Minimum fax, da dodici anni consigli di lettura nel cuore di Trastevere

«La conoscenza del settore e delle sue difficoltà ci spinge a dare spazio e attenzione a prodotti culturali di valore che altrimenti sarebbero ignorati dalla grande distribuzione e questa è una nostra prerogativa»

 


La minimum fax (tutto minuscolo) è una piccola libreria indipendente nel cuore di Trastevere, è uno spazio accogliente dall’atmosfera unica in cui nuove ispirazioni sono a portata di sguardo. Dentro, tra gli scaffali c’è aria di novità e perdersi tra i titoli è davvero facile. Una volta entrati la frenesia della città si ferma e il rumoroso  via vai delle gente che percorre via della Lungaretta verso Piazza Santa Maria in Trastevere, rimane fuori la porta. Allo stesso tempo, dall’esterno, sono in molti a fermarsi davanti alla vetrina e a cercare nei titoli dei libri un suggerimento che la minimum fax sa prontamente dare.

La libreria esiste da quasi dodici anni, da quando nel 2005 ha aperto in un locale dalla lunga e trentennale storia continuandone la tradizione. Anche se piccola è diventata un punto di riferimento per il meraviglioso rione in cui si trova e le dimensioni dello spazio sono davvero ininfluenti di fronte alla vasta e mirata possibilità di scelta tra narrativa italiana e straniera, saggistica, controinformazione, fumetti, classici, storia e spettacolo (musica, cinema e teatro) oltre a tutto il catalogo della casa editrice Minimum Fax di riferimento. 

La libreria mantiene una linea identitaria particolarmente marcata soprattutto per l’attenzione rivolta alle realtà indipendenti, ai suoi autori emergenti e alle esigenze di un pubblico che, seppur di nicchia, non smette di cercare le ultime novità. A farci da guida tra i libri di questa attivissima libreria indipendente, Andrea Esposito, il direttore della minimum fax che ha risposto alle nostre domande. 

Come reagisce una libreria come la vostra alla crisi dell’editoria e da questa situazione c’è un vantaggio che si può trarre?

«Noi abbiamo deciso di interpretare la crisi del settore in un’altra prospettiva: guardiamo all’aumento dell’offerta e della qualità dell’offerta. In un momento in cui per un cliente è sempre più facile avere accesso a scontistiche e ad una sempre più ampia quantità di offerta, noi cerchiamo di specializzarci e di puntare sulla qualità. Cerchiamo di dare ai nostri lettori sempre un nostro consiglio, tracciando un percorso che ci permetta di avvicinarci a loro e di aiutarli nella scelta». 

La libreria è molto attiva e settimanalmente vengono organizzati reading con gli autori e presentazioni. Quanto è importante per voi il confronto con i lettori?

«In momento in cui un libro può arrivare direttamente al lettore attraverso vari canali, come internet, il nostro servizio punta a fare del libraio un tramite. Cerchiamo di portare i lettori allo scrittore, l’editore a conoscere nuovi autori, insomma, vogliamo essere promotori di nuove proposte da far arrivare concretamente alla conoscenza dei nostri clienti».

Essere editori aiuta a creare una rete di pubblico più reattiva e predisposta alla lettura e all’acquisto?

«Una parte dei soci fondatori della libreria fa parte della casa editrice minimum fax. Questo ha portato, sicuramente, ad avere un certo tipo di riguardo per l’offerta delle piccole case editrici e per le piccole realtà indipendenti. La conoscenza del settore e delle sue difficoltà ci spinge a dare spazio e attenzione a prodotti culturali di valore che altrimenti sarebbero ignorati dalla grande distribuzione e questa è una nostra prerogativa».

La libreria dedica grande attenzione al fumetto e alla letteratura per bambini, quali sono i motivi?

«Questi settori con il tempo stanno crescendo e stanno avendo il riconoscimento che meritano. Il fumetto sta ottenendo sia un importante e positivo riscontro di critica che un grande successo di pubblico, cosa che, forse, in passato non era così evidente. Anche quello della letteratura per bambini, poi, è un settore su cui ci piace e vogliamo investire. Il motivo principale è che in questi ambiti il libro resta libro e non può essere sostituito da supporti non fisici: un e-book di graphic novel o un e-book di narrativa per bambini perde la sua natura, per questi generi il tatto e la vista restano ancora fondamentali. C’è un altro motivo che ci spinge ad investire in questi settori: è attraverso questi generi che abbiamo la possibilità di conoscere giovani realtà, proposte nuove e artisti bravissimi con i quali è divertente lavorare e sperimentare».

La minimum fax è situata in una zona storica e attivissima della città, che rapporto si è instaurato tra la libreria e il cittadini del rione?

«Cerchiamo di unire due tendenze tipiche di ogni libreria. Da un lato siamo una libreria di quartiere, di catalogo che svolge in qualche modo la funzione di biblioteca dove deve esserci il classico, dove deve esserci quel libro che chiunque può cercare e deve trovare, dall’altro siamo una libreria di proposte e vogliamo avere una forte identità ponendo la nostra attenzione sui marchi indipendenti. La nostra, poi, è l’unica libreria rimasta adesso in zona. Abbiamo quotidianamente incontri con le realtà radicate del rione, però i nostri clienti sono tra i più svariati e provenienti da ogni parte del mondo. Siamo poi aperti ogni giorno dalla mattina alla sera e quindi veniamo in contatto con ogni tipo di lettore e di non lettore. Questo influenza il nostro lavoro e la scelta del nostro catalogo».

 Cosa ci consiglia per le prossime letture?

«A me è piaciuto molto Appunti da un bordello turco di Philip Ó Ceallaigh per la Racconti Edizioni. Un libro di racconti anche molto acidi a tratti, scritti dalle dalle periferie europee e dalle periferie del resto del mondo. In questo libro c’è un attenzione ed una cura ad certo di tipo di sguardo sul reale che a me piace molto. Poi finalmente hanno tradotto Sátántangó, il libro di László Krasznahorkai per la Bompiani. Questo è un libro bellissimo, al suo interno ci sono tantissime cose, c’è Bernhard, c’è Kafka... sì, lo consiglio!».

Se dovesse scegliere un libro che racconti la Capitale quale sarebbe oppure che titolo dovrebbe avere? 

«Un libro che racconti la Capitale? Ce ne sono molti in realtà. Io credo che Roma non smetta mai di interrogare gli scrittori. E questo è bello ed importante perché con i suoi controsensi, con le sue contraddizioni ma anche con le sue fortissime caratteristiche continua ad essere uno stimolo in questo momento, specialmente in questo momento. In ogni periodo di crisi Roma è ancora più interessante perché ti permette di guardarla con altri occhi e di conoscerla in altri modi. Non credo che possa darti un solo titolo per Roma, il bello è che viene descritta tante volte per tutte le sue contraddizioni». 

 

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