Kentridge e Roma, odi et amo, un concerto per “Triumphs and Laments”

Triumphs and Laments Performance_Aprile 2016 (ph) Sebastiano Luciano
Triumphs and Laments Performance_Aprile 2016 (ph) Sebastiano Luciano

Per il Natale di Roma sulle banchine del Tevere si potrà ascoltare un’ora e mezza di musica in omaggio al Poema di Kentridge, un’opera fatta di strati di memoria e “pezzi” di città (tag incluse).


Kentridge e Roma è una storia d’amore lunga con alti e bassi. È passato un anno dall’inaugurazione del fregio Triumphs and Laments tra ponte Sisto e ponte Mazzini e – in coincidenza con il Natale di Roma – Roma Capitale, il Teatro dell’Opera e Tevereterno Onlus presentano un tributo canoro all’artista: ottantacinque cantanti del coro, due pianoforti e cinque percussioni.

Il fregio lungo 550 metri dell’artista sudafricano William Kentridge (di cui avevamo già parlato) racconta la storia di Roma per episodi, dalle glorie alle vergogne, dallo sfarzo alla miseria. I disegni preparatori erano stati esposti al Macro e, quando l’opera scomparirà, saranno sempre i disegni a tenerne traccia, per così dire. Oltre ovviamente alle foto scattate da turisti e romani.

Il poema per Roma, nato “in levare” utilizzando la città stessa, è diventato il supporto per tag e scritte che di artistico hanno molto poco ma che, ci piaccia o no, sono un linguaggio. Kentridge ha lanciato un appello sperando che le scritte venissero rimosse. Se le aspettava, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica e ha aggiunto «è una processione di figure della storia di Roma dall’oscurità alla luce, con ritorno nell’oscurità. Il fatto che l’opera sia destinata a sparire fa parte del suo concetto. Ma non così». Si è trattato di uno sfregio o di un’interazione prevedibile e non necessariamente da demonizzare? Su questo la città si è divisa. La street art sta a un bivio, un po’ si istituzionalizza e un po’ vuole tornare all’epoca dei duri e puri, certo è che la strada non è un luogo neutro per dipingere ed esporre. L’opera in questione, poi, usa gli strati del tempo, del passaggio di corpi e auto, memorie che si sovrappongono: i tag sono un altro strato, forse incivile ma pur sempre urbano.

Al di là delle polemiche, nella serata di sabato, le figure del poema prenderanno nuovamente vita, se l’inaugurazione fu una processione accompagnata da musiche con l’intrecciarsi di ombre ai disegni, questa volta è la musica ad essere protagonista: in uno show di circa un’ora e mezza ascolteremo, Cantata per Soprano e coro, dal secondo atto della Tosca di Giacomo Puccini, Te Deum per Baritono e coro dal primo atto della Tosca di Giacomo Puccini e Carmina Burana di Carl Orff nella versione per solisti, coro, due pianoforti e percussioni.

Questa iniziativa fa parte della rassegna Racconti di Trionfi e Lamenti promossa da Tevereterno Onlus. Il Tevere, simbolo della città, sarà da oggi in poi tutelato dal nuovo Ufficio speciale Tevere che valorizzerà il fiume nel suo tratto urbano con manutenzione, sviluppo e tutela delle acque e delle aree spondali. 

L’appuntamento è sabato 22 aprile, ore 18 sulle banchine del Tevere tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini.

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