Lo zoo di Borges e la matita di Quarello: c’è un mondo di meraviglie in biblioteca

Con rigore manualistico impariamo a conoscere l’Ourobos, il Bahamut, il Simurg, il Borametz e giochiamo a scomporre le simbologie per portare alla luce significati nascosti, leggi invisibili nella realtà quotidiana.


Quando ha sfogliato per la prima volta Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero, Maurizio Quarello era ancora un bambino con la passione per il disegno. Trent’anni dopo, torna a far visita a quel mondo meraviglioso con l’esperienza e le capacità di uno degli illustratori italiani più affermati sulla scena internazionale. E questo mondo è visibile alla Biblioteca Nazionale centrale a Castro Pretorio.

Torinese di nascita e formazione, Quarello si occupa di editoria per l’infanzia dal 2004 e grazie ai suoi lavori ha ottenuto riconoscimenti e realizzato mostre personali in Italia, Francia, Spagna, Belgio, Portogallo e Germania. Il suo incontro con il surrealismo letterario di Borges sembra realizzarsi in completa leggerezza, quella stessa leggerezza con cui Borges ama intrecciare il suo linguaggio. Il feeling, insomma, c’è ed è palpabile.
Non è tutto: le trenta tavole a matita realizzate da Quarello sono state trasformate in oggetti tridimensionali grazie ai ritagli minuziosi e alla precisione chirurgica dell’architetto pop-up Luigia Giovannangelo. Il prodigio dell’architettura pop-up è tutto in un disegno che diventa, in un colpo solo, più autentico e più irreale: da un lato aumenta la corporeità dell’illustrazione, dall’altro assume la giocosità dei libri pop-up per i più piccoli.

Borges, del resto, ha fatto della combinazione fra cultura alta e cultura popolare la propria cifra stilistica e Manuale di zoologia fantastica non fa eccezione.
Le descrizioni delle sue creature meravigliose seguono un serioso ordine alfabetico, sono ricche di dettagli, testimonianze fittizie, riferimenti eruditi e toni enciclopedici che rendono l’opera irresistibilmente divertente. Con rigore manualistico impariamo a conoscere l’Ourobos, il Bahamut, il Simurg, il Borametz e giochiamo a scomporre le simbologie per portare alla luce significati nascosti, leggi invisibili nella realtà quotidiana eppure presenti e attive nelle nostre menti.
Borges mescola mitologia occidentale e orientale, Plinio, Esiodo, Erodoto e su tutto sparge la sua pura fantasia. Inventa coordinate nuove, costruisce intorno al lettore un mondo governato dagli oggetti tipici del surrealismo: l’infinito, lo specchio, il labirinto. Tempo e spazio sono concetti appena tratteggiati, pallidissime manifestazioni di un senso di realtà che si scioglie lentamente nell’abisso fluido della vita onirica. È Borges stesso a evidenziare il limite delle coordinate spazio-temporali e infatti scrive:

«l’immaginazione umana sorge in epoche e latitudini diverse».

La psiche umana esiste da quando esiste l’uomo e la stessa cosa vale per le sue creature, immutabili nei secoli, nelle culture e nel linguaggio, effigi di paure, di desideri e di fantasmi che accomunano l’umanità intera. La matita di Maurizio Quarello rende giustizia alle parole vivide di Borges, rispettando quella combinazione tra divertimento infantile ed eco scientifica che definisce il suo modo di fare letteratura.
La mostra Borges, Bestie, Carte, organizzata da CoopCulture e ospitata dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma fino al 31 marzo, è un’autentica sferzata di vita per lo sguardo annoiato del cittadino contemporaneo. Perciò non stupitevi se, terminato il vostro viaggio con l’entrata nel children’s corner, dando uno sguardo alle pareti in ardesia ricoperte di disegni e scritte faticherete a distinguere gli adulti dai bambini.

 

Borges, Bestie, Carte.
Dal 3 Febbraio al 31 Marzo 2017.
Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.
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Per approfondire

CoopCulture mostra


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Dopo aver conseguito la maturità classica, Laura Lobello decide di iscriversi alla facoltà di Lettere e Filosofia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Nel 2015 si laurea in Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione con una tesi sulla poetessa americana Anne Sexton. Ama l'arte, la poesia e i libri di fiabe.