Un futuro sostenibile per Roma

Mi piace pensare ad un edificio come ad un organismo vivente. Al di là della sua presenza, frutto di scelte politiche che non ci competono, esiste. Nasce, ha una sua forma, interagisce con l’ambiente, si alimenta, consuma energia [...]

Il mondo non è più quello di prima…

Il suo aspetto, la sua forma e il modo di viverla stanno cambiando sotto la spinta di una sensibilità nuova legata al concetto di sostenibilità.

La sostenibilità è, per definizione, intesa come la capacità «di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere le possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni». (Rapporto Brudland, 1987. United Nation’s World Commission on Environment and Development.

Questo concetto, successivamente esteso dall’ambito puramente ecologico a quello economico e sociale, è focalizzato sulla gestione delle risorse e sul mantenimento degli equilibri ambientali.

Lo sviluppo economico deve soddisfare i bisogni della gente in un mondo sempre più attento alle risorse, all’inquinamento, agli equilibri ecologici.

Anche l’architettura non poteva non essere investita da questa nuova esigenza. È palese, infatti, che un edificio soddisfa sì i nostri bisogni, funzionali, estetici, narcisistici, ma allo stesso tempo richiede immense risorse ed energia e produce inquinamento.

Mi piace pensare ad un edificio come ad un organismo vivente. Al di là della sua presenza, frutto di scelte politiche che non ci competono, esiste. Nasce, ha una sua forma, interagisce con l’ambiente, si alimenta, consuma energia, produce scarti ed emissioni, si logora ed invecchia e come tale richiede attenzione continua.

È inevitabile che la necessità di sostenibilità lo riguardi così come è inevitabile che questa scelta porterà a modificazioni importanti nella sua architettura, nel modo di concepirla, di viverla e percepirla.

La ricerca sui nuovi materiali, l’introduzione di nuove tecnologie, la definizione di norme comportano delle scelte che cambieranno l’aspetto degli edifici con conseguenze sui canoni estetici e sulle modalità di giudizio.

Ma soprattutto sulle nostre abitudini.

Infatti, parte della ricerca architettonica è concentrata, oltre che sulle relazioni tra edificio e ambiente, sulla analisi delle specifiche condizioni locali, su nuove scelte formali, tipologiche e distributive degli spazi atte a raggiungere l’efficienza e il risparmio energetico prefissato.

Quindi oltre a percepire architetture diverse vivremo i nostri spazi con abitudini diverse più ecologicamente orientate.

E Roma?

Per una volta Roma sta al passo con il resto del mondo. Non solo sono state recepite le direttive europee in materia di tutela dell’ambiente e di efficienza energetica in edilizia attraverso l’introduzione di norme e leggi che regolano la sostenibilità ambientale nella progettazione e realizzazione di opere edilizie ma ci siamo particolarmente distinti nella ricerca a livello mondiale.

Infatti è di poco più di un anno la notizia della vittoria di Roma ai campionati mondiali di architettura sostenibile. Un gruppo di studenti, dottorandi e ricercatori della Università Roma Tre ha vinto il concorso Solar Decathon Europe 2014 grazie al progetto «RhOME for denCity».

Un prototipo perfettamente realizzabile per una abitazione a basso impatto ambientale dotata di soluzioni tecnologiche e formali che garantiscono comfort e salubrità in piena autonomia.

Una abitazione realmente funzionante studiata per far fronte alle sfide ambientali ed energetiche della periferia romana che dimostra la grande capacità innovativa ed impegno di creatività della ricerca italiana in questo settore.

La sostenibilità esige da noi nuova sensibilità e nuovi comportamenti.

…e l’architettura non sarà più quella che conosciamo.

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Architetto e designer, impegnato sia professionalmente che nell'attività di ricerca. Si interessa soprattutto dello studio delle relazioni fra architettura, infrastrutture e paesaggio oltre che di materiali innovativi e nuove tecnologie applicate all'architettura.

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