Forgotten al Macro Testaccio

[ph] Paolo Darra

5 artisti portoghesi a Roma. La loro arte urbana in soccorso dei luoghi persi del centro città.
Dal 13 aprile la mostra per raccontare l’intero progetto, al Macro Testaccio.

Da quando ho scritto sui «luoghi abbandonati» giro in rete e noto che i progetti volti a non farli morire definitivamente sono davvero molti.

«Non credevo che fosse un tema così caro». Penso.

Se la fotografia li ritrae nella loro decadenza architettonica, la street art li coinvolge invece in un travolgente lavoro di creatività che non si ferma al murales.

«Forgotten» è l’esempio lampante. E’ un progetto curato da Alessandra Arpino e Hugo Dias che ha visto essere chiamati in causa, da settembre ad oggi, 5 giovani artisti portoghesi tra i più in voga del momento: Diogo Machado, Frederico Draw, Bordalo II,  ±MAISMENOS± e Daniel Eime.

«La scelta del Portogallo non è affatto casuale ma rappresenta piuttosto uno dei primi paesi europei capaci di accogliere la street art come nuova forma d’arte, in grado di cambiare, seppur parzialmente la città».

I luoghi del centro di Roma diventano così poli attrattivi in grado ancora di far parlare di se, sotto un’occhio tutto nuovo, affascinante.

Il progetto si è sviluppato da settembre 2015 e si sta per concludere con una mostra allestita negli spazi del Macro Testaccio in un percorso espositivo che da una parte manterrà la dualità del progetto: da un lato l’esperienza prettamente urbana, improntata su un approccio documentaristico (architettonico e sociologico) e dall’altro la produzione degli artisti.

Sono diversi i luoghi abbandonati di Roma coinvolti, tutti del centro città proprio come succede anche a Lisbona. Ognuno viene invaso da una tecnica diversa che appartiene all’artista.

Diogo Machado in arte ADD FUEL ha debuttato in uno degli edifici del complesso Ex Siar a Piazzale della Marina creando l’opera «This Connection» in un sapiente gioco di stencil e spray in grado di riprodurre quelle famose mattonella della sua terra. Poi è stata la volta, a novembre, della Ex Fabbrica Mira Lanza con Frederico Draw e il suo particolare tributo a Pasolini. A gennaio invece Bordalo II, nella Stazione di San Pietro, si è dato da fare costruendo una testa di agnello usando biciclette rotte, pezzi di auto, pneumatici: un incontro vincente tra simbologia cristiana e arte urbana proprio laddove la linea ferroviaria collega l’Italia alla Città del Vaticano.

I cinema in disuso del centro – Sala Troisi, Metropolitan e Pasquino –  sono stati affidati a Miguel Januário conosciuto come ±MAISMENOS±. Gli ingressi sono stati tappezzati di sigilli, parole scritte dai passanti che hanno potuto usare strisce nere, spray e stencil messe a disposizione dall’artista.

E in queste ora a chiudere gli interventi artistici di « Forgotten» ci pensa Daniel Eime al Mercato di Via Guido Reni per denunciare come il mercato rionale soffre a causa della concorrenza generata dalle grandi catene di distribuzione.  «Il suo lavoro è in grado di stravolgere la peculiarità della tecnica dello stencil rendendo i suoi inconfondibili volti altamente espressivi attraverso una paziente ricerca sul tratto con layers che prevedono il solo uso dei colori bianco e nero, rigorosamente a pennello».

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Per approfondire

Forgotten Project


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Ufficio stampa e account nella vita di tutti giorni, nel tempo libero si abbandona a: viaggiare, cucinare, scoprire “il nuovo del mondo”. Insieme a lui porta sempre il suo smartphone per scattare senza sosta e postare sui social. La macchina fotografica? Ce l’ha, è pure bella, ma è nel cassetto (almeno per il momento).