Lingua madre, lo sguardo oltre confine

Arriva alla dodicesima edizione il concorso di scrittura della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino. «Sono scrittrici in grado di superare le linee di demarcazione, di travalicare i confini fisici, avendo a disposizione diverse chiavi di letture dei processi migratori» spiega Daniela FInocchi ideatrice e responsabile di Lingua Madre

Lo sguardo di chi arriva, le donne oltre confine di Lingua Madre

In occasione di Feminism, fiera dell’editoria femminile (alla Casa Internazionale delle DonneLingua Madre ha presentato la dodicesima edizione dell’antologia di racconti scritti dalle donne straniere che vivono in Italia, una narrazione del mondo attraverso gli occhi delle protagoniste.  

Ril ne ha parlato con Daniela Finocchi, ideatrice e responsabile di un concorso che è molto cresciuto nel tempo. L’emigrazione è molto cambiata negli ultimi anni. L’Italia a differenza di altri Paesi europei continua a vivere processi migratori eterogenei, all’interno dei quali cresce sempre di più il numero delle donne migranti. 

Chi sono queste donne? Da dove provengono? Cosa vogliono raccontare? Cosa vogliono dirci di loro e dei loro Paesi di origine? A tutte queste domande risponde dal 2005 il concorso Lingua Madre: il progetto permanente della Regione Piemonte e Salone Internazionale del Libro di Torino (che si terrà dal 10 al 14 maggio), rivolto alle donne straniere, residenti in Italia che scrivono per indagare il rapporto tra la loro identità e il mondo, affondando nel loro vissuto personale e nei sentimenti che le attraversano una volta che lasciano le terre di origine.  

«In questa edizione di Lingua Madre si vuole continuare a narrare delle donne oltre confine. La migrazione non è solo quella che conosciamo. C’è molto di più e sono le donne a metterlo in evidenza. Sono loro ad essere in grado di superare le linee di demarcazione, di travalicare i confini fisici, avendo a disposizione diverse chiavi di letture dei processi migratori. Le donne migranti che arrivano in Italia diffondono un sentire differente. Portano altri valori rispetto agli uomini perché sono maggiormente legate all’attenzione e alla cura. D’altronde sono le donne a guardare il mondo come fosse un ambiente domestico del quale avere particolare attenzione» dice Daniela Finocchi.

Scrivere, un modo per guardare e guardarsi l'un l'altra

Con Lingua Madre la scrittura in italiano innesca un processo personale di ridefinizione dell’io nello spazio e nel tempo perché scrivere significa anche conoscersi. E così, accanto ai racconti delle donne straniere ci sono anche quelli delle italiane che narrano l’altro femminile conosciuto nelle loro vite. È una comunicazione a doppio filo, dove le une si raccontano alle altre e viceversa. È la parola ad innescare quel processo di liberazione, tanto sperato, tanto atteso. Sono le parole di scrittrici e non ad avvicinare mondi che solo apparentemente sono lontani.

«Presentiamo storie di donne coraggiose ed appassionate che rispondono con gentilezza alle ostilità del mondo, che testimoniano la necessità di riconoscersi e di essere riconosciute per esistere e rovesciare le prospettive date dall’esterno, perché diventano loro le sole protagoniste di quanto scritto» continua Finocchi.

E così Lingua Madre Duemiladiciassette - racconti di donne straniere in Italia è un mondo variopinto di oltre cinquanta racconti selezionati tra gli oltre trecento arrivati per partecipare al concorso da una giuria di scrittrici e studiose di letteratura femminile migrante. È un’antologia nella quale gli stati d’animo sono tinti di nero, rosso, giallo perché è anche con i colori che si trasmette quello che si sente e si prova, mentre «raccontano il loro viaggio tra le terre straniere, le memorie e le promesse» conclude Daniela Finocchi.

Roxan Lazar, la vincitrice

A vincere la dodicesima edizione di Lingua Madre è stata Roxana Lazar dalla Romania con il racconto Le pareti avevano le orecchie in cui racconta la sua adolescenza durante la dittatura di Ceausescu. Il secondo ed il terzo premio sono stati vinti rispettivamente da Anita Vuco, croata con Josephine. Napule bello in cui si narra di un legame profondo tra due donne di età diversa e Fatima Ezzahra Garguech che con Vedrò con i tuoi colori che narra il viaggio di costruzione del proprio luogo nel mondo. 

 

 

Foto di Zenab Ataalla

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