"Uno, due...aggiudicato al signore in prima fila!" Diario di un frequentatore di aste a Roma

Una panoramica sul mondo delle vendite di opere d'arte e le migliori case d'asta attive a Roma. Consigli utili a chi ha intenzione di partecipare per la prima volta ad un'asta. Ecco cosa conviene comprare e a chi rivolgersi.


«Millecinquecento per il signore in fondo»

«Uno due...uno due….siamo a mille e cinque, ci sono altre offerte

«Ho milleottocento online»

«Abbiamo un’offerta al telefono. Duemila»

«Signori…..questi comò venti anni fa si vendevano a quindici milioni...»

«Ho visto la sua offerta qui in prima fila… siamo a due e cinque»

«Qualcuno offre duemila e otto

«Uno due… uno due... aggiudicato al signore in prima fila a duemilacinquecento»

Queste parole, pronunciate in frenetica sequenza, vengono recitate dal banditore. Si sente quindi risuonare, tra i mormorii e i commenti, il colpo del martello che elegge il vincitore tra i contendenti del lotto e permette di passare a quello successivo.

Partecipare ad un’asta è un evento curioso ed eccitante, nel quale collezionisti di ogni sorta si danno battaglia per aggiudicarsi l’oggetto su cui hanno posato il proprio interesse. La vendita all’incanto è una pratica di antica tradizione, affermatasi con regolarità nei paesi fiamminghi nel XVII secolo, divenendo poi per l’aristocrazia europea un’opportunità di svago e di affermazione sociale – si legga, ad esempio, il passo de Il Piacere in cui Gabriele D’Annunzio ci porta all’interno di un’asta romana della fine dell’Ottocento.

Quella del banditore è una figura vitale e di estrema importanza, poiché ha il compito di dirigere lo svolgersi della vendita all’incanto analogamente ad un direttore d’orchestra: sempre padrone della situazione, attento e vigile. Ed infatti a lui è riservato un posto privilegiato e specifico, in piedi su una posizione rialzata, così da essere ben visibile e a sua volta poter avere una panoramica completa della sala. Consapevole del valore di ogni singolo oggetto, a lui viene richiesto di far sfoggio dell’ars retorica per far raggiungere ad ognuno di essi il prezzo di aggiudicazione il più alto possibile. Ovviamente ogni banditore ha un suo modus operandi, un suo approccio alla vendita, una propria originale modalità di interfacciarsi con i potenziali acquirenti. 

Come si svolge un'asta. Ogni casa d’aste solitamente raggruppa degli oggetti che hanno una loro intrinseca affinità, per poi metterli all’incanto all’interno della propria sede dove si radunano curiosi e collezionisti. All’evento si partecipa gratuitamente, anche se in alcuni casi occorre registrarsi per avere assegnato un numero di paletta che identifica ogni partecipante al banditore nel caso si vogliano fare offerte. Ogni oggetto presentato alla vendita è di solito accompagnato da una stima, in gergo chiamata forchetta, che ha lo scopo di fornire a chi è interessato un’idea approssimativa e non univoca del suo valore. Dal prezzo di partenza, solitamente il 20% circa in meno della stima minima, il banditore fa partire le offerte, decidendo in fieri di quanto far crescere quest’ultime. Se per esempio se un oggetto parte da mille euro, il banditore può decidere di far aumentare ogni offerta di cento euro fino a quando raggiunge i duemila, per poi far partire i rilanci a cinquecento euro ognuno. Può capitare che quando un oggetto raggiunga un prezzo di aggiudicazione esponenzialmente superiore rispetto alla stima iniziale, e che quindi ha causato una battaglia serratissima, in sala parta un applauso per magnificare il risultato.

Quello della tornata è però solamente lo step finale di un lavoro intrapreso mesi prima: il risultato di ricerche e di studi che gli specialisti di ogni settore svolgono per assicurare la riuscita della vendita. Il primo passo è quello di selezionare gli oggetti da poter mettere all’incanto, che poi verranno divisi in tornate diverse a seconda della loro caratteristica tecnico/funzionale ed epoca (dipinti antichi, arte contemporanea, gioielli ecc.). A questo scopo oramai quasi tutte le case d’asta indicono delle giornate di valutazione, che sono gratuite e confidenziali. Lo specialista, che si presume abbia una competenza maturata nel corso degli anni, si fa una prima idea su ciò che gli viene proposto e fa una stima iniziale circa il suo valore (a cui deve fare seguito anche un lavoro di indagine approfondito). Successivamente viene redatto un catalogo con tutte le informazioni necessarie (contatti, condizioni di vendita e acquisto) e le foto degli oggetti, accompagnate dalla relativa stima e da una breve descrizione. I cataloghi sono oramai consultabili anche online, corredati da foto sempre più dettagliate e ad alta definizione, oppure si possono prendere gratuitamente durante i giorni di esposizione. L’esposizione è la vetrina che permette di visionare dal vivo gli oggetti e si svolge genericamente la settimana precedente all’asta. 

Le case d’asta svolgono un lavoro di mediazione tra il potenziale venditore - che è il vero cliente - ed il potenziale futuro acquirente. Poiché il profitto della casa d’aste viene ricavato dalla percentuale del prezzo finale a cui viene aggiudicato l’oggetto (hammer price), si capisce perché il banditore deve far sì che quest’ultimo venga venduto ad una cifra il più alta possibile. Ed infatti tra i frequentatori delle aste circola un detto, secondo cui chi si aggiudica l’oggetto lo fa pagandolo più di quanto gli altri contendenti erano disposti a pagare. Così potrebbe sembrare che all’asta si acquistino gli oggetti sovrapagandoli. In realtà, se si agisce con consapevolezza, si possono fare dei veri affari, perché la tornata è un evento transeunte, che appartiene alla categoria del qui e ora. Si possono quindi trarre dei vantaggi dal fatto che non siano presenti altri collezionisti interessati al nostro oggetto, o che essendosi aggiudicati altri oggetti non dispongano del budget necessario per concorrere con noi.

Chi voglia partecipare ad un’asta per la prima volta dovrebbe seguire questi consigli: il primo è quello di recarsi sempre alle esposizioni perché gli oggetti vanno visionati di persona. Gli oggetti possono non corrispondere fedelmente alle foto e bisogna sempre sincerarsi del loro stato di conservazione. Sarebbe necessario anche svolgere delle ricerche più approfondite sull’oggetto per il quale si vorrebbero fare delle offerte, il che permette di porsi in una posizione di vantaggio rispetto ai potenziali concorrenti. Il secondo consiglio è quello di acquistare ciò che vi piace, che vi attira e affascina, anche se si ha come finalità ultima quella dell’investimento. Se infatti un oggetto dovesse non rivalutarsi molto nel tempo, avreste comunque qualcosa che appaga il vostro senso estetico, di cui difficilmente vi pentireste.

Cosa si può acquistare alle aste. Fondamentalmente di tutto. Le aste rappresentano per il collezionista ciò che il negozio di caramelle rappresenta per un bambino. Ma anche per chi non ha specifiche tendenze collezionistiche, o non è appassionate d’arte, le aste possono essere un buono strumento per arredare la propria casa con mobili antichi o di design, per trovare la lampada giusta per la propria scrivania o per regalare un gioiello d’altri tempi.

Sebbene le due principali case d’asta del mondo, Christie’s e Sotheby’s, operino in primis a Londra e a New York, dove si muove il maggiore mercato dell’arte con fatturati milionari, a Roma le occasioni per vivere quest’esperienza non mancano di certo. Per via della valenza storico-artistica della nostra città, ciò che va per la maggiore sono indiscutibilmente dipinti e mobili (specialmente del Settecento e Ottocento), ma vengono proposte regolarmente anche vendite di orologi, gioielli, ceramiche, arte e design del Novecento. La più antica casa d’aste romana per radicamento sul territorio è Babuino, fondata oltre quarant’anni fa da Vincenzo e Antonio de Crescenzo e situata nella centralissima via dei Greci 2/a. A qualche civico di distanza da questa storica sede si è da poco affacciata sul mercato la casa d’aste Arte Roma Auctions, nata dalla volontà di Tito Brighi di mettersi in gioco dopo anni di esperienza maturati nel mercato e nell’antiquariato.

La casa d’aste che offre anche un’ottima cornice artistica, e che ultimamente si sta imponendo per volume e qualità di vendite, è Minerva Auctions, fondata nel 2012 ed ospitata nello storico Palazzo Odescalchi (Piazza SS.Apostoli 80). Di più antico retaggio e prestigio è la casa d’aste fiorentina Pandolfini, voluta nel lontano 1924 dal Cavelier Luigi, che nel novembre dell’anno appena trascorso ha deciso di ampliare il suo raggio d’azione aprendo una nuova sede nella nostra città, precisamente in via Margutta 54, sotto la direzione di un nome noto tra gli storici dell’arte: Ludovica Trezzani, affermata studiosa e allieva dell’immenso Giuliano Briganti.

Per concludere, sono da menzionare anche Arcadia Aste, in corso Vittorio Emanuele II 18 e la decentrata Colasanti (via Aurelia 1249), che però propone anch’essa pezzi di un certo interesse grazie all’esperienza di uno staff familiare arrivato ormai alla terza generazione.

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