Le 450 storie del Verano in un libro

Alla Libreria Borri Books di Roma Termini il 15 febbraio verrà presentato il volume dedicato agli artisti che riposano nel cimitero di San Lorenzo, da Marcello Mastroianni ad Alberto Sordi, da Eduardo de Filippo a Vittorio De Sica, da Gabriella Ferri a Nino Manfredi. Un viaggio tra «450 storie e non tombe, perché gli artisti sepolti continuano a parlare attraverso le loro opere» afferma l'autore Armando Ottaiano

Una micro-città nella città, viali alberati, monumenti funebri e memoria storica. Il Verano è custode di storie e personaggi, un dedalo di vere e proprie vie in cui perdersi per scoprire e immaginare. Il Verano. Paradiso degli artisti, edito da Ponte Sisto, fa proprio questo: indaga e immagina. Il volume, scritto a quattro mani, è infatti composto da oltre 400 storie e da una novella. L'ambientazione è solo all'apparenza lugubre, provate a visitare il cimitero di San Lorenzo in una bella giornata di sole e vi ricrederete, entrerete in un pezzo di storia (e storie): fin dall’origine è stato luogo di sepoltura, nelle sue viscere ci sono infatti le catacombe di Santa Ciriaca e il sepolcro di San Lorenzo, qui sopra vennero poi erette la basilica e il convento. Il cimitero moderno è stato edificato durante il regno napoleonico su progetto dell’architetto Giuseppe Valadier. Spettatore della storia ha subito i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Con il suo patrimonio di opere d’arte, il Cimitero Monumentale del Verano è ormai considerato un museo all’aperto, inestimabile testimonianza della storia culturale del nostro Paese dalla metà dell’Ottocento ad oggi.

Il volume scritto da Armando Ottaiano e Rolando Galluzzi, dedicato agli artisti sepolti al Verano, verrà presentato il 15 febbraio alle ore 18:00, presso la Libreria Borri Books di Roma Termini (in un evento speciale a cura dell’Associazione culturale La Strada). 

Una sorta di catalogo delle celebrità che dal 1864 ai giorni nostri riposano nello storico cimitero della Capitale, da Marcello Mastroianni ad Alberto Sordi, da Eduardo de Filippo a Vittorio De Sica, da Rino Gaetano a Bud Spencer. Il libro si sviluppa come una mappa particolareggiata - curata da Ottaiano e corredata da fotografie e approfondimenti -  tra 450 sepolcri di registi, attori, maestranze dello spettacolo, poeti, scrittori, cantanti, pittori, scenografi e musicisti: Giuseppe Gioachino Belli, Giorgio de Chirico, Aldo Fabrizi, Gabriella Ferri, Vittorio Gassmann, Natalia Ginzburg, Nino Manfredi, Ettore Petrolini, Giuseppe Ungaretti, Alida Valli, solo per citarne alcuni. Segue una novella autobiografica, scritta da Ottaiano con la collaborazione di Elena Tenga, e una sezione a cura dello scrittore e storico Rolando Galluzzi che ripercorre le vicende del cimitero e della basilica di San Lorenzo fuori le mura. Il volume si chiude con il ricordo di altre personalità sepolte presso il Cimitero Flaminio (Virna Lisi, Renato Carosone, Luigi Comencini), il Cimitero Acattolico di Roma (Gregory Corso, Antonio Gramsci, Carlo Emilio Gadda), fino ai cimiteri di Rocca di Papa (Claudio Villa) e Ardea (Franco Califano).

«Prima di iniziare questa intervista, ci tengo a ricordare Tullio Capocci, editore della casa editrice Ponte Sisto, che ci ha lasciati improvvisamente. Tullio ha creduto molto in questo progetto e mi ha dato fiducia. Non posso fare altro che ringraziarlo e unirmi al dolore della famiglia, degli amici e di chi lo ha conosciuto» precisa Ottaiano. Armando Ottaiano, nato a Napoli nel 1989, si è trasferito a Roma all’età di 19 anni per studiare recitazione. Il Verano. Paradiso degli artisti è la sua prima pubblicazione. Oltre ad alcuni ruoli teatrali, è stato aiuto regista di Marina Confalone per lo spettacolo Fuitevenne, mentre nel cinema ha ottenuto piccoli ruoli in La grande Bellezza di Paolo Sorrentino, Il giovane favoloso di Mario Martone e in Youtopia di Berardo Carboni.

Quanto di autobiografico c’è nella novella romanzata all’interno del volume? Il protagonista è un giovane napoletano che come lei si trasferisce a Roma con un sogno nel cassetto, quello di diventare un attore e tra i sepolcri delle celebrità del Verano si perde e allo stesso tempo recupera la memoria storica della nostra cultura.. 

C'è sicuramente molto di personale nella novella. La storia è stata romanzata ma i fatti che mi hanno portato a scriverla sono reali. 

Ho sempre avuto il sogno di diventare attore. Da Napoli, mosso dal desiderio di cercare la tomba del mio idolo, Eduardo de Filippo, sono arrivato a Roma e ho iniziato questo meraviglioso viaggio che mi ha portato alla ricerca di tutte le lapidi delle celebrità che hanno reso grande la nostra cultura. È stato un viaggio nel tempo che mi ha permesso anche di scoprire tanti artisti che non conoscevo e con questo libro mi piacerebbe condividere con il lettore il percorso che ho fatto in questi anni.

Delle 450 storie raccontate nel volume quale l'ha particolarmente colpita e perché. 

Mi piace pensare che ho individuato ben 450 “storie” e non tombe, perché gli artisti sepolti continuano a parlare attraverso le loro opere. Sicuramente la tomba, anzi, in questo caso la cappella che più mi ha colpito è senza dubbio quella di Roberto Rossellini. Oltre alle sue ceneri, all'interno riposano anche Sergio Amidei (suo grande sceneggiatore) e il padre Angiolo Giuseppe Rossellini (costruttore della prima sala cinematografica di Roma). Quello che più mi ha colpito è la bellezza di questa cappella, che risalta bianca e maestosa, tra il verde degli alberi. 

Il suo sepolcro preferito al Verano, quello davanti cui non puoi far a meno di passare in forma di rispetto perché è l’artista che più ha lasciato traccia nella sua formazione. 

Non c'è dubbio: quella del grande maestro Eduardo de Filippo. Tutto è incominciato con lui: il mio idolo. Lo considero il mio “padre artistico”, lo stimo e lo rispetto profondamente tanto da rimanere in silenzio davanti alla sua cappella per ore, ad ascoltare la sua voce, proprio come nella sua commedia Le voci di dentro

 

 

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