Balbetto quando voglio

Si è appena conclusa a Roma la settima edizione del Festival Internazionale del Cinema Patologico. Federico Palmieri, ideatore del Teatro dei Balbuzienti, vince il premio “Miglior Regia” e dedica la vittoria ai suoi ragazzi.

La settima edizione del Festival Internazionale del Cinema Patologico, tenutasi presso la sede del Teatro Patologico di Roma dal 13 al 17 aprile 2016, ha visto la partecipazione di molte associazioni, organizzazioni e istituzioni che da anni si occupano del disagio mentale e sociale. Dario D’Ambrosi, direttore e fondatore del Teatro Patologico, ha presentato con passione ed entusiasmo questa edizione, svoltasi in coincidenza dell’apertura del primo corso universitario al mondo di “Teatro Integrato dell’Emozione”, avviato lo scorso 15 febbraio in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Autore, regista e attore, D’Ambrosi porta avanti da oltre trent’anni la sua personale ricerca sulla follia sviluppando trasposizioni teatrali tra le più interessanti della scena italiana e internazionale.

Le giornate del Festival sono state ricche di eventi e proiezioni, tra cui Non essere cattivo di Claudio Caligari, candidato italiano ai David di Donatello con ben 16 nomination e il docufilm Medos di Dario D’Ambrosi. Domenica 17 aprile è stata dedicata alla premiazione e alla presentazione dei progetti selezionati. Interessanti i commoventi racconti di D’Ambrosi su Ellen Stewar, nota fondatrice del Café La MaMa e l’intervento della giornalista Giovanna Rossiello, che da anni sostiene e incoraggia lo sviluppo di progetti culturali che si occupano di diritti e solidarietà. Il concorso per lungometraggi e cortometraggi di questo Festival è unico al mondo per la sua giuria composta dai ragazzi del corso universitario di “Teatro Integrato dell’Emozione” e dell’Accademia “La magia del Teatro”. Un’iniziativa importante che ha l’intenzione di promuovere il giovane cinema italiano e straniero, creando nuove sinergie e sviluppando un linguaggio cinematografico sempre più specifico che deve sia informare sia sensibilizzare il pubblico su queste tematiche.

In gara, nella sessione cortometraggi, anche il Teatro dei Balbuzienti con Balbetto quando voglio di Federico Palmieri, premiato per la “Miglior Regia”. Il corto narra le vicende di uno studente balbuziente durante un esame universitario; di fronte alle perplessità del docente, lo studente riesce a superare brillantemente la prova dopo aver dichiarato apertamente di essere balbuziente. L’ammettere di essere balbuziente, infatti, è una delle principali difficoltà di chi soffre di questo problema. Solo attraverso il superamento del senso di vergogna il protagonista riesce ad acquisire una maggiore fiducia in se stesso e ad esprimere al meglio le proprie capacità.

 

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Storico dell’arte, archivista e curatore. Iperattiva, sognatrice, ama scrivere e scattare fotografie. Il cambiamento è una costante della sua vita. Raccoglie oggetti per strada, è sempre alla ricerca di nuovi amuleti.