Josef Sudek: Topografia delle macerie. Praga 1945

Josef Sudek, macerie di guerra

Fino al 7 ottobre in mostra gli scatti del fotografo che ha documentato i danni della seconda guerra mondiale: 40 immagini inedite sotto forma di nuovi ingrandimenti testimoniano il doloroso passato della città di Praga

Storia e fotografia insieme: discipline che sempre più si interconnettono per una lettura più trasparente degli eventi che hanno caratterizzato il secolo scorso, rendendo fruibile e pubblico l’accesso alle documentazioni e agli archivi. Fino al 7 ottobre il Museo di Roma in Trastevere, con il CSF Adams di Roma insieme al Ministero culturale e l’Ambasciata Ceca in Italia, mette in mostra il celebre Josef Sudek, fotografo ceco del XX secolo con un’esposizione di livello internazionale.

Fotografia come documentazione storica

Topografia delle macerie – Praga 1945 è documentazione, è storia di Praga e dell’Occidente, è un’esposizione fotografica ma anche il frutto di ricerca. «Tre fattori convergono sulla fotografia: essere fonte di storia, esser agente di storia e essere strumento di narrazione. Josef Sudek è un autore enigmatico e affascinante attratto da dettagli che fanno della sua fotografia un unicum e da una tecnica solo apparentemente imperfetta, soprattutto nella stampa. Sa attendere il momento giusto, per diverse ore, a volte per giorni interi», ha affermato il rappresentante del Centro Sperimentale di Fotografia.

La selezione, 40 lastre inedite preservate dall’Istituto di Storia dell’Arte e l’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca in collaborazione il Centro Ceco di Milano, sotto forma di nuovi ingrandimenti, è il risultato del progetto Josef Sudek e la documentazione fotografica delle opere d'arte: dall'archivio privato alla rappresentazione dei beni culturali (Progetto Sudek), nell’ambito del Programma di Ricerca Applicata e dello Sviluppo dell'identità nazionale e culturale.

 

sudek, praga

Josef Sudek: Topografia delle macerie. Praga 1945

La Praga di Joseph Sudek 

Josef Sudek nasce nella città industriale di Kolin, in Boemia, il 17 marzo 1896. Prima rilegatore di libri, poi, dopo la chiamata alle armi per l’esercito austroungarico da cui torna con un braccio amputato, fotografo. Studia, grazie ad una borsa di studio, alla Scuola di Arti Grafiche di Praga, dando vita ad uno stile personale grazie al quale verrà appellato come “il poeta di Praga”.

Il suo destino, umano e professionale, si intreccia con le vicende storiche e politiche di inizio secolo. Nel 1924, comincia il suo studio sulla ricostruzione della Cattedrale di San Vito, grazie al quale pubblicherà il primo libro. Tormentato e instabile, Sudek afferma il proprio stile dopo il 1926, diventando un professionista della luce. Praga, il suo soggetto preferito. Prima maestosa e neogotica, modesta ma elegante, poi città vuota, danneggiata dalla guerra. I monumenti storici di Praga, le sculture disinstallate, i sistemi di sicurezza antincendio e antiaerei, sono il ritratto della distruzione. Dai boschi di Boemia e Moravia, abitati dagli alberi secolari, definiti da lui stesso “giganti dormienti” alle nature morte, alle fotografie cittadine, Sudek documenta e scatta con il banco ottico.

Le sue immagini sono prive di persone, sono giochi di ombre e di silenzio. Da qui, la passione per gli oggetti inanimati, un rapporto che sostituisce le relazioni interpersonali, difficili per un animo inquieto. «Amo la vita degli oggetti, quando i bambini vanno a letto, gli oggetti prendono vita. Mi piace raccontare storie sulla vita di oggetti inanimati», avrebbe affermato il fotografo in un’intervista dell’epoca.

 

sudek, praga

Josef Sudek: Topografia delle macerie. Praga 1945

Le foto di guerra

Nel 1945 è nelle strade della città kafkiana a documentare i danni della guerra. Due gli episodi storici: il bombardamento erroneo di Praga da parte dell’esercito alleato (il 14 febbraio '45) che distrusse l’ala meridionale del centro e la Rivolta di Praga, la quattro giorni che portò pace e liberazione, penalizzando con danni permanenti la Piazza della Città Vecchia e che costò l’incendio dell’8 maggio 1945 da parte delle truppe tedesche.

Nelle sue foto senza titolo, e spesso senza data, Sudek inquadra i particolari interni del Monastero di Emmaus, 150 fotografie di grande formato, il caos e la luce filtrante dal soffitto distrutto, e lo stoccaggio di metalli confiscati nella stazione ferroviaria di Maniny: dieci mila campane per un milione e mezzo di tonnellate di metallo destinato alla fusione per l’industria bellica. In visione, il calendario di Praga, pubblicato dall'editore Václav Poláček nel 1946, dal titolo Perdite culturali di Praga 1939-1946.

 

sudek, praga

Josef Sudek: Topografia delle macerie. Praga 1945

 

«Quando Sudek muore sua sorella ha dato le fotografie all’Istituto e al Museo di Praga e ha diviso il patrimonio. Solo le nostre sono 20 mila fotografie. Ha fotografato tutta la vita!» afferma la curatrice Tereza Koucká. Un lavoro sistematico che, nella poesia delle macerie, non perde di vista la brutalità della guerra.

 

Informazioni

Josef Sudek. Topografia delle macerie – Praga 1945

Museo di Roma in Trastevere

piazza S. Egidio, 1/b

Dal 19 luglio al 7 ottobre 2018 
Da martedì a domenica ore 10:00 - 20:00
La biglietteria chiude alle ore 19:00
Chiuso lunedì 

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Classe '92, leggermente iperattiva. Appassionata alla scrittura sin da piccola, redigevo, per pura pignoleria personale, schede e recensioni dei miei primi libri di lettura. La scrittura poi si è abbinata alla musica. Per comporre un pezzo o per prendere ispirazione. Appassionata amante del rock e prog anni '60 e '70 italiano e straniero, sono collezionista di vinili, unico supporto disponibile nella mia abitazione. Da sempre attiva su tematiche sociali e di pubblica utilità, ho vissuto una lunga esperienza lavorativa nel territorio di Corviale a Roma. Le idee e la creatività non mancano, anzi, corrono ogni giorno. La mia scrivania è sempre coperta di post it e memo. Ma nel cassetto c'è un romanzo (ancora) da completare.  

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