La fotografia testimone di mondi immaginari

Per innovare è necessario non smettere di sognare: dal mix di fotografia, stampante 3D e software della computer grafica nasce il progetto artistico di Priscilla Pallante, fotografa romana che indaga le relazioni possibili tra spazio fisico e virtuale

Priscilla Pallante tra realtà e immaginazione

Chiudi gli occhi. Respira a fondo. Svuota la mente. Innanzi a te il buio mutevole che si nutre di ricordi, immagini, canzoni, proiezioni. La realtà affievolisce, scalzata dall’immaginazione, nessun confine netto ma un limbo ambiguo in cui i due piani – reale ed immaginario – si confondono.

Priscilla Pallante, giovane fotografa romana, conosce molto bene la relazione esistente tra spazio fisico e virtuale. Ha trascorso, infatti, gli ultimi due anni ad indagare entrambi, cercando connessioni che permettessero di passare agilmente da una dimensione all’altra. Si è interrogata a lungo su come dare forma e consistenza durature a mondi che non esistono e, infine, ha trovato nelle nuove tecnologie la risposta più adatta.

Il progetto Plastica 

Plastica è il nome del suo progetto, nato dapprima come tesi di laurea sperimentale e poi proseguito in modo del tutto autonomo. La componente visionaria, si potrebbe definire quasi onirica, è il punto di partenza della sua ricerca; Priscilla, infatti, usa i suoi sogni per creare regni fittizi che divengono poi virtuali attraverso un programma di disegno tridimensionale. È la stampante 3D, però, che conferisce loro una dimensione materica. Il processo, tuttavia, si completa solo con l’intervento dell’atto fotografico.

Da sempre, infatti, la fotografia svolge una funzione documentaria, ponendosi in contatto diretto con gli oggetti fisici al di là dell’obiettivo. È naturale quindi che Priscilla abbia individuato proprio nella fotografia l’unico medium in grado di legittimare l’autenticità dei mondi creati artificialmente. La fotografia ne prova non solo l’esistenza ma ne garantisce anche il carattere duraturo. Al tempo stesso, tuttavia, questi mondi artificiali perdono la tridimensionalità da poco acquisita, ripiombando nella dimensione che è propria dell’immaginazione. Si tratta di un processo circolare, in cui la fotografia interagisce attivamente con le nuove tecnologie trasformando un inganno in verità.

Questo stesso capovolgimento concettuale è presente in Plastica vol. II Spectrum, ulteriore declinazione del progetto iniziale. Questa volta è l’intangibilità della musica ad essere il punto di partenza. Gli spettri audio dei brani scelti sono analizzati, scomposti ad intervalli temporali e tradotti in immagini attraverso una sintesi di forme. Immagini che ricorrono e rendono riconoscibile in modo distintivo ciascuna band. Da qui il processo è semplice poiché ricalca il precedente: le immagini assumono dapprima sembianze virtuali attraverso un programma di Cad (Computer-Aided Drafting), poi fisiche grazie alla stampante 3D e, infine, divengono parte della realtà per mezzo della fotografia. In modo del tutto analogo al primo esperimento Priscilla allestisce dei veri e propri set cinematografici in miniatura in cui i modellini stampati divengono gli attori protagonisti dello shooting.

Il risultato finale è sorprendente, l’approccio di Priscilla ci trascina in una sovrapposizione dimensionale che affascina e ammanta di magico l’intero lavoro. L’asetticità metodologica con cui viene condotta la ricerca, infatti, sparisce nel messaggio che sembra suggerire: per innovare è necessario non smettere di sognare.

ARTICOLI CORRELATI

Roma Italia lab srl

Autorizzazione Tribunale di Roma n.60 del 23 marzo 2017

Sede legale: Via Festo Avieno 59, 00136

Sede operativa: Viale Castro Pretorio 25, 00185

Tel. 06 85352463

P.I. e C.F. 11448611001

Direttore Responsabile: Caterina Grignani

Redazione: Simona Pandolfi & Allegra Mondello

newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione