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Open House Roma aperta e gratuita

Open House Roma avrà luogo questo week end, aprendo al pubblico centinaia di siti non solo storici e pubblici, ci sarà spazio, anche per luoghi insoliti, abitazioni private, edifici moderni, alcuni ancora in costruzione, il tutto gratuitamente.

Questo fine settimana indossiamo le scarpe da ginnastica e vestiamoci di curiosità, si camminerà se ne avrete voglia, e ne varrà la pena, è il week end Open House.

Cos’è Open House?

Il sito ufficiale Open House World Wide recita: «Open House is a simple but powerful concept: showcasing outstanding architecture for all to experience, completely for free

Noi vi raccontiamo la versione italiana, Open House Roma, che da cinque anni anima la città per un solo (ahinoi), week end, aprendo gratuitamente centinaia di edifici storici e moderni, pubblici e privati, contemporanei e ancora in costruzione, raccontando la continua evoluzione del patrimonio architettonico della città e cercando di dare una visione approfondita di quanto è accaduto e accade.

Immaginiamo dei novelli Ragazzi del muretto della Generazione Y, che cinque anni or sono, fuori una delle facoltà di Architettura capitoline, si sono domandati perché un evento come Open House, che annovera trenta città nel mondo, tra le quali Londra, dove nacque il progetto, New York, Barcellona, Dublino, Oslo, Tel Aviv, fino all'Australia e Melbourne…
...Non potesse avere un’edizione nostrana e luogo in una delle capitali, checché ne dicano i detrattori, tra le più importanti al mondo per storia, arte, architettura ivi inclusa quella moderna e più innovativa, oltre che per millenaria stratificazione. Si trattava come scriveva Goethe, di «cominciare adesso» perché «il coraggio ha in sé genio, potere e magia», e la vicenda di Open City Roma lo dimostra, l’associazione culturale creata da questi ragazzi, giovani architetti e non solo, che sta dietro al progetto.
Questa la versione romanzata a romantica della storia, che in verità cela un enorme e professionale lavoro di squadra, svolto da ragazzi e ragazze nella maggioranza al tempo ancora ventenni, i quali sono riusciti a coinvolgere importanti partner pubblici e privati e il Comune di Roma, oltre a centinaia di volontari, tra studenti, professori, architetti o anche solo appassionati. Grazie a loro oggi è possibile questa iniziativa.

Open House Roma 2016, forte di un alto livello di preparazione dal punto di vista della conoscenza architettonica e storica della città e grandi capacità di comunicazione e di promozione, territoriale e digitale, ha numeri da mal di testa. Solo per buttare giù delle cifra, oltre ai trentamila e rotti contatti, per esempio, su Facebook, nel 2015 ha aperto gratuitamente più di centocinquanta edifici, insieme con oltre cinquanta eventi collaterali, per più di settantamila visite gratuite, poiché questa ne è la principale essenza, dare l’opportunità ai cittadini, primi fra tutti, e a chiunque lo desideri, di riscoprire le eccellenze storico-artistiche e architettoniche, comprese quelle più sperimentali, il tutto come dicono gli americani: for free.
Aggiungiamo che quest’anno esordisce Open House Milano, cui da ariete ha fatto negli anni precedenti l’edizione romana, che con Milano è in dialogo sinergico, tanto che le due associazioni dietro ai rispettivi appuntamenti, hanno fatto in modo di organizzarli in contemporanea. Ecco una tangibile espressione di come volontà, preparazione e ingegno, uniti a un ottimo prodotto, gratuitamente fruibile per il grande pubblico, siano una scommessa vinta in partenza.
Già udiamo i soliti ultrà da tastiera, sì, è vero, problemi di vario genere non sono mancati nella storia di questo evento, e non sempre per responsabilità diretta degli organizzatori, da visite disdette all’ultimo momento a un esubero di prenotazioni rispetto alla capienza di determinati luoghi, complice pure l'assenza di tempo per accontentare tutti, si tratta infondo di un unico week end l'anno. Sono aghi in un pagliaio, per giunta se considerati alla luce delle immense difficoltà di coordinamento che richiede una città come Roma, siamo onesti, e riconosciamo il talento altrui, che corrisponde anche a un circolo virtuoso, poiché parte integrante del successo dell’iniziativa, è la risposta e la partecipazione attiva delle realtà coinvolte, che mettono a disposizione (gratis), i loro spazi.

Racconta il Direttore, Davide Paterna, che Open House Roma è: «Una descrizione del patrimonio architettonico che vuole dare ragione della sua essenzialità all’interno della vita e dello sviluppo della comunità urbana» .

Aderiscono tra gli altri, e molti già dalla primissima edizione, noti studi di architettura, atelier di artisti, fondazioni, abitazioni e uffici pubblici e privati, istituti di cultura e palazzi storici, scoperti per insolite vie come la possibilità della visita alla Chiocciola di Villa Medici, oltre ad aperture straordinarie di siti quali la Fontana di Trevi e la Fontana dell’Acqua Paola. Quest’anno, si legge nel comunicato, sono oltre centosettanta le realtà coinvolte di cui il 50% sono nuovi siti. La guida della città proposta dalla presente edizione, mostra una mappa che si dipana in diverse aree identificate per tema quali Città della conoscenza, luoghi preposti alla conservazione e promozione della ricerca e della cultura come la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana progettata dallo studio 5+1AA o le Biblioteca dell’Accademia dei Lincei e Biblioteca Hertziana. I temi AbitareArchitettura del quotidiano danno accesso a oltre venti tra edifici residenziali, spazi di lavoro, luoghi di culto, e cantieri come la sede BNL gruppo BNP Paribas che, assieme alla Stazione Tiburtina e le Residenze Città del Sole, contribuirà alla riqualificazione di una delle “porte” della città. A raccontare chi ha voglia di fare a Roma, sarà l’area Factory e Produzione creativa che riguarderà i distretti creativi e produttivi della città, spesso frutto di un progetto di riconversione; da Pietralata al Mandrione, da Portuense ad Ostiense, da San Lorenzo al Pigneto e Primavalle. Avrà anche spazio, una sorta di Roma sotterranea con la sezione Attraversare la storia che dal sottosuolo dell’Auditoria di Adriano, a quello del rifugio antiaereo celato nelle fondamenta del Palazzo Uffici all’Eur, racconta la storia di Roma e in parte italiana, attraverso la sua stratificazione urbana. Non possono mancare per illustrare la città, le aree tematiche dedicate agli Spazi di moda, in collaborazione con Alta Roma, e al cibo con Bed&Food, che comprenderanno scuole di moda, ristoranti e hotel tra i più particolari. Open House Roma promuove inoltre attività tutto l'anno, non solo volte alla scoperta del patrimonio architettonico, ma anche iniziative di formazione e divertimento. 

Cercate la guida nei bar, ristoranti e diversi info point, oppure sfogliate il fitto programma online e regaliamoci questo viaggio nell’architettura di Roma, che, seppure ultimamente sempre più umiliata, soprattutto nel suo decoro, può ancora essere affascinante, di valore. Avventuriamoci con entusiasmo in questa giungla cittadina, dove non esiste solo stratificazione, ma anche spessore e alcuni animali urbani si sono adattati al suo difficile habitat.

 

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