Come aprire un’attività di catering

Come aprire un'attività di catering

Per cominciare a lavorare nel mondo del catering è necessario sapere quali sono i passi corretti da muovere. Ci sono diversi requisiti professionali e legali da ottenere.

Questo tipo di attività, tuttavia, è molto interessante perchè permette una buona flessibilità iniziale. Si può cominciare con un piccolo investimento, ed ampliarlo man mano che i guadagni aumentano.

Approfondiamo l’argomento di seguito, grazie anche a cucinaecultura.com, catering a Roma che ci ha offerto il proprio punto di vista sull’argomento.

Cos’è il catering

Per catering si intende quella attività preposta a preparare e consegnare pasti a domicilio. Di solito è un’organizzazione che si occupa principalmente di cerimonie come rinfreschi aziendali, compleanni, matrimoni, comunioni e feste in generale.

Il catering viene contattato per:

  • proporre un menu idoneo all’occasione;
  • prepare il cibo;
  • consegnare le vivande concordate.

In pratica si occupa di organizzare, preparare e consegnare tutto ciò che servirà ai presenti all’evento, per bere e mangiare senza necessariamente spostare tutti gli ospiti in un punto di ristoro.

Se desideri anche occuparti della fornitura dei servizi collaterali all’evento, allora bisogna attingere al concetto di banqueting. Questo è un servizio più completo perchè include anche l’allestimento dell’evento, che passa dalla scelta dell’arredamento alle decorazioni floreali.È possibile soddisfare eventi aziendali, privati, o concordare direttamente col cliente un servizio di Personal Chef.

Requisiti necessari per aprire un’attività di catering

Per poter servire cibo, occorrono dei requisiti professionali precisi.
Non sono richiesti titoli di studio particolari, anche se un diploma dell’Istituto Alberghiero può essere una base culturale ottima per iniziare questo tipo di lavoro.

Quello che occorre avere è la certificazione HACCP. Questo è l’acronimo per Hazard Analysis and Critical Control Points, cioè è un insieme di procedure che hanno lo scopo di garantire la salubrità degli alimenti. Si ottiene seguendo un corso organizzato dalla Camera di Commercio locale.

Ogni regione stabilisce un numero di ore minime da seguire. Alla fine è previsto un esame da superare, per dimostrare di avere la padronanza delle procedure spiegate nel corso. Per intraprendere questo mestiere è fondamentale ottenere questo attestato.

Pratiche da effettuare per avviare un’attività di catering

Per avviare un’impresa di catering, occorre la collaborazione di un commercialista che assolverà alla parte fiscale, compilerà i documenti necessari, e indicherà che tipo di forma societaria è più idonea aprire, secondo ogni singolo caso.

Va inoltre recuperata la documentazione DIA, cioè un foglio che denuncia l’inizio attività, che si trova all’ufficio del Comune, salvo diversa indicazione del commercialista.

Una volta denunciata la nascita dell’attività con questi documenti, si potrà ricevere l’autorizzazione dell’ASL. Senza non è possibile preparare cibo o maneggiare alimenti.

Licenze necessarie per avviare l’attività di catering

Ricapitolando dovrete essere in possesso delle seguenti documentazioni:

  • DIA;
  • Licenza COMMERCIALE;
  • Certificazione HACCP;
  • Iscrizione INAIL;
  • Iscrizione INPS.

Gli ultimi due punti riguardano anche eventuali dipendenti, per i quali è obbligatoria l’iscrizione ad INAIL e INPS. E’ essenziale avere assicurazioni, e calcolare stipendi e contributi.

Dove aprire un servizio di catering

Si può scegliere di avere un locale con la propria cucina, oppure di affidare la preparazione ad un ristorante. In qualsiasi delle due ipotesi, il locale preposto alla preparazione dei cibi deve avere una metratura superiore ai 25 metri, con agibilità e permessi in regola.

Ecco qui i requisiti strutturali dei laboratori di preparazione degli alimenti.

Strategie Marketing per l’avvio dell’attività di catering

Prima di partire, è bene preparare un business plan che sia in grado di fornire le indicazioni di massima per portare avanti l’attività. Occorre subito identificare il budget iniziale da investire. Serviranno apparecchiature da cucina, mezzi per muoversi, e ovviamente cibo. Da non dimenticare anche un piano di comunicazione.

Il nome dell’attività, eventuali loghi per biglietti da visita, brochures e menu.
Essenziale oggi, creare un profilo social, magari affidato ad un esperto digital PR del settore food. Programmare poi pubblicità sulle piattaforme più pertinenti al proprio prodotto è un’attività necessaria e da pianificare al meglio.

Anche considerare delle micro nicchie, può dare un ottimo sprint iniziale alla propria attività. Per esempio, specializzarsi in cibo vegano, o su pasti bilanciati per sportivi, o ancora, banchetti per feste di bambini, possono tutti essere un modo per distinguersi dalla concorrenza.


Il mondo della ristorazione a domicilio è sempre in trasformazione. Con i requisiti giusti e una buona idea, offre la possibilità di avviare un lavoro pieno di soddisfazioni.