Viterbo tra forma e segno

Non solo Roma è in grado di ospitare mostre di rilievo internazionale, la Tuscia si dà lustro con l’esposizione Tra Forma e Segno, presentando settanta opere d’arte moderna, alcune per la prima volta in Italia.

Non solo Roma è in grado di ospitare mostre di rilievo internazionale e con artisti riconosciuti, la Tuscia si dà lustro con un’esposizione Tra Forma e Segno, come recita il titolo, presentando settanta opere d’arte moderna alcune per la prima volta in Italia, esposte in cinque sezioni, Tra segno e materia, Geometrie dello spazio, Nuove Iconografie, Tra mito e ricerca della forma e Tra natura e paesaggio. I nomi sono importanti, Modigliani, Fontana, Carrà, Rosai, Campigli, Gentilini, Baj, Schifano, Music, Mondino, Cassinari, Morlotti, Boetti, Santomaso, Vedova, Busignani-Reffi, Rotella, Birolli, Tancredi, Dorazio, Castellani, Perilli, Accardi, Cucchi, Chia, Pizzi Cannella, oltre a Keith Haring di cui a documentarne la sua presenza in Italia, sarà esposto un grande acrilico.

L’originale iniziativa, promossa e organizzata dal Comune di Viterbo, sarà inaugurata sabato nel ristrutturato Ex Mattatoio di Viterbo.

Le opere provengono dalla combinazione di collezioni pubbliche come la Repubblica di San Marino e quella privata della Società Scudo Investimenti di Modena.

Nella presentazione della mostra, si legge il riferimento all’enfant du pays, inteso in termini sportivi come il corridore che nel ciclismo, quando giunge nel suo paese di nascita, cerca non solo di mostrarsi, ma possibilmente di vincere la tappa. A Viterbo, l’enfant du pays si riflette non come giudizio, ma come merito geografico con l’esposizione, oltre ai grandi nomi già citati, di sette artisti contemporanei che con questa terra s’identificano per nascita o per lavoro.

In mostra, senza pretendere di essere imparziali, si affacciano le sette personalità contemporanee dai linguaggi diversi e tuttavia armonici di Sophie Savoie, Federico Paris, Jan Incoronato, Arialdo Miotti, Massimo De Giovanni, Davide Dormino e Pasquale Altieri, messi in dialogo con i grandi maestri del Novecento, un volano utile per interpretare la direzione verso la quale si muove oggi la ricerca artistica della Tuscia e allargando gli orizzonti, italiana.

Il filo conduttore è l’ampia regione tra Toscana e Roma, un vasto territorio che da sempre è patria e fonte d’ispirazione per straordinarie e inconsuete realtà artistiche. Oggi diviene un nobile pretesto per stimolare la curiosità culturale, dando visibilità a una realtà a volte sopraffatta dalla moltitudine di offerta espositiva romana. Il tutto coincide con un’ottima occasione, anche per una gita fuori porta in una delle località dal punto di vista paesaggistico e storico, più belle e interessanti della terra laziale.

A Maggio, inoltre, a Viterbo sarà la volta della Biennale di Arte dedicata quest’anno a Shakespeare.

1915-2015 TRA FORMA E SEGNO. Dipinti da due inedite collezioni d'arte. Viterbo, Ex Mattatoio, 19 marzo – 29 maggio 2016

 

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