Katherine Persichetti © ICP

Hidden Narratives, la fotografia futura

Hidden Narratives: l'esibizione di fine anno degli studenti dell'International Center of Photograph di New York, una scuola di fotografia che promuove lo studio delle nuove tecnologie di produzione digitale. In mostra nella grande mela fino al 6 agosto i progetti dei fotografi del futuro

Narrare attraverso la fotografia

Oggi navighiamo oltreoceano (in senso virale) per parlarvi della mostra Hidden Narratives presentata dall’International Center of Photography di New York. L’evento sarà visibile fino al 06.08.17 e mostrerà i lavori di fine anno degli studenti del One Year Certificate Diploma in Fotogiornalismo, Fotografia Artistica e Narrativa New Media.

Attraverso le varie tecniche di rappresentazione fotografica (tra cui anche video, sound, scrittura e multimedia) agli studenti è stato richiesto, esplorando con realismo e immaginazione, di narrare storie personali o di rappresentare in modo esaustivo e con diversi punti di vista temi di grande attualità.

Il titolo Hidden Narratives è stato scelto per evidenziare una situazione personale o sociale non vista della condizione dell’uomo contemporaneo. Ciascuno studente ha interpretato attraverso il proprio linguaggio visivo, lo stato attuale celato o d’isolamento (volente e nolente) dell’uomo, su di un piano sia individuale che collettivo. Seppur con un tema comune, le foto esposte sono tra loro molto diverse, ed è questa la forza dell’espressione visiva, lo scegliere un proprio codice personale di comunicazione e utilizzarlo in modo acuto. La mostra presenta difatti un collettivo di fotografie potenti e al contempo molto intime.

Curata da Susan Carlson, Claartje van Dijk e Joana Cardozo, l’esibizione ospiterà i lavori di 77 neo-laureati dell’ICP, uno dei più importanti istituti a livello mondiale per l’insegnamento e la rappresentazione della fotografia e delle arti visive.

I New Media all'ICP 

La scuola, che si trova nel pieno centro di New York (proprio dietro Times Square) fu fondata nel 1974 da Cornell Capa, fratello del rinomato fotografo e reporter Robert Capa, per dar valore a un’arte ai tempi considerata nuova e per confermarne la dote non solo artistica ma anche divulgativa, dato che un mezzo come la fotografia è capace addirittura di mutare il pensiero sociale. La scuola nasce come completamento professionale al Museum of The International Center of Photography che ha negli anni ospitato le opere dei più grandi maestri della fotografia mondiale, tra cui Avedon, Cartier-Bresson o Ansel Adams.

Durante l’anno accademico si analizzano aree inerenti la fotografia quali lo studio di diversi scenari, delle comunità culturali, delle relazioni e della psiche umana, tutto volto ad una rappresentazione più completa e profonda della narrativa visiva.

Il programma, come accennato, prevede tre specialistiche e ognuna di queste ha come comun denominatore di voler rafforzare il linguaggio personale e professionale dello studente, insegnandogli tecniche e discipline proprie del mondo artistico contemporaneo.

Una speciale attenzione è volta nel corso di studio alle nuove tecnologie di produzione digitale, per donare ad ogni alunno un bagaglio necessario per competere in un mondo sempre più rapido e in costante evoluzione.

Siccome vogliamo dar visibilità a questi giovani fotografi talentuosi, elenchiamo di seguito tutti i nomi degli alunni presentati alla mostra:

Kinuko Esther Asano, Arda Asena, Bego Aznar, Mandira Bahl, Matthew Bernucca, Bella Brancifort, Tracy Burton, Mengwen Cao, Astrid Sofía Chacón B., Jazmin Chase, Ta-Lei Chou, Edoardo Cozzani, Caroline Cuse, Todd R. Darling, Sharon Draghi, Eva Ermert, Ximena Etchart, Ye Fan, Jhila Farzaneh, Olivia Fernandez, Nicole Gangi, Vanessa Garcia, Geraldine Hope Ghelli, Troels Haahr Graugaard, Gabriele Griseri, Ezgi Güler, Anna Haines, Omar Harbi, Yifan Huang, Victor Jolley II, Monica Jorge, John Michael Kilbane, Patcha Kitchaicharoen, Tachpasit Kunaporn, Esteban Kuriel, Cecilia Lagerman, Barbara Lanata, Candice Ching Lau, Camille Le Falher-Payat, Dani Lessnau, Na’ama Batya Lewin, Muzi Li, Ana Luísa Matos, Tess Meggett, Anna S. Minzer, Bruna Moreira, Alexandra Sanchez Nyqvist, Matias Wieland Oliveira, Tomi Omololu-Lange, Luke Oppenheimer, Mandar Parab, Louise Pedno, Jimena Camou Pérez, Katherine Persichetti, Zack Pintchik, Jutharat (Poupay) Pinyodoonyachet, Paolo Quadrini, Diego Ramos, Catalina Reyes N., Sebastián Zuleta Ríos, Vanessa Ritchie, Charles Robbins, Alyssa Roupas, Liz Sanders, Alyson Smith, Nastassia Kantorowicz Torres, Laura Trainor, Julien Tucker, Mariana Vincenti Urdaneta, Daniel Vergara, Melissa Wahler, Shao Pu Wang, ZengZheng Wang, Wentao Wei, Meghan White, Weiyuan Wu and Yi Xie.

Vi mostriamo qui solo alcune delle opere degli studenti, ma per saperne di più cliccate qui.

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Sono nativa di Roma (1981) ma avendo messo il naso molto giovane all’estero, ho continuato a farlo no-stop. Ho studiato design alla University of London, per poi prendermi un Diploma in fotografia alla International Center of Photography di New York. L’approccio fotografico mi è servito per affinare un grande amore per le arti visive, per poi scegliere la grafica come pane quotidiano. Negli anni ho lavorato come graphic designer in varie agenzie di comunicazione, come project manager per un giornale online di arte e design ed ora sono freelance, scelta coerente col mio spirito curioso e poco immobile. Ho clienti per cui curo l’identità corporativa, la web user experience, l’immagine editoriale, packaging e design per stand ed eventi (il mio portfolio). 

Ora vivo ad Amsterdam col mio compagno, e questa città è stata di grande ispirazione per aprire Hue&Eye, un blog creativo in cui il messaggio principale è Mantieni in forma il tuo talento, volto a tutti i giovani designer che – avendo come me scelto la libera professione – sentono l’esigenza di una piattaforma in cui trovare ispirazione e una community o in cui poter approfondire argomenti di design contemporaneo.

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