori. Una rete che collega e al tempo stesso cancella vincoli e confini. Una concezione dell’arte inglobata alla vita e quindi estesa alla società, ai suoi problemi ma anche alle possibili soluzioni: l’atto gratuito contro l’accumulo interessato, l’effimero contro il definitivo, il flusso che coinvolge contro i muri che dividono…. insomma a partire da maggio, qualche spunto illuminante potrebbe “toccarci”!

 

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Passaporto ormai logoro e laurea in storia dell’arte confermano il pallino per i differenti “volti” del mondo e gli artisti contemporanei, suo ambito anche professionale. Ipercritica con discrezione ama la tenacia e la passione capace di “rivoluzioni”.

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