Roma per i bambini

Giocare nella Roma dei bambini, attività avvincenti e l’offerta culturale cittadina. Si può fare del sapere insieme con la famiglia senza annoiarsi? E se fosse un problema di offerta, come e dove scegliere quella di qualità?

Per i bambini, indossare le lenti della fantasia è facile, tutto può diventare un’avventura incredibile. Se poi su questa strada si è guidati con esperienza e accompagnati persino da mamma e da papà, sarebbe anche meglio. Nelle visite guidate, laboratori, e iniziative culturali dedicate alla famiglia, gli esperti del settore possono fare la differenza, se ovviamente si parla di alta qualità del servizio. Un’occasione culturale che sappia coinvolgere, guidata con competenza, a volte permette di aggiungere al lessico dell’infanzia, alla realtà percepita dal bambino, quel significato in più, che serve, che resta. Arricchisce. Un piccolo seme di conoscenza si deposita, in quello che sarà l’adulto di domani, e come affermava Albert Einstein «Tutto ciò che promuove la cultura, lavora contro la guerra».
Al pensiero di «Aiuto è arrivato il week-end!», tuttavia, pare che a vincere sulla scelta del tempo libero da condividere insieme, non sia l’offerta culturale, è molto più probabile sia la comoda pigrizia, che porta con sé poca iniziativa. La scelta ricade sulla solita passeggiata nel centro della città, niente di male se non fosse l’unica, oppure peggio, nel centro commerciale, senza dimenticare la sacrosanta mangiata domenicale, che tanto piace a noi adulti romani, ma un po’ meno ai piccolini, nei lunghi pranzi parcheggiati inevitabilmente, presto o tardi, davanti all’inesorabile (amatissimo), tablet.
Il risultato è ritrovarsi alla fine della giornata con un gran senso d’insoddisfazione, annoiati, persino più dei propri figli, scarichi di fronte all’imminente lunedì.
Vero è che spesso il laboratorio nel museo, diventa un’oretta di collage con adulti indolenziti dal muro cui sono appoggiati o che pure le iniziative valide, studiate con efficacia per i bambini, prevedano poco coinvolgimento dell’accompagnatore. Si tratti di mancata sostanza o assenza di capacità d’integrare tutta la famiglia, le proposte avvincenti, divertenti e gratuite, possibilmente, pare a Roma scarseggino.
Un tempo si diceva «Mica siamo a Timbuctù!»
Roma nel 2016 è ancora tanto insufficiente, in tema di attività culturali per la famiglia?
Come stanno veramente i fatti?
Chi sono, dunque, i più diffidenti nello  scegliere la cultura per il tempo libero da dedicare alla famiglia? Chi crea l’offerta, chi la propone e pensa di non monetizzare abbastanza con questa o chi alla fine realmente ne dovrebbe usufruire?
Pasolini parlava d'irreversibile degrado antropologico della società consumistica. La cultura non di meno, può essere letta, anche in chiave di gioco per un tempo di vera qualità in famiglia.
Senza pretendere di rispondere in modo assoluto, ma provando a raccapezzarci almeno un po’ sull’offerta presente nella nostra città, abbiamo coinvolto una selezione di siti (testati), dedicati a Roma pensata per i bambini, che presentano attività, proposte o semplicemente segnalazioni e suggerimenti. Tutto ciò al fine di comprendere meglio la domanda, l'offerta e la qualità delle proposte cittadine, oltre che l'atteggiamento dei genitori dinanzi a queste.

romadeibambini.it (portale segnalazione eventi)

L’associazione promuove attività sociali, il sito ospita, anche pubblicità e publiredazionali selezionati. Ideato e curato da Marina Vittorini, in breve tempo è divenuto un punto di riferimento per molti genitori che vogliono orientarsi nell’offerta di eventi per i bambini a Roma e allo stesso tempo, è uno spazio per segnalare iniziative di cui usufruiscono numerose realtà commerciali e non. Vanta 50.000 utenti al mese e numerosi followers sui canali social, oltre a una newsletter che conta 4.000 iscritti.

A Roma nella vostra percezione, c’è stato un peggioramento o un miglioramento negli ultimi anni, riguardo all’offerta d'iniziative ed eventi culturali?
Marina Vittorini:
Negli ultimi quattro anni è considerevolmente aumentata. Oggi non c'è libreria, associazione  o teatro che non organizzi dei laboratori creativi, didattici o spettacoli per piccoli.  Purtroppo però la qualità in molti casi non è altissima. Questo perché sono nate tante realtà in cui il personale non è particolarmente preparato, ma soprattutto  perché le istituzioni romane, parlo in particolare della rete Musei in Comune, che fino a due anni fa era molto attiva, ormai non organizza quasi più niente  e i laboratori veramente interessanti sono stati eliminati. Per quanto riguarda questi ultimi, i Musei di Roma potrebbero fare molto di più.

I laboratori, emerge siano l’attività più richiesta e proposta, quali i più attivi e quali iniziative nell’offerta mancano?
M.V.: I musei più attivi sono Il Palazzo delle Esposizioni e Le Scuderie del Quirinale, ma l'offerta, a mio avviso, è bassa rispetto alla richiesta, inoltre, non esistono laboratori per bambini in lingue diverse dall'italiano, che potrebbero essere proposti alle tante famiglie di turisti. Il teatro è più vivace, unico neo l’assenza di un'offerta adeguata per i bambini dagli undici anni in poi. Scarsa l’offerta seria per le visite guidate su Roma rivolte alle famiglie.

periegeta.it (visite-gioco guidate)

Anna Bruno ha una lunga attività nel campo delle visite guidate in particolare a Roma e al Vaticano, tra i suoi clienti annovera società come Alitalia, Fimcantieri, Pfizer, Goodyear, Smeethkline-beecham, O.I.C., Fox. Tra i tanti nomi conosciuti che hanno usufruito dei suoi servizi ci sono anche attori come Mel Gibson, registi come Johnatan Lynn, scrittori come John Gray e il Premio Nobel per la Pace Wangari Maatai. È un volto noto per gli addetti alla cultura nei musei e ha ideato un progetto di visita-gioco dedicato alle famiglie e all’arte dal titolo che la dice lunga: A Prova di sbadiglio.
Data la sua ventennale esperienza nel campo delle cultura e visite museali, com’è il comportamento, in questo senso, dei Musei pubblici e privati di Roma?
Anna Bruno: Quando ho iniziato, ebbi problemi con gli organizzatori dei musei, non abituati alla visita che proponevo, una maniera nuova, non distraente rispetto all’opera d’arte ma partecipante. Poi i musei hanno capito che forse con i bambini si poteva avere più affluenza e hanno cambiato faccia. Non come luoghi attivi di accoglienza, come lo avrei inteso io, ma come un’organizzazione che va definendosi sempre più come azienda privata, anche quando non lo è, dove il fruitore è costantemente visto come utente piuttosto che come visitatore. Molto raro è poi lo scambio con l’esterno (guida turistica o associazione culturale), ormai si fa sempre più fatica a entrare e lavorare con tranquillità, mentre le iniziative interne hanno sempre più il sapore di un evento, che di un programma educativo di continuità e scambio. Diminuiscono invece per mancanza di fondi, ed è davvero un peccato, le iniziative nelle biblioteche.
E i genitori e il loro coinvolgimento sia nella scelta che nella partecipazione alla visita o al laboratorio?
A.B.: Tendono a scegliere in base a ciò che conoscono o per influenza, sentito dire, non tanto per convinzione e scelta. Ci sono mostre dal boom di richiesta, altre che riesco a far visitare una volta o addirittura nessuna per mancato minimo numero di adesioni. Normalmente le preferite sono le mostre come Chagall, oppure, grazie alla pubblicità, La rete dei Draghi del MACRO o ancora la mostra Trasformers al MAXXI dove il colore impera. Molto dipende anche dal ricordo che i genitori hanno della scuola e dello studio della storia dell’arte, dunque nonostante in questi giorni io stia proponendo Botero, ho pochissime richieste ad esempio. Al MACRO di via Reggio Emilia, la visita-gioco a Gillo Dorfles, non sono riuscita a farla. Sono davvero poche le famiglie che scelgono con curiosità, che si affidano a te nella scelta. Sembra che scelgano in base ad un bombardamento pubblicitario, altre perché attirate dal colore più o meno acceso di una mostra. Poi esiste la categoria mamme/papà insegnanti, mamme/papà storico dell’arte o comunque che operano in ambito culturale e umanistico, e che pretendono un tipo di didattica più tradizionale. La mia modalità per esempio di non differenziare a seconda dell’età, perché ogni età può dare qualcosa all’altra, da alcuni genitori abituati a separare per fasce d’età è poco compresa. Questo rende il bambino più chiuso naturalmente all’alterità per un apprendimento che sa di vecchia didattica che poco, pochissimo ha a che fare con l’educazione all’arte

beroad.it (blog di viaggi con bambini attento alle iniziative su Roma)

Valentina Besana, romana d’adozione ed esperta del settore internet, nel 2009 ha creato un blog dedicato alle mete baby friendly con un occhio di riguardo come lei stessa scrive, per i genitori. D’allora il suo blog è considerato un ottimo referente, anche per le proposte culturali e non solo su Roma e dintorni. L’abbiamo raggiunta per un parere riguardo le iniziative money friendly…
A Roma secondo te, l'offerta gratuita (per famiglia e bambini) esiste ed è valida?
Valentina B.: A Roma abbiamo la fortuna di avere dei bellissimi parchi dove poter passare qualche ora il pomeriggio con la bella stagione, peccato che al loro interno non s’investa abbastanza in aree gioco gratuite, e non parlo di giostre a gettoni,  fatiscenti nella maggior parte dei casi.
Per fortuna ci sono piccole realtà di quartiere, come l'appena nata biblioteca scolastica della Falcone e Borsellino a Piazza Bologna, che è diventata punto di ritrovo per i bambini, oltre che luogo di cultura nel quale avvicinare i più piccoli alla lettura.

 

Ringraziamo tutti coloro i quali hanno messo a disposizione le loro testimonianze e materiali. Per ragioni di spazio di molti siti, blog, gruppi, pagine, che segnalano valide attività per la famiglia da noi verificate, indichiamo solo  i link.

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