Zoo. Animali da quartiere

Locandina del film
Locandina del film "Zoo. Animali da quartiere"

“Zoo. Animali da quartiere” è un film in preparazione, che verrà prodotto da Movie Machine Production di Massimiliano Cardia, con Enrico Pittari alla regia.

Zoo. Animali da quartiere è il titolo di un film in preparazione, che verrà prodotto da Movie Machine Production di Massimiliano Cardia, presidente di Studio Cinema Roma. Alla regia vedremo l’attore e “cantastorie” romano Enrico Pittari, alle prese con la sua prima opera.

Tutto ha origine da un quartiere, Torpignattara, e da un muro, quello che ritrae i volti di chi ha rappresentato qualcosa in questa zona, scontando la “pena di morte” inflittagli dalla strada e dalle sue feroci dinamiche. 

E il quartiere non dimentica i loro volti, le loro voci, le loro azioni, anzi vengono trasformati in icona perché comunque hanno rappresentato un periodo di passaggio per Torpignattara, un periodo in cui la criminalità si era fatta legge, quella della strada. 

Enrico Pittari e Massimiliano Cardia decidono di raccontare scrivendola a quattro mani questa anomalia metropolitana riassunta in un muro, ripercorrendo le tracce di una verità che non è mai assoluta, perché intrappolata in quell’ingranaggio che da sempre opprime il nostro Paese e le periferie romane strumentalizzate e dimenticate. 

Abbiamo chiesto alcune anticipazioni sul film a Enrico Pittari, che così si definisce:

Roma 1983 d’Aprile: l’undici, sul tardi mi dicono le 2 e una trentina di minuti, ora anni nel mondo occidentale, accidentalmente artista.
Attore
Poeta
Inventore
Regista
Polemista.
Traduco le espressioni emotive che risolvo, le altre le lascio fare. Sono le più belle, così ostinatamente contrarie: come Me.

Zoo. Animali da Quartiere. Perché la scelta di questo titolo?

Il titolo è la perfetta sintesi dialettica della manifesta estetica fatta di cortili con ringhiere, palazzi “alveari”, muri in cemento armato dove crescono sotto sguardi “rapaci” generazioni chiuse in pochi e perversi concetti di base: la “prima” dove andarsi ad affollare per mordere le occasioni.

Da dove nasce l’idea di raccontare cinematograficamente questa storia?

La storia nasce da un’intuizione di Massimiliano Cardia, cresciuto nel quartiere di Torpignattara, che decide di raccontare (non banalizzandolo con una colonna di cronaca) l’insolito rito che vuole dipinti i volti dei morti ammazzati dalla strada e dalle sue feroci dinamiche. Questa l’anomalia che suona come un monito offerto dal quartiere stesso a guardia non di una retorica morale, ma di una scientifica equazione: se percorri alcune strade, sbatti contro certi muri. Il quartiere allora si fa evangelizzatore laico e spietato di una precisa verità.

Il quartiere sarà un altro “protagonista” del film?

Si il quartiere nella figura del muro sarà senza dubbio il vero protagonista del film.

Perché è stata realizzata un’opera murale a Tor Pignattara che ritrae i protagonisti di questa banda?

Il murales non è stato realizzato in funzione di una banda, ma di diversi e distinti ragazzi che, non per scelta, né per vocazione ma per una drammatica sorte hanno operato nella malavita capitolina.

Le vicende narrate nel film seguiranno fedelmente i fatti realmente accaduti o verranno romanzate?

Le vicende narrate nel film hanno preso origine spesso da fatti realmente accaduti, ma si sono poi smarcate da essi, costituendo per se stesse un’ossatura completamente autonoma e perciò romanzata.

Perché ha scelto questa storia per realizzare la sua prima opera?

Sono le Opere che scelgono noi, non viceversa. Sono sicuro di questo! L’artista ha il dovere di rispondere alle varie vocazioni, non sollecitazioni, ma vocazioni cui è chiamato nel tempo. Per me questo è un vero e proprio “battesimo” se visto in un ottica vocazionale!

Quanto è difficile per un giovane regista realizzare in Italia la sua prima opera?

In Italia è difficile per i giovani in assoluto, al di là dei ruoli o dei mestieri. Il momento storico ci condanna nuovamente alle leggi Darwiniane. Resiste e progredisce solo il meglio, del meglio. Questa è una scrematura spietata, ma reale. Altrimenti si rischia di cadere nei luoghi comuni che quasi sempre funzionano come alibi.

Può darci qualche anticipazione sul film?

Il film sarà antagonista ad ogni genere di manierismo. Usciremo da ogni prototipo e ne inventeremo uno. La nostra rivoluzione è partita dalla drammaturgia e proseguirà in ogni aspetto della realizzazione.

Concludiamo con questa domanda: se lei fosse un animale, quale animale sarebbe?

Sarei una tartaruga

Pubblichiamo alcune fotografie del muro delle Vigne Alessandrine da cui i due autori hanno preso ispirazione per raccontare una storia che, come tengono a precisare, non presenta alcun riferimento a fatti o vicende realmente accadute. 

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Per approfondire

Studio Cinema Roma


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Storico dell’arte, archivista e curatore. Iperattiva, sognatrice, ama scrivere e scattare fotografie. Il cambiamento è una costante della sua vita. Raccoglie oggetti per strada, è sempre alla ricerca di nuovi amuleti.