La conversione di Botero

El beso de Judas, 2010 Il bacio di Giuda / The Kiss of Judas Olio su tela / Oil on canvas 138 x 159 cm Medellín, Museo de Antioquia
El beso de Judas, 2010 Il bacio di Giuda / The Kiss of Judas Olio su tela / Oil on canvas 138 x 159 cm Medellín, Museo de Antioquia

A Palazzo delle Esposizioni, la Via Crucis di Fernando Botero narra le tappe della Passione di Cristo intraprendendo un nuovo percorso artistico, senza abbandonare la fisionomia volumetrica dei suoi personaggi. Un ritorno alla tradizione iconografica rinascimentale, una scelta solo apparentemente impopolare per una mostra che ha raggiunto numeri da record in Italia e altrove.

Sono sessantatré di cui ventisette dipinti a olio e trentasei disegni, l’insieme delle opere realizzate tra il 2010 e 2011, che compongono la Via Crucis di Fernando Botero, esposti a Palazzo delle Esposizioni fino al primo maggio. Un Cristo in carne e statico com’è proprio dello stile del maestro colombiano, nato nel 1932 a Medellìn, arranca per le diverse tappe del calvario che lo condurrà sul monte Golgata per la crocifissione. Una figura che trascende l’immagine classica del Cristo, per restituirci la riconoscibilissima fisionomia deformante propria del linguaggio dell’artista, il quale agli esordi della carriera durante un soggiorno in Italia, fu influenzato dalla pittura volumetrica di Giotto, Masaccio e Piero della Francesca, identificando e definendo la cifra stilistica che l’ha reso universalmente noto. Qualcosa d’insolito nella sua espressione stilistica, tuttavia è presente sin dalle prime opere esposte nonostante sia forte la fissità dei personaggi ritratti, altra caratteristica che distingue il lavoro dell’artista sudamericano. In questo nuovo ciclo intrapreso, i volti sono carichi di reali emozioni e di pathos, verosimilmente il medesimo del loro autore, che con fedeltà di racconto e con la potenza delle immagini introduce nella sua opera per la prima volta il dramma, quello di un uomo, accompagnando con grande sensibilità di colori e di tratto il tragico cammino di questo Cristo oversize. È una riflessione quella proposta da Botero, una svolta nella sua carriera che avvia a un nuovo percorso, una mostra che non offre temi popolari e facili, ma che ha letteralmente sbancato in Italia nelle sue tappe precedenti, oltre che a New York, Medellìn, Lisbona, Panama, in particolare in Sicilia, a Palermo, dove l’affluenza è stata numericamente mirabolante. Senza cercare una risposta di gusto alla domanda sottintesa al successo riscontrato, resta sospeso il dubbio se ciò che abbia fatto più presa sul vasto pubblico sia il Cristo dalle antieroiche gentili forme o l’innegabile passione vissuta dell’ormai anziano pittore, che stravolgendo quel suo naturale spirito pungente, compie un atto di fede come lui stesso l’ha definito. Accade chissà come per molti prima di lui, che con l’avanzare degli anni si ricerchi una nuova personale spiritualità, probabilmente un’indagine intima sulle soluzioni al mistero più grande. Botero, che nel quotidiano si definisce agnostico, non esprime apertamente questo concetto, dà piuttosto una sua versione chiara dei fatti narrati e di come li ha avvicinati, trattandoli con autorevole compassione e sensibilità, tralasciando l’ironia che l’ha rivelato al mondo per una nuova responsabilità di racconto, pur contaminandola con influenze sudamericane. Qualcosa che può concretamente contagiare lo spettatore, lasciando stupiti rispetto ai suoi lavori antecedenti comprese le opere a carattere religioso. È bella e interessante questa sfida di obbligo di coscienza con se stesso, una decisione in contro tendenza con le provocazioni e le mode dell’arte contemporanea odierna. Scompare la satira in favore della tradizione iconografica rinascimentale, una scelta artisticamente in disuso da tempo immemorabile. Nella Capitale del Giubileo, incorniciata tra le mura del sempre magnifico Palazzo dell’Esposizioni, dove nel 1991 fu allestita un’antologica dedicata proprio al pittore e scultore tanto amante dell’Italia e di Pietrasanta, si attende la reazione (o meno) del pubblico romano, senza dimenticare in merito ai numeri da record palermitani, che la medesima mostra è stata allestita nella Cappella Palatina.

Botero Via Crucis Passione di Cristo. Roma, Palazzo delle Esposizioni, 13 febbraio – 1 maggio 2016.

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