L'Appia è viva tra fotografia e rassegne

Il mito dell'Appia è raccontato attraverso le fotografie d'autore e la storia di una via diventa quella di tutti noi. L'estate si arricchisce inoltre di rassegne a suon di film e jazz

Roma non smette mai di stupire. L’ultimo dei gioielli restaurati nel cuore della Capitale, lungo l’antica Via Appia, è il Casale di Santa Maria Nova, una tenuta immersa nel verde, in un paesaggio stratificato di ruderi sepolcrali, antiche cisterne e terme. Un museo a cielo aperto che si a offre letture plurime: da quella storico-archeologica a quella ecologico-ambientale e socio-culturale.

Appia e foto d'autore

Appia Self Portrait, il mito dell’Appia nella fotografia d’autore, in mostra fino al 30 settembre, è un itinerario articolato e completo. La mostra, curata da Rita Paris insieme Nunzio Giustozzi, Bartolomeo Mazzotta, Ilaria Sgarbozza e promossa dal Parco Archeologico dell’Appia Antica in collaborazione con Electa, ospita una selezione di circa 80 fotografie.

Appia foto autore

Sono documenti che vengono dagli Archivi storici (Alinari, Istituto Luce, The British School at Rome) e documentano una Roma quasi del tutto scomparsa; sono scatti di impronta realistica che forniscono uno spaccato completo della brulicante vita dell’Appia dall’Ottocento fino ad oggi, da Elliott Erwin a Milton Gendel, Pasquale de Antonio e i contemporanei Luigi Filetici e Elina Brotherus. Dal paesaggio agreste e agricolo, popolato di pastori, carrettieri e contadine, alle aggressioni urbanistiche degli anni Quaranta e Cinquanta alla convivenza con le prostitute negli anni Ottanta, la Via Appia è stata lo sfondo di tante sceneggiature, narrazioni e suggestioni.

Come quella di Milton Gendel, la cui immagine è copertina del catalogo prodotto da Electa, che scatta l’ombra di sé stesso nel Parco. Immagini che, dal bianco e nero fino ai colori pigmentati delle stampe contemporanee, assegnano all’Appia la corona della Strada delle strade offrendo approcci autobiografici e cinematografici, grazie al passaggio delle grandi star degli studios di Cinecittà: da Vittorio de Sica a Sofia Loren, Totò e Gina Lollobrigida. 
Il percorso è arricchito da un inedito montaggio di spezzoni di film girati all’interno dell’Area Archeologica: nella torre di avvistamento, grazie alla tecnologia di VERBA- app dedicata ai viandanti digitali inaugurata nel 2015 nell’ambito del progetto di valorizzazione dell’Appia – è diffuso l’ascolto di racconti e personaggi che celebrano la via. È natura nella storia, paesaggio nella civiltà.

appia mostra

Dal tramonto all’Appia è l’appuntamento estivo del Parco Archeologico. Oltre al programma di musica jazz nel sito di Cecilia Metella e al palinsesto per cinefili, fino al 15 luglio nella Villa dei Quintili, “Dal tramonto all’Appia” inserisce il dibattito con il giornalista e intellettuale Antonio Cederna, protagonista postumo del documentario di Milo Adami premiato dal Premio Zavattini 2017. “Fronte sull’Appia” è il ciclo di film che, nell’anno di chiusura del centenario della Grande Guerra, ricordano il Novecento in pellicola, nella dialettica propaganda e critica politica, narrazioni e reportage.

Il sito dell’Appia si rinnova

L’identità visiva del sito istituzionale del Parco Archeologico dell’Appia Antica cambia aspetto e si amplia: un’integrale riprogettazione della segnaletica e pannellistica all’interno del Parco sarà dotata di QR code, che potranno interagire con i visitatori per approfondimenti online; il sito offrirà, attraverso due mappe interattive, una navigazione più dettagliata alla scoperta delle aree archeologiche, dei musei e dei monumenti nel rettilineo. 

Casale di Santa Maria Nova

Il Casale di Santa Maria Nova, con una struttura a due piani, si estende nel V Miglio e confina a sud-est con la Villa dei Quintili, costruita nel II sec d.C. da due fratelli, consoli nel 151 d.C., poi uccisi dall’imperatore Commodo che nel 182 d.C. se ne impadronì. Nei cortili del Casale è stato rinvenuto un diverticolo stradale che anticamente collegava la Via Appia alla Via Latina. Sono basoli di pietra vulcanica dotati di marciapiedi e canalette di drenaggio: una carreggiata larga poco più di quattro metri in cui sono ancora impresse le tracce delle ruote dei carri.  Inizialmente adibito a cisterna e forse mai entrato in servizio come tale, il Casale si è dotato di una torre difensiva e di avvistamento in età tardo romana. Dall’insieme di appezzamenti di terreno e fabbricati per le attività agricole – attestati nel 1208 – passa nelle mani dei monaci Olivetani come luogo di preghiera che mantengono la proprietà fino al 1873. Nel 1950 è il Conte Iacopo Marcello ad incaricare l’architetto Luigi Moretti per la ristrutturazione a carattere residenziale. Il 12 aprile 2006, il sito archeologico viene acquisito mediante trattativa privata dal produttore cinematografico Evan Ewan Kimble. Lo Stato acquisisce la tenuta nel 1985 che, dal 2000, è aperta al pubblico. Il restauro, curato dall’architetto Maria Grazia Filetici, frutto di un grande lavoro di sapienza, ha voluto mettere in relazione storia, natura e paesaggio senza dimenticare la vita urbana che, per secoli, ha popolato la Regina Viarum. I tetti, originariamente a capriate in castagno, sono stati sostituiti da apparecchi in acciaio inossidabile; la rimozione del cemento ha fatto emergere le decorazioni della torre, con un motivo a scacchiera bianco e rosso dell’epoca medievale; è stato mantenuto l’annerimento dei camini e sulle pareti l’intonaco aveva ricoperto le antiche cortine in laterizio, ora riscoperte.

 

Informazioni

Qui tutte le informazioni sulla mostra e il programma completo degli eventi

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Classe '92, leggermente iperattiva. Appassionata alla scrittura sin da piccola, redigevo, per pura pignoleria personale, schede e recensioni dei miei primi libri di lettura. La scrittura poi si è abbinata alla musica. Per comporre un pezzo o per prendere ispirazione. Appassionata amante del rock e prog anni '60 e '70 italiano e straniero, sono collezionista di vinili, unico supporto disponibile nella mia abitazione. Da sempre attiva su tematiche sociali e di pubblica utilità, ho vissuto una lunga esperienza lavorativa nel territorio di Corviale a Roma. Le idee e la creatività non mancano, anzi, corrono ogni giorno. La mia scrivania è sempre coperta di post it e memo. Ma nel cassetto c'è un romanzo (ancora) da completare.  

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