Qualche minuto di silenzio

Sense Sound / Sound Sense un progetto espositivo che prendendo spunto dalla lezione di John Cage indaga il rapporto tra la musica e il movimento Fluxus, in mostra all'Auditorium Parco della Musica a Roma

È il 1952 quando nella Maverick Concert Hall di Woodstock, nello stato di New York, David Tudor si siede al pianoforte e inizia a non suonare il brano 4'33" di John Cage: una composizione di tre movimenti completamente muti. Ma fu davvero silenzio? Il compositore voleva dirci esattamente il contrario. Quel giorno il suono fu emesso eccome ma non dal pianoforte bensì dall'ambiente circostante, apparentemente impercettibile. Fruscii, passi, ticchettii, rumori del corpo. Everything we do is music secondo Cage.
Con quella esibizione si stavano sovvertendo le regole dell'ascolto e l'attenzione si spostava su altri oggetti. Una vera rivoluzione estetica che fu amata ma anche molto criticata perché faceva passare come opera d'arte il lavoro non intenzionale di un autore, come i quadri bianchi di Robert Rauschenberg, altro grande artista contemporaneo, da interpretare in base alla luce ogni volta diversa.

Dunque, gli oggetti parlano. E dunque, è lecito pensare che forse gli oggetti hanno un'anima, che talvolta tra l'altro è anche simpatica.
A questo proposito vale la pena ricordare l'episodio della partecipazione di Cage nel 1959 alla trasmissione Lascia o Raddoppia in veste di esperto di funghi, come viene raccontato nel sito del John Cage Trust. L'autore, che si trovava in Italia per una collaborazione con la Rai e il compositore Luciano Berio, presentò alcuni suoi brani non convenzionali come Water Walk, in cui faceva suonare pentole, un frullatore, una vasca da bagno, una paperella di gomma, sotto gli occhi attoniti ma divertiti di Mike Bongiorno. Al termine dei cinque interventi in trasmissione, più che un pubblico convinto Cage si portò a casa una vincita di cinque milioni di lire.

In queste settimane fino al 2 luglio, all'Auditorium Parco della Musica di Roma è in corso una mostra che consente l'esperienza dei lavori di Cage e di altri artisti che hanno seguito la sua lezione nell'ambito del movimento Fluxus. Si tratta del progetto Sense Sound / Sound Sense voluto da Fondazione Bonotto e Fondazione Musica per Roma e dedicato al rapporto di Fluxus con la musica. Gli artisti che orbitarono nel network Fluxus provenivano anche dalle arti visive e dalla poesia ma mutuarono da Cage il nuovo modo di interpretare la musica e di 'rappresentarla' tramite performance teatrali, in linea con l'esecuzione di 4'33". Il punto di partenza dell'influenza di Cage furono le lezioni che il compositore tenne alla New School for Social Research di New York tra il 1956 e il 1960 alle quali presero parte alcuni degli autori in mostra all'Auditorium. Ma sono presenti le opere di altri grandi nomi come George Maciunas, Walter Marchetti, Nam June Park, Yoko Ono, Charlotte Moorman.

Sense Sound / Sound Sense focalizza l'attenzione sull'approccio di Fluxus alle partiture e sull'attività di scardinamento della notazione musicale dalle logiche della categoria musica. Ascoltando il suono della Terra che ruota, per esempio, come suggerisce Yoko Ono, entriamo nel regno dell'Intermedia, una pratica di decontestualizzazione e fusione delle arti, dove la creazione artistica non più è un oggetto ma un processo di cui possiamo essere artefici anche noi. In quest'ottica l'esperienza estetica smette di essere elitaria e diviene accessibile a tutti. Il progetto è ricco di percorsi multimediali, opere concettuali, sculture sonore, strumenti atipici, manifesti e vale bene una visita (tra l'altro gratuita). Ma consigliamo vivamente di munirsi di due condizioni: la disposizione ad andare oltre la superficie delle cose e soprattutto la voglia di ascoltare più a fondo.
« Se ci si vuole opporre all'ordine vigente è cosa saggia, appena si presenta l'occasione, provocare il CAOS » Walter Marchetti.

Sense Sound / Sound Sense
Auditorium Parco della Musica, Roma
Fino al 2 Luglio 2016

 

https://www.youtube.com/watch?v=JTEFKFiXSx4 https://www.youtube.com/watch?v=gXOIkT1-QWY

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Si occupa di editoria da tanto e ascolta musica da sempre. Ha lasciato Roma per Milano per dire che vive tra due città. Una canzone: Edge of Seventeen di Stevie Nicks. Una parola: pizza. Il suo blog personale è 6 canzoni prima di colazione.

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