BAM, la biblioteca di Centocelle

Uno spazio autogestito libero e aperto a tutti con libri di ogni genere: narrativa, saggistica, poesia, opere contemporanee e datate, italiane e straniere, di autori noti al grande pubblico e non. Tra questi scaffali c'è posto persino per i libri di scuola. E poi cineforum, dibattiti, concerti, presentazioni,reading e i monologhi teatrali

 

Se doveste percorrere via dei Castani, nella parte più interna del quartiere Centocelle e doveste andare oltre la fermata Mirti della Metro C, vi capiterà di incontrare un edificio diverso dagli altri, che salta subito all'occhio grazie alla serie di murales che ne ammantano la superficie esterna. In quell'edificio trovate la BAM, la Biblioteca Abusiva Metropolitana, un luogo di condivisione e di diffusione di culture e saperi. Uno spazio autogestito e autofinanziato che, da quattro anni a questa parte, continua a stagliarsi come isola felice immersa nel cemento di periferia.
La storia della BAM parte da una donazione avvenuta, per l'appunto, quattro anni fa. «Abbiamo dato il via a questo spazio il 14 febbraio 2013 – ci racconta Ramona, una degli otto volontari che si occupano di questo luogoGli abitanti del quartiere e il Fondo Zannino ci hanno donato i primi volumi di questa biblioteca. Da lì la nostra offerta di libri è cresciuta molto: oggi abbiamo circa 10.000 titoli».
Titoli che spaziano da un genere all'altro: narrativa, saggistica, poesia, filosofia, cinema, musica, teatro e via dicendo. Opere contemporanee e datate, italiane e straniere, di autori noti al grande pubblico e non. Tra questi scaffali c'è posto persino per i libri di scuola.
«Tutto è nato perché al quartiere mancava una biblioteca – aggiunge Serena, un'altra volontaria – A noi tutti piace molto leggere, e da questa nostra passione abbiamo deciso di ricavarne qualcosa di utile per la collettività».
Lo spazio creato è stato pensato per essere libero e rivolto a tutti, di qualsiasi fascia d'età ed estrazione sociale. Un luogo di condivisione dove leggere e prendere in prestito i libri, ma non solo: al bar interno, per esempio, è possibile bere e mangiare a prezzi popolari ciò che viene preparato dai ragazzi. Un modo, questo, per finanziarsi, dal momento che la BAM è totalmente autogestita.

La biblioteca è nata in questo edificio occupato da alcune famiglie che ci abitano da molto tempo, visto che il palazzo versava in condizioni di totale abbandono da anni – ci spiega Ramona – Gli occupanti ci hanno dato queste stanze poste al piano terra, e noi abbiamo deciso di ricavarne la biblioteca. Non è stato semplice: per renderle agibili abbiamo dovuto fare molti lavori di ristrutturazione.


Il quartiere si è mostrato subito solidale con questa iniziativa, donando volumi e, quando necessario, offrendo anche un aiuto concreto. Il risultato è questo luogo dove incontrarsi e ritrovarsi, dove condividere riflessioni e passioni, davanti a un buon libro o davanti a un film, proiettato in occasione del cineforum settimanale.

Non è il solito spazio dove fare serata – aggiunge Serena – Si tratta di un luogo diverso, pieno di cultura e contro-cultura, molto partecipato da qualsiasi persona del quartiere, ma non solo.


Per prendere in prestito i libri, se non si vogliono sfogliare in uno dei tavolini presenti all'interno, quasi sperduti tra scale e scaffali, non è necessario fare tessere né versare alcuna somma. «I rapporti che vogliamo creare non devono essere basati su uno scambio di denaro – precisa un'altra volontaria, Chiara – Questi sono i principi su cui si basa la BAM, realtà libera, aperta e accogliente per tutti».
Il catalogo dei titoli presenti continua ad aumentare, inglobando volumi anche rari e insoliti, che trattano argomenti di cui poco si parla e poco ancora si conosce. Come l'ultima donazione da parte della Fondazione Basso: circa 2.000 libri che trattano i movimenti di liberazione dell'Africa degli anni '60 e '70, oltre che volumi inerenti la struttura geografica del continente.

Si tratta di titoli piuttosto vecchi, che danno però un'idea delle concezioni che produceva il colonialismo dell'epoca – ci racconta Johannes – Quello che dobbiamo fare, ora, è un grande lavoro di classificazione e catalogazione, anche perché sono libri scritti in diverse lingue che non si trovano facilmente in giro. Sono opere che testimoniano che non è vero che in Africa abbiamo portato tutto noi: loro erano indipendenti, anche dal punto di vista culturale. È importante parlare anche di questo.

E per farlo, la BAM organizza serate apposite di dibattiti e riflessioni, con iniziative di carattere socio-culturale, anche di argomento politico. Ma non mancano i concerti, le presentazioni di film e libri, i reading di poesia e i monologhi teatrali. «Vogliamo proporre al quartiere momenti di condivisione fatti di arte e cultura – conclude Chiara – L'anno scorso abbiamo organizzato anche dei corsi di fotografia, dei workshop per appassionati alle prime armi e non». L'insegnante? Il fotografo Tano D'Amico, uno che di certo non ha bisogno di presentazioni.

Ha dato il suo contributo a titolo gratuito. Per noi è stato molto importante il suo appoggio, perché ci ha permesso di continuare a fare quello che stiamo facendo così come fatto finora: liberamente, gratuitamente e per tutti, nessuno escluso.

ARTICOLI CORRELATI

Roma Italia lab srl

Autorizzazione Tribunale di Roma n.60 del 23 marzo 2017

Sede legale: Via Festo Avieno 59, 00136

Sede operativa: Viale Castro Pretorio 25, 00185

Tel. 06 85352463

P.I. e C.F. 11448611001

Direttore Responsabile: Caterina Grignani

Redazione: Simona Pandolfi & Allegra Mondello

newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione