Italian Street Photo Festival

Il primo festival internazionale di Street Photography

Il fotografo di strada è una spia della realtà che con un clic immortala azioni, relazioni sociali, attimi quotidiani inaspettati. Dal 13 al 15 aprile Officine Fotografiche ospita Italian Street Photo Festival: workshop, talk, letture portfolio, photowalks e mostre

Sarà Roma la città che ospiterà Italian Street Photo Festival, il primo festival internazionale di Street Photography, che si terrà dal 13 al 15 aprile. La scuola di Officine Fotografiche, con il patrocinio dell’VIII Municipio, sarà per tre giorni la casa che accoglierà questa manifestazione nei suoi spazi: professionisti e appassionati di fotografia insieme per leggere e raccontare quella che è oggi la fotografia di strada.

Un importante confronto tra la realtà nazionale e quella mondiale di questo genere fotografico con i lavori e gli interventi di 13 fotografi stranieri e 10 italiani. 

Il programma prevede workshop con il fotografo indiano Vineet Vohra e Umberto Verdoliva, uno dei massimi rappresentanti della fotografia di strada del nostro paese, che nel 2017 ha ricevuto dalla FIAF il titolo di Maestro della Fotografia Italiana. Poi ci saranno talk con i maggiori esponenti del settore, letture portfolio (con Richard Bram, Stefano Mirabella, Francesco Sembolini, Alex Liverani, Attilio Lauria e Cristina Paglionico), photowalks e mostre, tra cui quella dei finalisti dei 3 concorsi indetti dagli organizzatori del festival. 

La fotografia di strada

Ma facciamo un passo indietro. La Street Photography è una grande scatola che contiene una moltitudine di storie; è una ricerca visiva tra lo spazio e il tempo, tra le persone che attraversano la vita, compiono azioni, si fermano o semplicemente vivono: è l’immagine delle relazioni sociali.

I più grandi fotografi di fama internazionale, pensiamo a Robert Frank, William Klein, Walker Evans, fino ad arrivare a Vivian Maier scoperta di recente, si sono approcciati alla fotografia di strada grazie all’avvento di macchine portatili e quindi più pratiche, facendo del tempismo e dell’inquadratura due aspetti chiave di ricerca di questo linguaggio.

Vedere e fermare con un clic aspetti e relazioni sociali della quotidianità, a volte con gusto ironico, altre con un intento più drammatico. Un particolare, un’espressione o un’azione, il fotografo di strada è una spia della realtà, come un flâneur vaga per le vie della città, provando emozioni nell’osservare il paesaggio e, con leggerezza si rende invisibile, rendendo però visibile aspetti che l’occhio comune non coglie.

Le composizioni sono libere da formalismi, è concesso tutto, mosso, sfocato, inquadrature storte o tagliate, l’importante è catturare quegli attimi di pathos della vita quotidiana.

Ma la Street Photography ha un predecessore, la Straight Photography (fotografia diretta) che con peculiare capacità racconta la realtà per quella che è, senza artifici e manipolazioni. Ansel Adams, il maggiore esponente della Straight Photography, affermava: «Delle volte arrivo in certi luoghi proprio quando Dio li ha resi pronti affinché qualcuno scatti una foto». Il suo contributo è stato determinante a consolidare nell’immaginario collettivo l’idea della wilderness, ovvero lo stato della mente e del cuore, che segue i principi basati sull’autonomia e purezza della fotografia come linguaggio espressivo.

La Street Photography ne segue i principi, però si pone come obiettivo quello di essere lo specchio della società, quindi ne racconta l’evoluzione e le differenze. Con l’avvento del digitale e di internet e della condivisione, aspetto fondamentale del Festival, la fotografia di strada ha ampliato la consapevolezza di questo genere e dei suoi protagonisti. Si è diffusa rapidamente anche grazie la moltiplicazione di gruppi e pagine sui social network ad essa dedicate.

Lo Street Photo Festival si pone l’obiettivo di mostrare quell’aspetto che la fotografia di strada ha dato e continua a dare, sia attraverso la tecnica fotografica, sia mediante la sua analisi dei contesti sociali. Quali sono le relazioni o abitudini quotidiane? Quali situazione inaspettate si possono trovare in strada? Queste sono alcune delle domande con cui spesso - consapevolmente o inconsapevolmente - si trovano a fare i conti i fotografi di questo settore. 

I vincitori dei 3 concorsi del festival

In occasione del festival verranno esposte le fotografie dei vincitori dei tre concorsi fotografici del festival: Single Photo, Street Photography Series e Single Photo by Phone. Le tre foto vincitrici saranno premiate durante la serata finale ed avranno come premi macchine e attrezzature fotografiche della FUJIFILM, sponsor principale del Festival.

La Giuria è composta da 10 street photographers internazionali e membri dei principali collettivi di street al mondo.

Questi tre concorsi hanno avuto particolare successo perché vi hanno partecipato centinaia di persone da oltre 35 paesi di tutto il mondo. I finalisti sono risultati complessivamente 90 fotografi, di cui 31 italiani.

Le mostre di Street Photography

Le altre mostre in programma nei giorni del festival:

Oktoberfesta, progetto realizzato da 5 fotografi italiani e uno tedesco, in collaborazione con Goethe-Institut Roma (altro importante partner del Festival), durante l’ultima edizione dell’Oktoberfest. Si tratta di un documento su 48 ore di “follie” (situazioni di rivalità e fraternizzazione, disperazione, gioia o aggressività) avvenute nel cosiddetto “weekend italiano”, in cui i connazionali vanno a Monaco di Baviera per partecipare alla Festa.

Underground, racconto fotografico realizzato da Marco Pesaresi nel 1994: un lungo viaggio sottoterra attraverso le metropolitane di New York, Calcutta, Madrid, Tokyo, Parigi, Mosca, Berlino, Città del Messico, Milano e Londra. Il materiale del grande fotografo scomparso prematuramente, è stato messo a disposizione da sua madre – che interverrà personalmente per raccontare il lavoro fotografico del figlio – e dall’associazione Savignano Immagini.

Tavepong Pratoomwong, uno dei fotografi di strada contemporanei più famosi e apprezzati. Tavepong, thailandese e vivente a Bangkok, è diventato negli ultimi anni un riferimento per il suo modo di fotografare, fresco e versatile. «Le sue fotografie funzionano molto bene sia quando cerca giustapposizioni o situazioni surreali e ironiche, sia quando crea immagini complesse, stratificate, molto complesse dal punto di vista compositivo», dichiarano gli organizzatori dell'Italian Street Photo Festival.

 

Informazioni

ITALIAN STREET PHOTO PHOTOGRAPHY

13-15 aprile 2018

Officine Fotografiche - Roma, Via Giuseppe Libetta, 1

Il programma completo è pubblicato sul sito del Festival.

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