Il Rialto è senza “corpo”, sigilli all’immobile e la mostra salta

“Gli spazi di produzione artistica indipendente hanno un ruolo importante a Roma. E l’elaborazione del presente è l’unica azione che dà una traccia per costruire il futuro” parlano Anton de Guglielmo e Rosa Martino, organizzatori de “Il corpo del Rialto”, la mostra che si sarebbe dovuta tenere questo fine settimana nello spazio autogestito.







Dove eravamo rimasti?

Ecco, in questo quadro desolante l’evasione sarebbe una facile via d’uscita, per chi se la può permettere. Con l’estate, del resto, viene sempre voglia di fuggire, almeno con la… fantasia. Non costa granché, giusto l’amaro in bocca che inocula l’inevitabile risveglio, ma nella fuga ci si sente più leggeri, freschi, asciutti.


Monuments Men nostrani

Non stiamo parlando di persone preparate, non sono sempre stinchi di santi, abili agli usi e al costume del volontariato e dell’emergenza. Sono solo esseri umani come tanti come noi, che difronte alle immani tragedie della vita siano esse guerre o catastrofi ambientali, sentono forte una chiamata, una voce che spinge a fare qualcosa di concreto per salvaguardare la memoria storica di un Paese.


Confessioni

Sì, finalmente un po’ di pace. Ossigeno nella nostra vita. Ne abbiamo bisogno e non sappiamo più dove trovarlo. Tiriamo il fiato, respiriamo a fondo, prima di essere risucchiati nuovamente nel vortice di rabbia, frustrazione, competizione, disonestà, individualismo, intolleranza che si è impossessato delle nostre esistenze.