Carlos Atoche, Animali sui muri

Carlos Atoche,
[ph] Emanuela Robustelli. Carlos Atoche, "Acquario della Memoria" al Quadraro

I cavalli al Pigneto o i pesci a Testaccio di Atoche “vivono” armoniosamente sulle lunghe e alte pareti romane, spesso accanto a teste arcaiche di sapore antico.

Carlos Atoche è un noto street artist di origine peruviana, che vive e lavora a Roma. Nel quartiere del Pigneto ha fondato, insieme a Luis Alberto Alvarez, Mattia Arduini, Francesco Campese, Luis Cutrone, Roberto Farinacci e Antonio Russo, il laboratorio artistico “Studio Sotterraneo”. Da diversi anni i suoi “animali” popolano i muri della Capitale ed è sempre divertente incontrarli e riconoscerli.

Nato a Lima nel 1984 da madre argentina e padre peruviano, Atoche inizia a studiare musica all’età di sette anni, per poi dedicarsi alla pittura. Nel 2000, viaggiando per l’Europa, rimane affascinato dall’architettura e dalla pittura italiana, soprattutto quella rinascimentale. Decide quindi di trasferirsi in Italia per continuare i propri studi pittorici presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, città a cui ha “regalato”, negli ultimi sei anni, fantasiosi murales che decorano e riqualificano il contesto urbano di molti quartieri.

I muri romani con le immagini ideate da Atoche sono ben riconoscibili e sparsi in diverse zone, dal Quadraro a Torpignattara, dal Pigneto a San Lorenzo, da Testaccio a Trastevere. L’artista propone costanti riferimenti all’arte del passato, spesso elaborando delle precise citazioni, soprattutto volgendo lo sguardo all’antica arte mediterranea e all’arte rinascimentale. Tuttavia, non si tratta di una fedele ripresentazione dei modelli antichi, piuttosto una sorta di “riscoperta” delle proprie radici, quelle che fanno parte del bagaglio culturale di ognuno di noi, e che vengono filtrate e arricchite dalla sensibilità “infantile” dell’artista. L’uso dei colori chiari e delicati accentua ancora di più questo richiamo all’infanzia, fonte di quella ispirazione “primitiva” che ogni artista dovrebbe conservare.

I cavalli al Pigneto o i pesci a Testaccio di Atoche “vivono” armoniosamente sulle lunghe e alte pareti romane, spesso accanto a teste arcaiche di sapore antico; quest’ultime mi ricordano i modelli della scultura classica che in passato hanno affascinato diversi artisti del Novecento, basti pensare ai continui riferimenti alla cultura greca presenti nelle opere di Giorgio de Chirico. Lo stesso Atoche ha più volte dichiarato la sua passione per la scultura, che diventa infatti un soggetto prediletto nelle sue opere murali; grandi teste scultoree occupano lo spazio delle pareti accanto ad animali e forme che l’immaginazione dell’artista riesce a concepire.

Ma la fantasiosa creatività di Atoche non si ferma alle pareti. Pensiamo alla Monna Lisa in versione scimmiesca realizzata su una serranda di San Lorenzo, dove l’artista sprigiona un’altra componente della sua poetica: l’ironia.

L’ironia permane anche nelle sue opere pittoriche, principalmente olio su tela, dove Atoche “mette in scena” i suoi animali accanto a famosi personaggi del passato, ad esempio in Galileo con il cane Tolomeo. Interessanti anche i cosiddetti “Pasticci Rinascimentali”, una serie di d’apres dedicata ai grandi Maestri del Rinascimento – ad esempio Il gatto di Velasquez –  in cui l’artista reinterpreta le varie scuole artistiche di questa importante stagione pittorica. 

Da anni Roma sta mostrando un particolare interesse per la street art come fenomeno artistico e sociale. I murales occupano sempre più muri, a volte fanno sorridere, a volte riflettere. Tra le varie opere murali quelle di Atoche hanno catturato subito la mia attenzione perché seguono un linguaggio specifico e sempre riconoscibile. Se cammini per le strade di Roma e incontri questi “animali urbani” non può non affermare «questo è Atoche!».    

© Riproduzione riservata
Per approfondire

Sito web di Carlos Atoche


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Storico dell’arte, archivista e curatore. Iperattiva, sognatrice, ama scrivere e scattare fotografie. Il cambiamento è una costante della sua vita. Raccoglie oggetti per strada, è sempre alla ricerca di nuovi amuleti.