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Il cinema dello spaghetti western si trasforma in factory della cultura

Dietro a due saracinesche arrugginite si nasconde un grande spazio inutilizzato. È stato un cinema negli anni gloriosi del western e poi una prestigiosa scuola di danza. E adesso vuole ritrasformarsi in factory della cultura per rianimare Pineta Sacchetti. Ril ne ha parlato con Lorena Ercolani una delle organizzatrici della riapertura.

Il cinema Colorado di Pineta Sacchetti dai primissimi anni '60 ha proiettato film della commedia italiana, soprattutto il western. Proprio qui nelle sale del Colorado venne proiettata la prima del celeberrimo Per un pugno di dollari e, a seguire, tutto il filone dello spaghetti western.

Una programmazione che alternava alla più bella produzione cinematografica di tutti gli anni '60 e '70 film italiani e stranieri,che è andata avanti fino agli inizi degli anni '80 quando la sala subì la crisi del cinema italiano e si trovò costretta a spegnere i proiettori. A distanza di trent’anni l’ex cinema è pronto a riaprire le porte, ma questa volta, lo farà senza schermi.

Urban Arts Project e Pinacci Nostri, con il sostegno del progetto Macine, l'osservatorio sui cinema dismessi di Roma, e la lungimiranza della proprietà, riapriranno per due giornate evento che offriranno un primo assaggio di quello che presto diventerà il cinema. L'ex Colorado  ha l'ambizione di diventare una vera e propria factory per l’arte, il cibo e la socializzazione di qualità, dove tutte le discipline artistiche troveranno ospitalità per essere praticate ed esibite. Per capire meglio di cosa stiamo parlando Ril ha intervistato Lorena Ercolani, organizzatrice di questa rinascita.

Cosa rappresenta l’ex cinema Colorado nella memoria della gente del posto?

L’ex Cinema Colorado, è collocato in una via molto stretta - in via Clemente III - di un quartiere molto simile a un paese, lì vicino al tempo c’era anche un bar e dunque è facile immaginare che fosse un punto di aggregazione molto importante.

Infatti durante questi giorni di preparativi, molto intensi, è stato un continuo di persone di quaranta, cinquanta o anche sessant’anni e più, che con occhi sognanti ci dicevano «Ah quanti ricordi». 

Nella memoria della gente del posto l’ex cinema Colorado rappresenta la vita, i ricordi, i tempi in cui si viveva di più la strada.

 

E dopo la chiusura del cinema nei primissimi anni ‘80, cosa ne è stato dello spazio?

Dopo la chiusura del cinema, lo spazio è stato preso da Lidia Turchi, sorella di Enzo Paolo Turchi. personaggio televisivo degli anni' 80 e '90, che ha trasformato la galleria e la platea in due grandi sale, facendone una scuola di danza di formazione ballettistica. In questa scuola si sono formati i più importanti ballerini della scena televisiva, come la Russo o la Cuccarini.

La scuola forniva l'80% dei ballerini italiani ai più grandi varietà delle prime serate. In questa scuola si è formato anche il giovanissimo Luca Tommasini, diventato ormai icona della danza moderna nelle sue espressioni più evolute. Parliamo di una scuola molto produttiva a livello professionale per i ballerini romani, ma non solo.

 

Invece quando e come ha iniziato a prendere forma il progetto della factory che inaugurerà il 20 e 21 maggio?

Il progetto ha iniziato a prendere forma due anni fa. Io avevo lasciato il mondo della danza professionale che mi portava ad essere sempre in giro per l’Europa, lasciata quella professione, mi sono presa un anno sabbatico per ricominciare dalla vita, come dire, vera.

E nel mio quartiere in quel periodo, prendeva vita un movimento artistico, Pinacci Nostri, l’arte dal basso. Un’associazione che nasce dall’esigenza di creare un senso di appartenenza al quartiere. Il nostro quartiere, infatti, non ha un nome, siamo davanti la pineta sacchetti, siamo la Primavalle storica, ma non abbiamo un’identità precisa. Per i nostri figli, che cominciavano a chiedere informazioni sulle loro appartenenze, abbiamo deciso di usare la street-art per riprendere consapevolezza dei nostri luoghi. Ma  poi l'arte si è connessa alla danza, alle performances in strada e a tutto quello che era l’arte urbana.

E poi?

Un giorno, camminando nelle vie del quartiere, ho visto queste serrande chiuse ossidate dal tempo, e un’insegna che diceva Studio 1. Era l’insegna della vecchia scuola di danza e mai avrei immaginato che lì dentro ci sarebbero stati 800 mq di storia e di arte.

Tramite l’aiuto della gente del posto mi sono messa in contatto con la proprietà, un’agenzia di teatri e cinema che ha preferito lasciare chiuso lo spazio piuttosto che darlo alla ristorazione o a slot machine, Bingo o supermercati. Mi hanno spiegato che loro volevano che rimanesse nell’ambito culturale, infatti hanno apprezzato molto il mio interessamento, ma il prezzo era molto alto. Non avevo molti soldi ma avevo la sicurezza che quello poteva essere un posto per l’arte, quella poteva essere la casa giusta per varie espressioni artistiche. Così ho proposto alcuni progetti di eventi e  da lì gli artisti di arte urbana mi hanno sostenuta e mi hanno fatto credere di potercela fare e finalmente siamo arrivati alla fine, anzi sarebbe meglio dire all’inizio. 

 

Cosa sarà dell’ex cinema Colorado dopo la due giorni di sabato e domenica?

Dal momento in cui l’evento sarà concluso, abbiamo intenzione di tirare giù le serrande per poterle rialzare il prima possibile in giugno. Vorremmo cominciare a mettere a posto lo spazio per performance, spettacoli di tutti i tipi. Ci piacerebbe proporre residenze artistiche e dare spazio a tutti coloro che hanno qualcosa da dire. 

Abbiamo destinato una sala alla formazione danza alle attività per i più piccoli. Sarebbe bello poter accogliere l’orchestra del quartiere che da anni ormai si esibisce nella palestra della scuola, ospitare mostre, letture di poesie. Vorremmo ridare un posto dignitoso all’arte che sia d’ispirazione per chi vuole viverne o goderne. 

 

 

 

 

Programma (ingresso libero)

Sabato 20 maggio 2017

10:00-13:00 - Laboratori per bambini

14:30-15:15 - Incontro con il Centro SPRAR Zero in Condotta ed il loro progetto "EspressIOnismo"

15.15-16:00 - Presentazione del fumetto “Lee Sergic” di Mauro Sgarbi

16:00-16:30 - Concerto dell’Orchestra della scuola IC Capozzi

16:30-19:30 - Performance, Proiezioni, Danza, Teatro

19:30-23:30 - Concerti, con la partecipazione straordinaria di Claudio Santamaria

 

Domenica 21 maggio 2017

Dalle 15:00 a chiusura - Live painting a supporto del progetto “Su!le serrande”, per sostenere i negozi di quartiere. Altre sorprese ed interazioni artistiche

16:00-17:00 - Corteo itinerante delle bande della Murga di Roma nel quartiere, da piazza Pio IX al Colorado

17:00-18.30 – “La periferia dell'arte”, dibattito a cura di Fabio Benincasa su alcuni progetti di "arte dal basso": Morandi a colori, Muracci Nostri, P.A.T. e Pinacci Nostri

19:30 - Performance di Monika Pirone MK e Mino Curianò

21:00 – Chiusura

 

 

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Sono nata il 14 febbraio del 1988 a Roma. Da bambina sognavo di fare l'artista, ma fortunatamente mia madre ha sempre cercato di dissuadermi. L'arte è sempre stata il motore della mia vita, e anche se non avevo le qualità per creare vere opere, ho deciso di studiarla, sponsorizzarla e raccontarla. Dopo la laurea in Storia dell'arte, mi sono trasferita a Londra. Qui ho scoperto il fantastico mondo del mercato dell'arte e mi sono introdotta nel campo delle vendite. Ora vivo a Roma, una città che ha ancora molto da offrire per chi vuole scoprirla, la mia passione, soprattutto per l'arte contemporanea, mi porta a partecipare a diversi eventi, mostre e performance, che amo documentare e condividere con chi ha voglia di leggere i miei articoli.

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