Fragili Eroi, una collezione d’arte romana

[ph] Cindy Lou

Il Museo Bilotti di Roma, ospita la collezione di Roberto Gramiccia, medico, giornalista, scrittore, che indaga l’arte senza separarla da critica e scienza.

La mostra (catalogo Palombi Editore), è l’occasione per riscoprire le diverse Scuole romane dagli anni Trenta a oggi e capire cosa spinga a creare un proprio patrimonio artistico.

Nel caso di Gramiccia è il desiderio di conoscenza, non mera avidità di possesso, ma volontà di comprendere i saperi altrui. Quasi che possedere un’opera sia come appropriarsi del pensiero del suo creatore, portandoci a svelare una qualche verità più alta. Sofferenza diffusa, è la risposta che Roberto Gramiccia ha trovato nei suoi fragili eroi, artisti noti e meno noti esposti in più di ottanta pezzi. Un insieme d’immagini eterogenee che dialogano tra loro sulla base dell’approccio ideologico-filosofico con cui sono state collezionate, un pensiero già in parte anticipato nel libro «Fragili Eroi, ritratti d’artista» (edizione Derive Approdi 2009, prefazione di Mario Monicelli).

La mostra dà inoltre la possibilità di visitare con ingresso gratuito, l’installazione «Noor» di Bizhan Bassiri, l’artista di Teheran di cui ha da poco inaugurato una personale al Macro Testaccio.

Il Museo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, troppo spesso dimenticato dai romani, una bomboniera dentro il parco difronte alla Casina del Lago, offre non solo una importante collezione permanente in particolare dedicata a Guttuso, ma anche un edificio d’innegabile fascino e valore storico. Nel cuore verde della Capitale.

Fragili Eroi. Storia di una collezione. Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese. Roma 11 febbraio – 10 aprile

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