La grande pittura di Boille

[ph] Yuliya Galycheva

Ci lamentiamo continuamente della nostra grande, caotica, eterna Roma: troppo rumore, troppi ritardi, troppi turisti, troppi politici e troppa poca memoria.

Ci lamentiamo perché siamo cittadini viziati e ingrati. Passiamo vicino ai grandi monumenti della Roma imperiale senza neanche guardarli, perché troppo occupati a guardare le foto di altri monumenti su Instagram e siamo annoiati dalle tante vetrine del centro che ci propongono sempre gli stessi oggetti, gli stessi accessori, le stesse immagini fotografiche di modelli e modelle stereotipate, e riproduzioni di opere d’arte che erano state concepite come pezzi unici. Tutte cose che possiamo vedere (e lo facciamo) anche sul nostro cellulare sfogliando il nostro Facebook.

Per fortuna a volte tutta questa attenzione rivolta allo schermo del nostro piccolo (o enorme) smartphone ci fa sbagliare strada e ci fa capitare dove forse non saremmo andati, nonostante proprio su Facebook ci avessero segnalato che qualcosa di interessante sarebbe accaduto.

A due passi dal maestoso e quasi pulito Colosseo, un gruppo molto numeroso di persone si accalca in una piccola Galleria. Sono uomini e donne di età variabile tra i 9 e i 90 anni che si salutano in modo molto affettuoso, con qualche stretta di mano e anche qualche bacio delicato, sguardi che si incrociano e piccoli sospiri, sospiri che non è facile interpretare.

Nella Galleria Arte e Pensieri, tutti cercano di guadagnare un posto in prima fila, con calma e rispetto, per poter ammirare le straordinarie opere esposte. Sono numerose e di varie dimensioni.

Alcune hanno colori sgargianti e pochi segni al centro, segni di straordinaria semplicità e forza espressiva. Ci sono anche tele dai colori più tenui e altre talmente ricche di segni e colori da far tornare alla mente il barocco, anche se in teoria, stiamo ammirando opere di uno dei grandi nomi dell’arte informale.

In questo luogo sono esposti quasi 50 anni di arte e di ricerca pittorica. Sembrano poca cosa rispetto agli anni del grande anfiteatro che è a pochi metri, ma sono tutta una vita, una lunga esistenza dedicata alla pittura, solo e unicamente alla pittura.

Tutti i presenti sono qui per rendere omaggio a Luigi Boille, scomparso da un anno, invitati dal gallerista Bruno Aller, suo grande amico, e dalla moglie Nicole Boille. Molti artisti e nomi importanti della cultura italiana, come Guido Strazza e Tullio De Mauro, raccontano aneddoti e ricordi. Boille era un uomo schivo e profondo. Il suo ricordo è ancora vivo nella memoria di coloro che lo hanno conosciuto, amato, collezionato e ricoperto di gloria, almeno nelle critiche, piene di ammirazione e paroloni, che lo hanno accompagnato durante la sua lunga carriera, costellata di viaggi, cambiamenti, incontri importanti e impregnati di pittura.

Vi consiglio di visitare questa galleria e di approfittare dell’occasione per ammirare alcune delle opere d’arte più rilevanti del grande Luigi Boille. Prendetevi un po’ di tempo, guardatele con calma, anche da vicino. Provate a ripercorrere l’evoluzione della sua arte. Se tra tante opere concettuali, rarefatte, contemplative, vi capiterà di scorgere il ritratto di un giovane ragazzo, avrete trovato uno dei pochi autoritratti di un grande artista italiano.

 

Luigi Boille

La pittura: un linguaggio in divenire.

Opere dal 1945 al 2015

Galleria Arte e Pensieri

Via Ostilia 3a, Roma

Aperta al pubblico dal mercoledì al sabato dalle 16 alle 20.

 

 

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Creativo nel lavoro e anche nelle piccole cose della vita. Disegna da sempre, scrive in ogni momento libero per dare sfogo alla curiosità. Se avesse la bacchetta magica renderebbe il mondo un po’ più queer.