2001 opere d’arte nello spirito del film di Stanley Kubrick, mostra Studio Gavina, 1968 [ph] Pasquale De Antonis

De Antonis: arte e moda nello spirito di Kubrick

In mostra a Musia, fino al 31 luglio: modelle accanto alle sculture di Consagra, fotografie astratte sperimentali e poi le donne del futuro con gli abiti di Germana Marucelli

In mostra fino al 31 luglio, nella Galleria 9 di Musia, gli scatti di Pasquale De Antonis, fotografo eclettico che nel corso della sua lunga carriera si è cimentato sempre in ambiti diversi con un approccio multidisciplinare: antropologia, arte, fotografia astratta, cinema, teatro e moda.

L’esposizione è il quarto e ultimo appuntamento del ciclo QUATTRO SGUARDI SU ROMA. Fotografi a confronto, a cura di Barbara Drudi e Giulia Tulino. Dopo aver presentato l’esperienza di Elisabetta Catalano, di Milton Gendel e Massimo Piersanti, attraverso le immagini di De Antonis, datate tra il 1948 e il 1968, Musia presenta una stagione importante dell’ambiente culturale della Capitale, in cui le diverse discipline artistiche dialogano tra loro, creando sinergie e nuovi stimoli.

In mostra, infatti, immagini di modelle all’interno dello studio di Pietro Consagra, alcune foto sperimentali astratte di De Antonis degli anni Cinquanta e parte degli scatti realizzati in occasione di una singolare collettiva organizzata allo Spazio Gavina di Roma in omaggio a Stanley Kubrick.

Le fotografie esposte sono state selezionate dalle curatrici insieme a Riccardo De Antonis, figlio di Pasquale e anche lui fotografo e responsabile dell’archivio del padre. Il giorno dell’inaugurazione a Musia racconta Riccardo De Antonis: «abbiamo scelto le fotografie in cui mio padre ha manifestato un particolare interesse per la linea astrattista, quindi le immagini di moda con le sculture di Consagra del 1948 e quelle del 1968 in occasione della sfilata-performance nello spazio di Gavina. Infine, sono presenti le foto realizzate da mio padre come sperimentazione del proprio linguaggio fotografico e in concomitanza alle ricerche di matrice astratta dell'epoca».

 

Consagra

Pasquale De Antonis, Modella con abito Gattinoni nello studio di Consagra, Roma 1948

 

Pasquale De Antonis: arte, cinema e moda

Nato a Teramo nel 1908, Pasquale De Antonis dimostra precocemente una predisposizione per la tecnica fotografica, che lo porterà dall’Abruzzo a Roma durante la metà degli anni Trenta in virtù dell’ammissione al Centro Sperimentale di Cinematografia.

A Pescara apre il suo primo studio fotografico nel 1934 e qui collabora con il pittore Tommaso Cascella, con il quale segue le processioni abruzzesi diventando pioniere della fotografia antropologica. In questo periodo, infatti, De Antonis concentra il suo sguardo verso il mondo contadino e le tradizioni popolari e religiose. La sua indagine di documentazione etnografica si rivela di fondamentale importanza e gli fa guadagnare una certa notorietà.

Nel 1939 si trasferisce definitivamente nella Capitale e rileva lo studio fotografico di Arturo Bragaglia in piazza di Spagna. In breve tempo, questo luogo diviene un punto di riferimento per artisti e intellettuali dell’epoca, tra cui l’amico e corregionale Ennio Flaiano.

Nel 1946 si rivela proficuo l'incontro con Luchino Visconti; il regista commissiona a De Antonis le foto di scena di Delitto e castigo al Teatro Eliseo. De Antonis continua a collaborare con Visconti fino al 1965, diventando il più importante fotografo del cinema e del teatro sino agli anni settanta.

L’altro incontro fondamentale è quello con Irene Brin, scrittrice, giornalista di moda e costume e proprietaria, insieme al marito Gaspero del Corso, della Galleria L’Obelisco di via Sistina. La Brin lo spinge ad occuparsi anche di alta moda, ma con un approccio del tutto originale; lei, Rome Editor per la leggendaria rivista Harper’s Bazaar, amica e collaboratrice dei piu importanti fotografi del momento (Cartier-BressonBrassaï e Avedon), lo sollecita a rinnovare la fotografia di moda. Ed ecco che le modelle di De Antonis posano con indosso gli abiti dei migliori atelier italiani – Sorelle Fontana, Carosa, Gabriella Sport, Gattinoni, Fabiani – all’interno di palazzi nobiliari, rovine della grande Roma, atelier di artisti (ad esempio le foto nello studio di Pietro Consagra adesso esposte a Musia), antiquari e naturalmente nella sede della Galleria L’Obelisco, set di mostre, sfilate, performance e servizi fotografici.

Inoltre, le immagini del fotografo vengono pubblicate, dal 1947 al 1968, sulla rivista “Bellezza” a corredo degli articoli della Brin, promotrice del made in Italy nel mondo e, insieme a De Antonis, fautrice di una nuova figura femminile attraverso la rappresentazione elegante di modelle dall'atteggiamento inteligente e impegnato selezionate per i servizi fotografici.

La fotografia astratta

Dalla frequentazione di artisti astratti, probabilmente, hanno origine le foto astratte di De Antonis, realizzate puntando l’apparecchio su una serie di luci filtrate da cartoncini forati, esposte nella Galleria L’Obelisco nel 1951, con una presentazione dell’artista Corrado Cagli, e nel 1957 con un'introduzione di Leonardo Sinisgalli.

Secondo Cagli il fotografo sembra allinearsi alle ricerche sperimentali di Man Ray, Moholy-Nagy e Luigi Veronesi, mentre Sinisgalli sottolinea la presenza di una matrice surrealista nelle indagini compiute da De Antonis con il mezzo fotografico. 

 

Pasquale De Antonis, Foto astratta, 1951

 

Kubrick e la donna del futuro

Nel 1968 la Galleria L’Obelisco collabora alla realizzazione, presso lo Studio Gavina di Roma, della mostra 2001 opere d’arte nello spirito del film di Stanley Kubrick, organizzata per la prima romana del film 2001 Odissea nello spazio. Non poteva mancare De Antonis ad immortalare l’evento.

In mostra le opere di Balla, Calder, Duchamp, Fontana, Elio Marchegiani, Grazia Varisco etc. Il giorno dell’inaugurazione tra le opere sfilano le donne del futuro, modelle che indossano gli abiti della “linea Alluminio” di Germana Marucelli. La stessa Irene Brin è presente con un vestito arricchito da una corazza di alluminio a firma Marucelli.

 

Marchegiani

De Antonis, Modella con abito Marucelli davanti a un'opera di Elio Marchegiani, mostra Studio Gavina, 1968 

 

Un evento singolare e mondano dell'epoca che, emulando lo spirito di Kubrick, presenta al pubblico le novità del genere fantascientifico. Ancora una volta De Antonis si rivela un determinante protagonista del suo tempo, immortalando le modelle tra le opere e i personaggi più famosi accorsi all'inaugurazione.

Un momento vivace per la Capitale, in cui arte, cinema e moda si mescolano volgendo lo sguardo al futuro. 

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Storico dell’arte, archivista e curatore. 

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Cresciuta in una tranquilla città di mare, ho sempre mirato lo sguardo verso orizzonti indefiniti. Poi è arrivata la frenetica e caotica Roma e qui adoro perdermi tra i vicoli e le storie di quartiere. Non riesco a stare ferma, ho bisogno di fare più cose contemporaneamente, sempre credendoci! Sognatrice e idealista, amo mixare le mie passioni: arte, fotografia, poesia, cinema e teatro... altrimenti mi annoio. 

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