I Love GAI premia i giovani talenti del cinema

Food for thought di Davide Gentile, vincitore del concorso 2016
Food for thought di Davide Gentile, vincitore del concorso 2016

Raccontare una storia coinvolgendo il pubblico e portandolo in un altro mondo e dentro altre vite in pochi minuti è quasi una magia. Il Concorso per giovani autori italiani I love GAI ha regalato tutta la sua magia al Festival del Cinema di Roma.

Tutti quelli che, come me, sono cresciuti a pane ed Mtv conoscono bene la differenza tra una carrellata di belle immagini, curate, patinate e spesso iconiche, e un vero e proprio racconto cinematografico. Alcuni dei video clip più famosi degli ultimi trent’anni sono passati alla storia quasi quanto le canzoni che avrebbero solo dovuto “accompagnare”.

Chi non si ricorda il video di esordio dei norvegesi a-ha o quello passato al mito di The wall dei Pink Floyd solo per citarne due che hanno unito racconto, tecnica, innovazione e capacità di affascinare lo spettatore? Per tutti noi è assolutamente chiaro quanto talento sia necessario per scrivere, girare e produrre un grande film che però si sviluppa in pochi minuti. Perché per rendere memorabile una storia, un personaggio o un sentimento non servono centinaia di ore di fiction, serve piuttosto quel talento che solo alcuni autori e registi fuori dal comune hanno.

Sono numerosi i festival dedicati ai cortometraggi (che io preferirei chiamare film come tutti gli altri) in tutto il mondo e proprio da alcuni di questi sono emersi quelli che poi in seguito si sono rivelati grandi registi, uno fra tutti Quentin Tarantino. Ma un concorso per gli autori “giovani” (possono partecipare solo coloro che hanno meno di quarant’anni) e italiani come I Love GAI ancora non esisteva ed è per questo che il progetto di Siae è ancora più interessante e coraggioso.

L’idea alla base di I Love GAI coincide con la vocazione della Siae – Società Italiana degli Autori ed Editori: offrire ai giovani nuove opportunità per valorizzare e promuovere il loro talento artistico. Il concorso, nato nel 2015, è dedicato ai registi italiani e ha l’obiettivo di creare una nuova relazione tra creatività, produzione e industria cinematografica, favorendo anche lo scambio con i produttori e, aspetto non trascurabile, con il grande pubblico.

I diciannove giovani autori sono stati scelti tra oltre trecento partecipanti al concorso dal comitato di selezione di I Love GAI che ha valutato numerosi aspetti delle loro produzioni dando però un peso particolare all’originalità dei contenuti.

Dopo il successo del concorso 2016 svoltosi a Venezia durante la 73a Mostra del Cinema, I Love GAI ha portato i suoi registi all’XI Festa del Cinema di Roma, in partnership con la Fondazione Cinema per Roma, per offrire un’ulteriore importante occasione di visibilità ai giovani autori italiani.

Il cortometraggio premiato vincitore del concorso è il bellissimo film di Davide Gentile Food for Thought, molto originale come soggetto (il pericolo mortale di un’alimentazione non sana) ed estremamente curato come produzione e regia, con interessanti citazioni pulp. Ma le opere meritevoli erano moltissime e così la giuria del concorso ha scelto di premiare con una menzione speciale anche altri titoli: 113 di Luca Maria Piccolo (con Angelique San, una protagonista fuori dal comune), A lu cielu chianau di Daniele Greco e Mauro Maugeri (con un cast di quasi soli bambini), e infine Agosto (dolcissimo manifesto per il rispetto degli animali e della libertà) di Adriano Valerio ed Eva Jospin.

Personalmente sono rimasto affascinato anche dalla storia del rapporto malato tra un padre (interpretato da un intenso Max Tortora) e il suo unico figlio raccontata in Non senza di me di Brando De Sica, e da Haircut di Virginia Mori, film di animazione (unico in gara) originale e onirico.

Il curioso ed entusiasta pubblico romano giunto numeroso all’Auditorium Parco della Musica ha potuto assistere anche agli altri titoli in concorso: La Smorfia di Emanuele Palamara, A vuoto di Adriano Giotti, Finché c’è vita c’è speranza di Valerio Attanasio, Quello che non si vede di Dario Samuele Leone, Dear Susie di Leopoldo Caggiano, Tierra Virgen di Giovanni Aloi, Il potere dell’oro rosso di Davide Minnella, Io non sono grande di Naike Anna Silipo, Svanire di Angelo Cretella, Black comedy di Luigi Pane, Giorni marziani di Vito Palmieri.

Tra tutti questi autori di I Love GAI ci sono certamente i nuovi talenti del cinema italiano e molti altri emergeranno nella prossima edizione del concorso.

 

 

 

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Creativo nel lavoro e anche nelle piccole cose della vita. Disegna da sempre, scrive in ogni momento libero per dare sfogo alla curiosità. Se avesse la bacchetta magica renderebbe il mondo un po’ più queer.