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Nasce l'Accademia dell'antimafia. A pochi passi dalla chiesa dei funerali del boss apre la factory culturale della legalità

L'Accademia inaugura la sera del 2 marzo con lo spettacolo “Fino a qui tutto bene” con Stefano Fresi, Francesco Montanari, Daniela Marra, Simone Montedoro e tanti altri.


Quartiere Lamaro-Don Bosco. A pochi passi dalla chiesa dove a fine agosto 2015 andarono in scena i funerali del boss Vittorio Casamonica, sta per nascere un’accademia antimafia.

Siamo in via Contardo Ferrini 83, presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Enzo Ferrari”, ex “ITC Giovanni Da Verrazzano”. Gli Studios di Cinecittà, dove registi del calibro di Federico Fellini giravano i loro primi film, distano dieci minuti a piedi. Ed è qui che un gruppo di realtà del territorio, tra cui l’associazione antimafia daSud, Officina Culturale Via Libera e la Cooperativa Diversamente, vogliono provare a scrivere una nuova storia per il quartiere. Un progetto ambizioso: un laboratorio permanente della creatività e della cultura dove, con il teatro, la musica e diversi linguaggi artistici, si lavora con gli studenti sul concetto di cittadinanza attiva e responsabile.

Tutto ciò si chiamerà ÀP – Accademia Popolare dell’Antimafia e dei Diritti - e avrà come sede principale la biblioteca della scuola, spazio “abbandonato da dieci anni – spiegano i ragazzi delle associazioni - che in questo modo tornerà a funzionare a pieno regime e anzi sarà a disposizione di tutta la città”.

Già da qualche mese, infatti, si sono messi all’opera, per riordinare, pulire e riportare in vita questo luogo. Li vedi lì, tra migliaia di vecchi volumi ingialliti dal tempo (alcuni risalenti agli anni ’50), a svuotare gli scaffali impolverati e a riempire gli scatoloni di decine di libri che saranno regalati a chiunque ne faccia richiesta, associazioni, ludoteche, singoli cittadini o scuole.

Perché nella futura biblioteca di ÀP, accanto ad alcuni testi che saranno salvaguardati, presto troverà posto la Mediateca antimafia “Giuseppe Valarioti” dell’associazione daSud, che prima aveva la sua casa al Pigneto. E da spazio abbandonato diventerà così la casa della creatività e dell’antimafia, con libri sulle vittime innocenti uccise dalla criminalità, graphic novel, dvd, dossier e tanto altro ancora.

“Da due anni lavoriamo con i ragazzi di questa scuola e con quelli dell’altro plesso in via Grottaferrata e qui è nata RadiodaSud, web radio antimafia degli studenti. Ora però – chiarisce Pasquale Grosso dell’associazione daSud - l’ambizione è quella di fare diventare questo posto una factory sociale e culturale. Vogliamo contrastare la dispersione scolastica, mettere al centro del progetto gli alunni e trasformare la periferia in un luogo creativo, fornendo allo stesso tempo servizi utili ai cittadini”.

Oltre alla futura mediateca - che sarà anche luogo di eventi culturali, reading e sala studio - l’aula magna della scuola, che ha una capienza di 300 posti, già attrezzato con un palcoscenico, sarà il teatro dell’Accademia. 

E la sera del 2 marzo ospiterà l’evento inaugurale di ÀP, “Fino a qui tutto bene”, durante il quale si esibiranno alcuni attori come Stefano Fresi, Francesco Montanari, Daniela Marra, Simone Montedoro e tanti altri.

“Stiamo lavoriamo a questo progetto già da tempo – precisa Loris Antonelli di Officina Via Libera, realtà attiva dagli inizi del 2000 al Quadraro dove svolge attività di aggregazione giovanile sociale e culturale di strada – e speriamo nel sostegno delle istituzioni e del Miur perché non si può reggere tutto sul volontariato. Lamaro è un quartiere popolare e l’Accademia può diventare un modello per contrastare sia la dispersione scolastica sia la devianza giovanile, terreno fertile per la malavita”.

“In quest’area della città – aggiunge Alessandro Pera, uno dei referenti della Cooperativa Diversamente – la dispersione scolastica è elevata e non riguarda solo gli alunni che non vanno a scuola, ma i tanti ragazzi bocciati che non dedicano tempo allo studio, iniziano a scommettere e rischiano di finire in giri pericolosi. Per questo secondo noi è importante coinvolgerli in un progetto culturale del quale loro stessi possono diventare protagonisti”.

L’Enzo Ferrari, dunque, nato dalla fusione della scuola “G. Vallauri”, istituto tecnologico per l’informatica e l’elettronica di via Grottaferrata 76 e del “G. Da Verrazzano” di via Contardo Ferrini 83, sarà di certo il primo, se non l’unico d’Italia, a diventare “scuola antimafia”. Ciò grazie soprattutto alla determinazione della preside “antimafia” Ida Crea. “Io auspico da sempre che i ragazzi, ancor prima di essere studenti diventino cittadini responsabili. E sta a noi docenti e dirigenti aiutarli, aprendoci al territorio e dialogando con le associazioni per dare vita a esperimenti come questo. È questo ciò che ci rende davvero una buona scuola”, rivendica la dirigente scolastica.

Con la nascita di ÀP, forse, sembrerà ancora più lontano quel 25 agosto 2015, quando piovevano i fiori dal cielo sulla bara del boss in piazza Don Bosco. Anzi stavolta qualche petalo potrebbe germogliare proprio grazia alla scuola.

 

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