Roma accoglie 23 giovani artisti spagnoli: la città, tra modernità e storia, attraverso i loro occhi

Alla Real Academia de España sono stati presentati i progetti dei giovani artisti, tutto sarà pronto per il 22 giugno: fumetti, dipinti e un racconto della Capitale attraverso uno sguardo differente.


Vedere Roma con gli occhi dello straniero. Non quelli del turista, da sempre attratto dalla pomposa magnificenza dei suoi monumenti, ma dall'ottica dell'artista che è in grado di osservare la città nel profondo, oltre al manufatto architettonico, pittorico e simbolico. È la fortunata esperienza che 23 artisti spagnoli stanno vivendo grazie alla Real Academia de España di Roma che ha messo a loro disposizione spazi, tempo e aree di co-working per realizzare le proprie opere da un punto privilegiato della nostra città: il Gianicolo e il Tempietto di San Pietro in Montorio del Bramante.

Istituzione ormai solidamente radicalizzata sul territorio romano, la Real Academia de España dal 1873 s'impegna ogni anno nella formazione culturale di giovani e meno giovani ragazzi spagnoli che riescono, anche grazie ai numerosi significati che ogni angolo di Roma riesce a offrire, a creare propri progetti e sfruttare al massimo il trampolino di lancio per proiettare le proprie opere a livello internazionale. Dalla pittura all'architettura, passando per la fotografia, la moda e il cinema i 23 fortunati ragazzi spagnoli stanno portando avanti i propri progetti in vista dell'esposizione finale del prossimo 22 giugno, cercando di catturare e far propria l'essenza della città per rimescolarla al proprio stile.

Tra i protagonisti di questa "avventura romana" c'è Tyto Alba, pittore e fumettista che ha scelto di utilizzare il fumetto per rappresentare la sua visione della città eterna mescolata a quella raccontata cinematograficamente da Federico Fellini. «Con i miei fumetti voglio raffigurare la Roma che il grande regista ha mostrato nelle sue pellicole», ha raccontato l'artista spagnolo a Ril.

«Questa città mi piace molto perché l'ho trovata molto simile a quella delle pellicole dell'ultimo Fellini e amo pensare di riuscire a disegnarla all'interno di una storia fatta di immagini, volti, vicoli e tutto ciò che regala».

[caption id="attachment_8814" align="alignleft" width="231"] Tyto Alba[/caption]

Se Tyto Alba tenta di raffigurare la nostra città nella sua più immediata parvenza, c'è chi come Santiago Lara sta portando avanti un progetto pittorico dal nome "Catábasis":

«Il mio è un viaggio sotterraneo, ma non inteso nel senso del substrato urbano di Roma, ma nel senso più profondo e metaforico del termine. Un po' come il viaggio descritto da Dante Alighieri, le opere su cui sto lavorando vogliono rappresentare un Inferno contemporaneo»

ha raccontato il giovane pittore. E Roma lo ha aiutato a trovare quegli elementi artistici che ne hanno arricchito il patrimonio culturale ed artistico  e a portare avanti la propria opera: «Ho girato molto la città, non solo i monumenti più comuni, ma anche le Catacombe e tutta la zona artistica meno prossima al centro città. E tutto ciò ha, in un certo senso, completato il mio percorso».

Dello stesso parere è un altro giovane pittore Santiago Giralda che però, a differenza del suo collega, ha scelto la tematica del viaggio a Roma.

«Questa città è da sempre stata la culla della cultura ed è stata la tappa fondamentale di tantissimi artisti del passato. Roma è un panta rei della cultura e rende l'uomo piccolissimo di fronte alla sua magnificenza».

L'ambizione di Giralda è quella di rappresentare Roma nel suo presente: «Il mio progetto artistico è di rappresentarla nel suo oggi, mettendola a confronto e in contrasto con le sue caratteristiche del passato».

L'influenza della storia dell'arte romana è il fondamento su cui si basa la Real Academia de España e altri due giovanissimi ragazzi stanno sfruttando al meglio le influenze culturali della nostra città. Si tratta di Dea Gómez e Diego Omil, in arte i Los Bravù. Come il lavoro portato avanti da Tyto Alba, la loro esperienza si basa sul fumetto. Per la mostra finale del 22 giugno presenteranno 3 volumi dove sarà evidenziato un ritratto generazionale europeo attraverso le differenti realtà femminili presenti a Roma.

«Cerchiamo di rappresentare tutto quello che la contemporaneità ci mette di fronte: da Internet, alla realtà virtuale che fa superare i propri limiti. Facciamo tutto questo grazie a Roma che unisce la modernità allo stile classico e rinascimentale dei suoi monumenti. Uno stile che stiamo provando a fare nostro e a trasferirlo sui nostri lavori».

Una commistione di generi, stili e tecniche che Roma è in grado di consigliare, ispirare e - soprattutto - accogliere.

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Romano di nascita, romano «de Roma Sud» d'adozione. Classe 1988, giornalista professionista dal 2015 con la passione per... un po' tutto. Dallo sport - amore giovanile, attuale e senile - al cinema, alla musica, passando per la sempre affascinante cronaca cittadina. Dovevo fare l'ingegnere informatico, ma un paio di occhiali da nerd non hanno mai ingannato il sogno di scrivere. E poi, a me, le cose semplici non sono mai piaciute.

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