Omaggio a Elisabetta Catalano. Ritratti d’artista “UOMINI 73… e oltre”

Dopo oltre quaranta anni la Galleria del Cortile di Roma rende omaggio alla fotografa Elisabetta Catalano, riproponendo la storica mostra "Uomini 73". Ricordi, ritratti di artisti e rievocazione dei meravigliosi anni Settanta


Immagini iconiche e ritratti dei più importanti artisti delle avanguardie che a partire dagli anni Settanta hanno vissuto o frequentato Roma: Jannis Kounellis, Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Andy Warhol, Schifano, Gilbert & George, ma anche personaggi della letteratura, dello spettacolo e della cultura italiana come Pier Paolo Pasolini, Fellini, Umberto Eco, Moravia, De Crescenzo, Giangiacomo Feltrinelli, Goffredo Parise, Hugo Pratt e molti, molti altri. Durante la sua lunga carriera di fotografa di fama internazionale Elisabetta Catalano ha immortalato centinaia di personaggi che hanno attraversato la storia recente, collaborando con Vogue, Il Mondo e L’Espresso, ma anche con numerosi artisti come Fabio Mauri e Vettor Pisani, realizzando inoltre le immagini delle performance che danno memoria e testimonianza alle opere stesse.
La sua prima mostra personale si tenne nel 1973 alla Galleria del Cortile di Roma. Dal titolo Uomini 73, Elisabetta Catalano presentava esclusivamente ritratti di artisti di sesso maschile che aveva fotografato fino a quel momento. A oltre quarant’anni da quella storica esposizione, la stessa galleria ripropone la medesima mostra per omaggiare la grande fotografa scomparsa nel 2015, in memoria di quell’evento che richiamò attorno a sé centinaia di personaggi pubblici e di quel momento irripetibile di storia recente, quando a Roma c’era un tale fermento culturale da renderla davvero la capitale europea della cultura, in grado di attirare artisti e intellettuali provenienti da ogni dove . Questa volta l’esposizione ha il titolo di Uomini 73…e oltre poiché oltre a quelli dell’epoca, la mostra presenta anche alcuni ritratti degli ultimi anni, testimoni anch’essi della straordinaria sensibilità di Elisabetta di saper cogliere l’espressione e la profondità psicologica dei soggetti ripresi.


[caption id="attachment_9495" align="aligncenter" width="417"] Enzo Ragazzini, Ritratto di Elisabetta Catalano, cortesia Archivio Elisabetta Catalano[/caption]

Ril ha incontrato la gallerista Luce Monachesi dello storico spazio di Via del Babuino, figlia dell’artista Sante Monachesi e direttrice del medesimo archivio, che 44 anni dopo ha deciso di riproporre la mostra d’esordio della straordinaria fotografa.

Come avvenne l'incontro con Elisabetta?

«Ci incontrammo nel ’68 a piazza del Popolo, nello storico ristorante “Dal Bolognese”. Nel ’66 avevo aperto la Galleria così la sera si usava uscire e andare a cena tra ragazze. All’epoca Roma, e in particolare quel luogo, era frequentato da gente pazzesca: attori, intellettuali, artisti, personaggi anche molto divertenti. Io ero stata a Londra e indossavo un splendido enorme cappello su cui avevo messo dei fiori freschi e una minigonna nera. Elisabetta lavorava già con Vogue e quando mi vide con questo cappello volle assolutamente fotografarmi. In galleria era in corso una mostra di gioielli cinetici di un’artista tedesca, così ci venne in mente di fare un servizio per Vogue con fotografie di me che indossavo quei gioielli. Iniziò così la nostra amicizia e collaborazione: decidemmo di realizzare una mostra delle sue foto nella mia galleria, nacque in questo modo “Uomini 73”, non uomini qualsiasi ma solo artisti».

Cosa ricorda di quella storica mostra del '73?

«La mostra fu un successo strepitoso, all’inaugurazione c’era tutta Roma: Monica Vitti, Laura Betti e ovviamente tutti gli artisti fotografati. All’epoca Elisabetta e Fabio Mauri avevano un giro pazzesco di amici, oltre al fatto che, fotografando attori e personaggi famosi, Elisabetta era molto conosciuta e apprezzata. Nanni Balestrini scrisse una poesia bellissima come prefazione al libro e per molto tempo se ne continuò a parlare».

Qual è il ritratto a cui lei è più affezionata?

«È difficile scegliere, sono tutti molto belli perché tutti gli artisti sono stati colti nella loro anima. Mi diverte Nagasawa vestito da monaco, ma mi piacciono molto anche Cucchi e Joseph Beuys».


[caption id="attachment_9498" align="aligncenter" width="540"] Nagasawa [ph] Elisabetta Catalano, cortesia Archivio Elisabetta Catalano[/caption]

La fotografia stessa è memoria per antonomasia. Cattura un momento e lo rende eterno, immortale e spesso iconico di un personaggio, di un evento o addirittura di un'intera epoca. Quali ritratti di Elisabetta sono diventati iconici?

«Molti degli artisti usarono le foto di Elisabetta, per le loro biografie per esempio e molti di loro li ricordiamo grazie a quei ritratti che sono diventati icona. Quella di Pisani e tuttora molto usata, ma anche il ritratto De Dominicis, di Sergio Lombardo e di Beuys».

La scelta di riproporre la mostra d'esordio di Elisabetta e rendere così omaggio alla grande fotografa, è stata dettata dal sentimento di amicizia e di affetto che vi univa, o da un desiderio di riportare alla memoria quella grandiosa stagione in cui a Roma gravitavano intellettuali e artisti di grande spessore?

«Quella mostra è rimasta nel cuore di tutti noi. Dunque l’omaggio a Elisabetta è venuto spontaneo, per affetto e soprattutto per stima nei suoi confronti, per la memoria di quell’evento ma anche perché ritengo che anche i suoi ultimi siano molto belli».

La mostra è stata realizzata con la collaborazione dell'Archivio Elisabetta Catalano diretto e gestito dall'Arch. Aldo Enrico Ponis, a lungo compagno di Elisabetta. Con quale criterio avete scelto i ritratti del dopo '73 da aggiungere a questa esposizione?

«Beh, abbiamo scelto un po’ in base al cuore, prediligendo quelli che magari erano amici o persone con cui ho lavorato. Insieme all’Archivio abbiamo però cercato di scegliere anche qualcosa di più raro e mai mostrato, cercando anche un po’ di proiettarci nel futuro».

 
 
Omaggio a Elisabetta Catalano. Uomini 73 e oltre
dal 15 marzo al 28 aprile
Galleria del Cortile 
Roma, Via del Babbuino 51
 

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