Richter Fine Art e i colori "immersivi" di Zanbagh Lofti

"È stato forse ieri" è l’occasione per visitare questo nuovo spazio nel cuore di Roma e osservare l’ultima parte della produzione artistica di Zanbagh Lotfi. L’artista, nata nel 1976, si è formata prima a Teheran e successivamente in Italia.


A pochi passi da Castel Sant’Angelo ha inaugurato, a ottobre, un nuovo spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea. Il merito è di un giovane collezionista, Tommaso Richter, trent’anni e molta passione. Proprio la passione e l’intraprendenza lo hanno portato a ristrutturare un’antica bottega di un fabbro al numero 3 del vicolo del Curato e trasformarla in una galleria su due piani.

«Aprire oggi uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea può apparire forse un azzardo, ma è lo sbocco naturale del mio percorso» afferma Richter, che l’arte l’ha respirata fin da bambino in quei vicoli della Capitale, galeotto fu lo spazio dedicato all’antiquariato gestito dalla famiglia e che attualmente si trova al portone accanto. Una sorta di prosecuzione quasi fisiologica dell’attività che dall’arte antica arriva ai giorni nostri. 

Ad inaugurare la Galleria Richter Fine Art, una collettiva di cinque artisti, tutti pittori: Silvia Argiolas (1977), Dario Carratta (1988), Luca Grechi (1985), Emilio Leofreddi (1958), Giuliano Sale (1977), dal titolo Non amo che le rose che non colsi, citazione di un verso di Guido Gozzano ne I Colloqui del 1911.

La mostra è stata continuamente animata da visitatori, collezionisti e turisti che hanno orbitato intorno alla galleria per tutta la durata dell’evento. Dopo il grande successo del primo evento Richter Fine Art dà il via alla nuova stagione 2017 con È stato forse ieri, la personale della pittrice iraniana Zanbagh Lotfi. Una scelta che riconferma la direzione già presa dal gallerista, che intende «lo spazio come un “laboratorio” di sperimentazione attorno ai linguaggi della pittura» e che per la sua prima personale sceglie una donna dalla forte carica espressiva. Una nuova scommessa per Tommaso Richter che non ha paura di portare nuove ventate nel clima romano. 

Questa di Lotfi è la prima personale capitolina, la sua è una pittura molto potente che irrompe sulla tela e allo stesso tempo trattiene e fa perdere tra le macchie di colore che lentamente si definiscono dinnanzi allo spettatore. Saverio Verini, curatore della mostra, definisce la sua pittura - in un dialogo riportato nel catalogo tra lui e Christian Caliandro: «Avvolgente, non c’è praticamente uno spazio che non sia occupato dal colore, non un centimetro di tela che non sia conteso dalle forme». Una definizione che trova d’accordo anche il critico Caliandro, curatore del catalogo, il quale rispondendo a Verini afferma:

«Ospitale è uno degli aggettivi che userei anche io per la pittura di Zanbagh Lotfi, insieme a immersiva.

Un'immersione su più livelli: quello della pittura, che ti risucchia e ti rassicura al tempo stesso; e quello di una memoria ricreata e raccontata che riesce a fondere autobiografia e storia collettiva, dimensione individuale e comune».

È stato forse ieri, è l’occasione per visitare questo nuovo spazio nel cuore di Roma e osservare l’ultima parte della produzione artistica di Zanbagh Lotfi. L’artista, nata nel 1976, si è formata prima a Teheran e successivamente in Italia, presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove vive e lavora.

In mostra, fino al 21 marzo, una serie di dipinti, di diverse dimensioni – Memory Vague di cui buona parte realizzati appositamente per la Richter Fine Art, dove colore e immagine si contendono lo spazio della tela, dando origine a rappresentazioni vorticose e inquiete. Il gallerista sembra aver fatto centro ancora una volta visto il cospiquo numero di persone che si sono presentate anche all’ultima inaugurazione, probabilmente il coraggio di scommettere su nuovi artisti, ancora non molto noti nel panorama capitalino, sta ripagando il giovane collezionista. 

La mostra è aperta fino al 21 marzo 2017 (Orari: dalle 13.00 alle 19.30 dal martedì al venerdì e il sabato dalle 09.00 alle 20.00).

 

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Sono nata il 14 febbraio del 1988 a Roma. Da bambina sognavo di fare l'artista, ma fortunatamente mia madre ha sempre cercato di dissuadermi. L'arte è sempre stata il motore della mia vita, e anche se non avevo le qualità per creare vere opere, ho deciso di studiarla, sponsorizzarla e raccontarla. Dopo la laurea in Storia dell'arte, mi sono trasferita a Londra. Qui ho scoperto il fantastico mondo del mercato dell'arte e mi sono introdotta nel campo delle vendite. Ora vivo a Roma, una città che ha ancora molto da offrire per chi vuole scoprirla, la mia passione, soprattutto per l'arte contemporanea, mi porta a partecipare a diversi eventi, mostre e performance, che amo documentare e condividere con chi ha voglia di leggere i miei articoli.

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