On the road, il festival del cinema indipendente al Detour

Lo storico cineclub del rione Monti festeggia il suo compleanno con un programma ricco di appuntamenti: fino al 26 novembre proiezioni, incontri, laboratori ed eventi speciali per promuovere il cinema di qualità

La celebrazione del cinema errante, un’affascinante immersione in lavori e visioni fatte di percorsi, viaggi e scoperta dell’ignoto. On the road Film Festival quest’anno celebra la sua quinta edizione e regala venti giorni di proiezioni, incontri e discussioni dal sapore internazionale, proponendo un novembre ricco e intrigante. Come ci ricorda Kerouac «La strada è vita» e il Detour offre anche questo autunno l’opportunità di percorrerne tante, andare lontano, in terre sconosciute e alla scoperta di volti e poesie distanti da noi. Lo storico cineclub romano festeggia un compleanno importante per la sua attività, iniziata vent’anni fa nel Rione Monti. Da allora la proposta del Detour si è arricchita, arrivando ad offrire non solo proiezioni cinematografiche di alta qualità accompagnate da dibattiti con autori ed esperti del settore, ma anche corsi di vario genere, dalla fotografia alla scrittura creativa, mostre e laboratori. Cristina Nisticò, Daniele Lupi e Sergio Ponzio, tra i collaboratori del Cineclub, hanno raccontato a Roma Italia Lab la storia del Detour:

 

Detour nasce nel 1997 dalla percezione di un’assenza, di un vuoto nel tessuto dell’offerta culturale cittadina. Vent’anni fa, a Roma erano ancora attivi alcuni storici cineclub come Filmstudio, Labirinto e Grauco. Ne eravamo noi stessi assidui frequentatori e la loro era una programmazione coraggiosa di indubbia qualità, ma la nostra sensibilità “postmoderna” di giovani studenti cinefili, cresciuti con una dieta onnivora e senza il dogmatismo autoriale/politico che caratterizzava la generazione precedente, ci conduceva alla ricerca di un territorio più aperto alla sperimentazione e alle contaminazioni, agli stimoli che arrivavano da cinematografie emergenti di paesi lontani, dal cinema di genere low-budget, dal documentario e dalla scena più indipendente e underground e dalla video arte.

Si è formato in un quartiere che conservava ancora la sua vocazione di vicinato popolare, prima di trasformarsi nella disneyland degli hipster romani e dello street food al caviale. Più di tutto Detour è uno spazio comunitario aperto a tutti e a tutte le discipline e alimentato dal flusso vitale del passaggio della conoscenza, della costruzione del pensiero critico e dalla ricerca creativa, libera, di sperimentazione. Uno spazio libero, che combatte per difendere la sua libertà di espressione culturale. L'associazione prende il nome dal film Detour di Edgar G. Ulmer, uno dei più affascinanti esempi di cinema noir a basso costo di tutti i tempi. “Detour” è anche un segnale stradale che nei paesi anglosassoni indica una deviazione dalla strada principale, un cambiamento di percorso. Quello che facciamo quotidianamente con le nostre attività in effetti è proprio questo: deviare i percorsi imposti dalla strada della cultura ufficiale, istituzionale.

Il Festival On the road come è stato ideato?

Il Festival è stato creato in continuità e coerenza con lo stile di programmazione che contraddistingue da sempre il nostro cinema, con l’intenzione di offrire al pubblico una panoramica internazionale del migliore cinema indipendente di e sul viaggio e on the road. Possono viaggiare i protagonisti del film o può viaggiare il regista o entrambi. Lo spunto iniziale ancora una volta trae ispirazione dal nostro film totem, quel “Detour” che è un prototipo di road movie indipendente a basso costo.

Il festival è dedicato ai filmaker indipendenti che portano se stessi e il loro occhio-cinema in viaggio, oltre ogni confine superabile, per restituire a noi spettatori paesaggi fisici e geografici ma anche emotivi e immateriali. Si intende mettere a fuoco la necessità del viaggio come esperienza, anche estetica, di contatto, di superamento, di inter-relazione con l’altro. Il festival gode del sostegno a contributo della regione Lazio perché oltre alle proiezioni in sala a Roma una parte della selezione viaggerà nel Lazio (Viterbo, Aprilia, provincia di Rieti tra le tappe sicure) per portare in regione il meglio della nostra selezione internazionale.

Che tipo di lavori verranno presentati?

L'edizione 2017, la numero 5 del festival, accoglie proposte di cinema internazionale sia documentario che di fiction, organizzate in un concorso internazionale per lungometraggi, un concorso internazionale per cortometraggi e degli eventi speciali. Lo sforzo di questa edizione è stato proprio quello di affiancare al documentario indipendente, terreno fertile di sperimentazione linguistica e di incontro tra persone/popoli/culture diverse, una proposta di film di finzione narrativi ma allo stesso tempo originali, personali, emozionanti. Come sempre l'attenzione è rivolta alle proposte cinematografiche più recenti (film del 2016/2017) e alle anteprime: su 11 lungometraggi in concorso, 6 titoli sono delle anteprime italiane.

In che modo si inserisce la tematica del viaggio e della frontiera nell’attuale contesto sociale italiano?

Il cinema on the road favorisce il bisogno di ri-localizzazione, permette questo cercare e riconoscere, rende esotico il nostrano, insolito l’ordinario. Lungo la strada c’è tempo per fermarsi e assistere alle trasformazioni urbanistiche, per incrociare vecchie e nuove comunità ai margini nelle nowherevilles, le moderne città invisibili, assenti dalle mappe ufficiali, per raccontare percorsi individuali e collettivi di esistenza e di resistenza, le gabbie più o meno invisibili del disagio sociale, i processi di liberazione artistica e creativa, le nuove forme di convivenza multiculturale. “On the road” vuol dire in viaggio, per strada o fuori strada, per mare o per aria, a piedi o con mezzi tradizionali e/o alternativi. Non esiste solo il turismo di massa. Si viaggia per conoscere, per formarsi, per informare, per incontrare paesaggi e geografie che ti cambieranno, che hanno la potenza di scuotere emotivamente il viaggiatore e lo spettatore.

Tra gli eventi speciali proposti nel corso del Festival spicca Life, reading e musica per raccontare la vita di Keith Richards e l’immensa delicatezza e profondità di Alejandro Jodorowsky che con il suo Poesia sin fin racconta la sua ispirazione verso la poesia nel Cile degli anni ’40 e ’50, dalla lotta contro il volere della famiglia alla conoscenza di grandi maestri che ne hanno influenzato la crescita artistica. Il Festival si concluderà il 26 novembre con la sonorizzazione di Alice in Wonderland, del 1915 e a seguire la cerimonia di premiazione dei vincitori.

 

On the road Film Festival

CINEMA DETOUR

Dal 5-26 Novembre

Via Urbana, 107

Per il programma completo vedi qui

 

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Il cinema fa parte di lei da sempre, saltando con nonchalance dal Neorealismo al cinema horror. Ama rifugiarsi in realtà parallele, attraverso le righe di un libro o dietro l’obiettivo della sua reflex, per scovare continuamente qualcosa in grado di sorprenderla. Citando Tim Burton: “E’ bene per un artista ricordarsi sempre di guardare le cose in un modo nuovo, strano”.

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