SOS-Sfratto: Pino Boresta cerca rifugio nell’arte

Pino Boresta, CUS (Cerca e Usa la Smorfia), adesivi storici
Pino Boresta, CUS (Cerca e Usa la Smorfia), adesivi storici

SOS-Sfratto è la campagna di crowfunding lanciata da Pino Boresta per salvare la sua famiglia dall’imminente sfratto. Non potendo fuggire dalla realtà, l’artista romano ha deciso di trovare rifugio nella sua arte


Potrebbe capitare a qualsiasi persona di trovarsi improvvisamente in una difficile situazione personale ed economica. A volte si perdono completamente le speranze, viene voglia solo di fuggire, si arriva ad odiare la società in cui si vive e a non avere più fiducia nel prossimo. Questo mondo va così veloce, tutto può cambiare rapidamente, oggi si sta bene, domani male.

È quello che è successo all’artista Pino Boresta, che oggi si trova a dover far fronte a una complicata emergenza economica, che mette a repentaglio se stesso e la sua famiglia. Eppure Pino ha deciso di non perdere completamente la speranza e di trovare rifugio, ancora una volta, nella sua arte.

Pino Boresta è nato nel 1962 a Roma, dove vive e lavora. La sua ricerca artistica, come è noto, ha per certi versi anticipato il fenomeno della street art; il suo viso deformato da smorfie si trova ormai da circa venticinque anni in giro per la capitale su adesivi, muri, cartelloni pubblicitari, insegne stradali, pali della luce e semafori. Figura poliedrica dallo spirito contestatore, Boresta ha sempre affrontato la vita a testa alta, scontrandosi con le contraddizioni del sistema modaiolo e salottiero dell’arte, e in generale con le ipocrisie della società odierna.


Pino Boresta, Smorfie Texture, 1994-1995


Oggi avremmo voluto raccontarvi il suo percorso artistico, invece siamo costretti a tralasciare questo aspetto per concentrarci su SOS-Sfratto, la campagna di crowfunding che Boresta ha lanciato per salvare la sua famiglia. L’artista romano ha trovato la forza e il coraggio di chiedere aiuto a noi tutti per evitare lo sfratto imminente che lo metterebbe in strada insieme alla moglie e i tre figli. Di fronte a tale situazione, non potendo fuggire dalla realtà, Boresta si è rifugiato nella sua arte.

SOS-Sfratto, come dichiara, «non è un progetto artistico ma, forse, un’occasione anche per voi, e non solo, di aiutare un artista (amico) in difficoltà ».

Boresta ha scelto di non arrendersi e di lanciare questo sincero appello alle istituzioni e al pubblico. Entro il 30 aprile bisogna raccogliere 6.000 euro per raggiungere la cifra maturata a fronte dell’ingiunzione di sfratto. In cambio delle donazioni, l’artista invierà ad ognuno multipli e opere uniche. Inoltre, una volta raggiunto l’obiettivo, la sua opera I don’t give up Arancio (2013), un olio su tela della serie Testamenti, verrà destinata come dono al Museo di Spoleto Collicola Arti Visive.


Pino Boresta, I don’t give up Arancio, 2013
Pino Boresta, I don’t give up Arancio, 2013


A chi donerà 30 euro, Boresta invierà i suoi storici adesivi CUS (Cerca e Usa la Smorfia), una serie completa di varie dimensioni, insieme allo storico manifesto Cerca e Usa la smorfia; a chi donerà almeno 100 euro è prevista una Smorfia Manipolata del 2016, mentre per un contributo di almeno 500 euro l’artista destinerà un’opera storica del 1994/1995 scelta tra le Smorfie Texture.


Pino Boresta, Smorfia Manipolata, 2016


In questi giorni sui social colleghi e amici stanno diffondendo la notizia della campagna SOS-Sfratto. Serve il contributo di tutti, anche la semplice condivisione sul web potrebbe essere importante per Pino e la sua famiglia. Ril ha deciso sostenere Pino Boresta e la sua campagna di crowfunding.

Ci sono mille modi di vivere l’arte. Pino Boresta ha sempre vissuto per l’arte e oggi vi chiede di aiutarlo, perché merita di continuare a vivere dignitosamente nella sua casa anche grazie alla sua arte.

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SOS-Sfratto